<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188</id><updated>2012-02-15T14:45:51.915+01:00</updated><category term='ZIGGY (Stardust) e ZACK (De La Rocha)'/><title type='text'>Con le chiacchiere ci faccio il brodo</title><subtitle type='html'>Non possiedo ricette, formule magiche. Ogni gelato che fabbrico ha un particolare profumo, il suo profumo. Non è mai eguale a quello prima, non sarà mai eguale a quello dopo. Ognuno, però, fa affiorare il ricordo di qualcosa; un viaggio, una passeggiata, una persona cara, la donna amata.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>151</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1477216390920341957</id><published>2012-01-26T13:28:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T10:54:46.303+01:00</updated><title type='text'>CRONACHE DAL MONDO PICCOLO PICCOLO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PHYFBUrT_m8/TQyEN-QN3gI/AAAAAAAAABw/CBIojlWSLLA/s320/Virgola+libro.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_PHYFBUrT_m8/TQyEN-QN3gI/AAAAAAAAABw/CBIojlWSLLA/s320/Virgola+libro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il primo libro che ho letto da piccola&amp;nbsp;è "Virgola ed altri racconti".&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parla di un posto magico che si chiama "Primadiandargiù", una nuvola bianca e rosa dove stanno i prebambini:&amp;nbsp;i prebambini imperversano tra una nuvoletta e l'altra, con il loro camicino color aria e un nastro alla caviglia cui è attaccato un campanellino, col numero ed il nome del prebambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Primadiandargiù" è un posto pieno di&amp;nbsp;Santi un po' svaniti, dove le aureole rimangono incollate alle dita dei legittimi proprietari (o in altre parti del corpo non adeguate) per colpa degli scherzi dei premonelli,&amp;nbsp;e dove&amp;nbsp;si va pochissimo a scuola, perché si festeggia sempre&amp;nbsp;l'onomostico di qualche Santo. A “Primadiandargiù” si festeggiano anche i “Noncompleanni” e il “Momentogiusto”, che arriva di solito dopo nove “Nonmesi”, e tutti i lunedì, all'arrivo di San Calderone, i prebambini sfogliano gli album fotografici dei terrestri, alla ricerca di una mamma e di un papà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Virgola sta troppo bene a Primadiandargiù, e non ha nessuna intenzione di scegliersi due genitori, perché le piace stare dove sta, e andare a spasso con il suo cagnolino, Putiferio, e ogni volta che sfoglia gli album di San Calderone trova sempre una scusa per ogni famiglia che vede: "&lt;i&gt;Quel papà lì è troppo grasso... Che buffa 'sta mamma... Questi nonni non mi vanno perché hanno i baffi... Eh già, lì non vogliono cagnetti, ed allora il mio Putiferio dove lo lascio?...&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma un giorno, Virgola,&amp;nbsp;si sente un po'&amp;nbsp;diversa dal solito; le cose più divertenti non le danno più il gusto di prima. E' strano, ma sembra quasi un po' malinconica. Sente la mancanza di qualcosa che non ha. Chiede a San Calderone gli album di fotografie anche dei genitori di seconda classe, quelli che non ha mai neanche voluto sfogliare. E trova loro: un papà grande e grosso, che sembra burbero, ma ha un cuore d'oro. Una mamma che sorride tanto, e le piace la musica. Giocano ancora tutti e due con una palla ovale, anche se ormai sono un po' stagionati. Anche loro hanno dei cani: sono due cuccioli sfigatelli,&amp;nbsp;salvati&amp;nbsp;da due storie brutte brutte, che adesso fanno un baccano d'inferno per la contentezza. E hanno un gatto enorme, che ha le zampe più corte della pancia che gli sta crescendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono loro! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1477216390920341957?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1477216390920341957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1477216390920341957' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1477216390920341957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1477216390920341957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2012/01/cronache-dal-mondo-piccolo-piccolo.html' title='CRONACHE DAL MONDO PICCOLO PICCOLO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PHYFBUrT_m8/TQyEN-QN3gI/AAAAAAAAABw/CBIojlWSLLA/s72-c/Virgola+libro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1227820214009180347</id><published>2011-12-29T12:03:00.000+01:00</published><updated>2011-12-29T12:10:16.703+01:00</updated><title type='text'>CAMERIERE, UN GELATO! AL PISTACCHIO? NO, A ME.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.mr-loto.it/images/pistacchi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" rea="true" src="http://www.mr-loto.it/images/pistacchi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;﻿&lt;/div&gt;Dunque, è questo lo scherzo!&lt;br /&gt;Che improvvisamente ti cambia il gusto.&lt;br /&gt;Il primo impatto, prima ancora di fare i conti con&amp;nbsp;i mutamenti&amp;nbsp;fisici visibili, è questo voltafaccia clamoroso del senso a cui sono più affezionata.&lt;br /&gt;Scompare del tutto la sensazione di aver appetito, e ti rimane la fame, proprio. &lt;br /&gt;Il fatto di sentire lo stomaco vuoto. &lt;br /&gt;Ma senza il naturale slancio verso qualcosa che ti piace. &lt;br /&gt;Una necessità di avere qualcosa dentro la pancia che ti possa attenuare il crampo all'imboccatura della gola.&lt;br /&gt;E soprattutto, ahimè, la nausea perenne.&lt;br /&gt;Che alto tradimento!&lt;br /&gt;Mi ricordo quando mi avevano proibito di toccare cibi grassi per l'impennata di trigliceridi nel sangue: e anche lì era stato un duro colpo, ma almeno avevo ben presente in testa che avrei desiderato grandemente una bella fetta di salame odoroso, o il coltello che affonda nella bistecca con ampi fendenti e sugo saporito.&lt;br /&gt;Invece adesso no.&lt;br /&gt;Mi ritrovo stupita, davanti ad un piatto per cui prima avrei fatto follie, a guardare salire dal brodo vapori colmi di promesse, ad appoggiare&amp;nbsp;il cucchiaio&amp;nbsp;sconsolata, e deglutire&amp;nbsp;a bocca serrata,&amp;nbsp;reprimendo a fatica le sommosse interne.&lt;br /&gt;E peggio ancora, invece, è la fissazione verso un unico cibo, che arriva all'improvviso, feroce, e senza via d'uscita.&lt;br /&gt;Dritta&amp;nbsp;alla testa, senza passare dallo stomaco.&lt;br /&gt;Lunedì&amp;nbsp;pomeriggio era gelato al pistacchio.&lt;br /&gt;Ma vai a trovare una gelateria aperta il pomeriggio di&amp;nbsp;Santo Stefano!&lt;br /&gt;Ne abbiamo girate tre, prima di arrivare all'unica che ci ha accolto.&lt;br /&gt;E ho&amp;nbsp;aggredito il cono prima ancora che la cassiera staccasse lo scontrino dalla cassa, come una drogata.&lt;br /&gt;Si dice che la qualità d'una gelateria vada valutata per la propria crema, e per il pistacchio.&lt;br /&gt;Per la fedeltà agli ingredienti genuini, perché più il gelato è buono, più si dovrebbe riconoscere il sapore dell'uovo, del latte, e dei semi verdi, ben lontani dai pastoni industriali dai colori sgargianti ma dai gusti&amp;nbsp;ingannevoli.&lt;br /&gt;E, per tutti i numi tutelari dei gelatai, quel pistacchio era veramente buono..&lt;br /&gt;Ma ingenuamente&amp;nbsp;avevo dato per scontato che, insieme al pistacchio, fosse concesso anche il mio consueto abbinamento di cialda ripiena di panna montata.&lt;br /&gt;Arrivata al bordo friabile del cono, finito il pistacchio, con&amp;nbsp;il sentore&amp;nbsp;grasso della panna, le porte si sono improvvisamente chiuse con uno schianto: non più una molecola sarebbe arrivata fino allo stomaco!&lt;br /&gt;E già erano pronte le difese di rappresaglia, per rigettare tutto ciò che non era pistacchio..&lt;br /&gt;I gusti son gusti, d'altronde. E a ciascuno è concesso di avere gusti differenti e variegati, soprattutto in tema di cucina.&lt;br /&gt;Ecco...&lt;br /&gt;Avevo messo in conto che ci fosse qualcuno in grado di cambiarmi la vita, ma non avevo considerato che qualcuno avrebbe cambiato il mio gusto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1227820214009180347?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1227820214009180347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1227820214009180347' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1227820214009180347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1227820214009180347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/12/cameriere-un-gelato-al-pistacchio-no-me.html' title='CAMERIERE, UN GELATO! AL PISTACCHIO? NO, A ME.'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2159342627098072898</id><published>2011-12-09T10:31:00.001+01:00</published><updated>2011-12-09T16:58:05.984+01:00</updated><title type='text'>UNA TRA UN MILIONE DI STRADE POSSIBILI</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://download.gamezone.com/assets/old/gamezone/32/1/65/s32165_wii_1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" mda="true" src="http://download.gamezone.com/assets/old/gamezone/32/1/65/s32165_wii_1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;﻿&lt;/div&gt;Certo che lo sapevo!&lt;br /&gt;Prima ancora di pensarlo.&lt;br /&gt;Mio fratello non mi invita mai, fuori a cena. Neppure per il mio compleanno.&lt;br /&gt;Eppure ha scelto il ristorante con il grande terrazzo sulla vallata, al momento del tramonto. Aria fresca ma non troppo. Tutto perfetto.&lt;br /&gt;Come doveva essere.&lt;br /&gt;Mio fratello è sempre stato molto coscienzioso, in effetti, in fatto di scelta di tempi.&lt;br /&gt;La donna della sua vita l'ha conosciuta che erano ancora ragazzini.&lt;br /&gt;C'è cresciuto insieme.&lt;br /&gt;Ha aspettato di finire gli studi per sposarla, come si deve.&lt;br /&gt;Una linea retta.&lt;br /&gt;Con scossoni ed assestamenti, certo, come in qualsiasi storia d'amore. &lt;br /&gt;Ma una di quelle unioni che funzionano bene, pur nelle difficoltà e nelle divergenze dovute al fatto che siamo pur sempre esseri umani, &lt;em&gt;perdinci&lt;/em&gt;! &lt;br /&gt;Sì, perchè mio fratello è una brava persona, e non bestemmia, e non dice parolacce offensive. &lt;br /&gt;Da piccoli&amp;nbsp;usavamo parole senza senso, per mascherare le imprecazioni, tipo "iorc'", o "vaffanbego". Che non davano la stessa soddisfazione, certo, ma almeno non dovevi tenere il conto al sabato pomeriggio per quando andavi a fare la confessione. E meno Ave Maria equivalevano a meno male al ginocchio, per quando dovevi scontare la penitenza.&lt;br /&gt;Ora siamo qui, al tavolo del ristorante, con il gnocco strappato e le fette lucide di lardo di Colonnata, ondulate e voluttuose come sfoglie di paradiso.&lt;br /&gt;Non so bene come reagire, perché quando capitano certe cose,&amp;nbsp;hai la percezione che stai vivendo uno di quei momenti per cui dopo non sarà più come prima. &lt;br /&gt;Però sul momento la reazione che scatta è il tilt del flipper. &lt;br /&gt;Non funziona più niente.&lt;br /&gt;E rischi anche di mettere angoscia a chi si sta confidando, che aspetta fiducioso di ricevere l'ondata della tua gioia.&lt;br /&gt;Quella arriva, ma con un piccolo sfasamento, uno slittamento in avanti spazio-tempo-emozionale.&lt;br /&gt;Ed è un urlo.&lt;br /&gt;E' l'abbraccio.&lt;br /&gt;Forse anche una lacrimuccia.&lt;br /&gt;Il gnocco strappato si raffredda.&lt;br /&gt;Il sole tramonta dietro le prime increspature della terra dopo la fine della Pianura Padana. Che tanti ne ha visti,&amp;nbsp;di lacrime e abbracci.&lt;br /&gt;E non è detto che tutti quanti arrivassero dopo una linea retta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2159342627098072898?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2159342627098072898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2159342627098072898' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2159342627098072898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2159342627098072898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/12/una-tra-un-milione-di-strade-possibili.html' title='UNA TRA UN MILIONE DI STRADE POSSIBILI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1692534754879439523</id><published>2011-11-04T12:13:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T19:13:45.380+01:00</updated><title type='text'>CIBO DEGLI DEI</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.oltresalute.com/immagini/mela-cotogna.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ida="true" src="http://www.oltresalute.com/immagini/mela-cotogna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Era un sacco di tempo che non vedevo le mele cotogne. &lt;br /&gt;Hanno un bel giallo brillante, spiccano tra i colori di questo autunno variopinto. Erba umida sotto i piedi, mano nella mano, a passeggio&amp;nbsp;lungo il canale che oggi hanno lasciato inspiegabilmente aperto. &lt;br /&gt;Scorre veloce l'acqua livida, si vede l'argine rigonfio delle piogge a monte. Gocce di resina odorosa aggrappate ai ciliegi, dove erano stati tentati gli innesti.&amp;nbsp;L'Omone si&amp;nbsp;preoccupa di raccogliere una ghianda, per piantarla nel terraio, e prapararle una coperta di foglie secche, che resista al freddo che sta già arrivando. &lt;br /&gt;Io invece vado&amp;nbsp;subito dalle mele cotogne, sporgendomi sul canale per avvicinarmi un ramo. L'Omone mi prende ai fianchi: "Occhio, bella. Che l'acqua del canale non è così profonda da fare i tuffi!".&lt;br /&gt;Sono frutti pieni, pesanti. Profumano tantissimo, di polpa, di buono.&lt;br /&gt;Hanno una leggera peluria sulla buccia, che cade solo sfregando un po' con il palmo della mano. Non si mangiano così, le mele cotogne. Hanno un sapore asprigno che lega la lingua. Ma riservano sorprese. Tolto il cuore legnoso, sbucciata la pelle gialla, e tagliato tutto a pezzettoni, si fa bollire nel pentolone con un mezzo limone. E così, la mela cotogna, che sembrava così ostica, rivela tutta la sua dolcezza: il calore scioglie le lunghe catene di zuccheri, e il preparato diventa, come per magia, dolcissimo. I nonni usavano la confettura molto concentrata della mela cotogna al posto del miele, per dolcificare. Basta saperlo. Basta conoscerlo.&lt;br /&gt;Il nome latino della pianta è Cydonia:&amp;nbsp;il nome di Atena o Minerva, figlia di Zeus,&amp;nbsp;dea della sapienza e&amp;nbsp;degli aspetti più nobili della guerra, mentre la violenza e la crudeltà rientravano nel dominio di Ares o Marte. Una dea donna ed un dio uomo. Caso strano, però, Cydonia è anche uno delle zone di Marte (il pianeta): quella in rilievo, in cui pare si possa scorgere un volto, femminile. &lt;br /&gt;Donna, uomo. Saggezza, furia. Dolce, aspro. &lt;br /&gt;Tutto contemperato, tutto insieme. &lt;br /&gt;Chi l'avrebbe mai detto?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1692534754879439523?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1692534754879439523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1692534754879439523' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1692534754879439523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1692534754879439523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/11/cibo-degli-dei.html' title='CIBO DEGLI DEI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-550800397764401899</id><published>2011-10-27T19:44:00.000+02:00</published><updated>2011-10-27T19:44:46.410+02:00</updated><title type='text'>PER FAR LA POLENTA, CI VUOLE OLIO DI GOMITO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.alice.tv/imageHandler/f=Resize_F&amp;amp;image=A4CAS120_Polenta-costine.jpg&amp;amp;w=374&amp;amp;h=287" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="245" ida="true" src="http://www.alice.tv/imageHandler/f=Resize_F&amp;amp;image=A4CAS120_Polenta-costine.jpg&amp;amp;w=374&amp;amp;h=287" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Di lei mi piace la pelle. Liscia, luminosa. Morbida.&lt;br /&gt;E' un uragano che arriva in una stanza. E' un'esplosione di gioia, di rabbia, di vita.&lt;br /&gt;L'ho conosciuta che piangeva, e&amp;nbsp;sentivo l'impulso&amp;nbsp;di curare quelle ferite, e fare in modo che non facessero più così male. Tanta strada fatta, da allora. Non me ne sono resa conto, che il tempo ci ha portato così lontano. Alla fine siamo rimaste amiche, nonostante tutto quanto cambiasse intorno a noi, e anche dentro di noi.&lt;br /&gt;E probabilmente va bene che sia così. Qui davanti allo schermo del computer, l'altra sera. E' quell'ora in cui senti fuori dalla vetrata le ruote che sprizzano acqua sporca sull'asfalto. La radio bassa. La testa che ronza per depositare tutta la giornata.&lt;br /&gt;Me l'ha chiesto così, con la sua solita irruenza.&lt;br /&gt;Senza girarci intorno.&lt;br /&gt;Come se fosse una domanda che mi fa tutti giorni, come se non fosse emozionata anche lei.&lt;br /&gt;Lei che usa la stessa voce per dirti che ti vuole bene&amp;nbsp;o per insultarti, con la fantasia che non metteresti neanche a scrivere poesie. Lei che mangia e parla in fretta, guardando altrove, perché sta già pensando ad altro. Lei che porta da casa sua una tonnellata di polenta con le costine in umido. Accarezza con dolcezza il suo uomo, e lo attacca al muro un minuto dopo con le sue sfuriate.&lt;br /&gt;Stavo lì, dopo la domanda fatidica, con le dita sollevate sulla tastiera.&lt;br /&gt;E avevo già scritto Sì, pigiando a vuoto i tasti nell'aria, ma ancora sorridevo, aspettando.&lt;br /&gt;Non importa quello che si dice. Non importa quello che dicono di te. Tante parole si spendono ogni giorno, senza che ne rimanga alcuna traccia. Poche sono le parole che rimangono dentro alle persone. E soprattutto, se ci sono solo parole, e null'altro dietro, non rimane traccia neanche sulla carta.&lt;br /&gt;Non vale la pena che rimanga traccia nel cuore. Neppure il tempo di far passare una lacrima. O una stretta di cuore. &lt;br /&gt;Importa ciò che siamo. E ciò che vogliamo ancora diventare.&lt;br /&gt;Che se uno lo vuole veramente, mica ha bisogno di dirlo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-550800397764401899?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/550800397764401899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=550800397764401899' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/550800397764401899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/550800397764401899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/10/per-far-la-polenta-ci-vuole-olio-di.html' title='PER FAR LA POLENTA, CI VUOLE OLIO DI GOMITO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2899097140195342668</id><published>2011-09-30T11:49:00.001+02:00</published><updated>2011-09-30T11:49:31.572+02:00</updated><title type='text'>A MEANS TO AN END</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://kisuki.net/wallpapers/kisuki.net_anime-wallpapers_ito-noizi_1_800x600.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" kca="true" src="http://kisuki.net/wallpapers/kisuki.net_anime-wallpapers_ito-noizi_1_800x600.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte&amp;nbsp;dorme.&lt;br /&gt;E' un mare di inchiostro&amp;nbsp;in cui galleggiano bolle luminose, tremolanti per la distanza. Sospese nell'aria ferma come frutti di luce, trasparenti.&lt;br /&gt;Claudia dorme, non sogna niente. E immersa&amp;nbsp;nella sua bolla, rosa&amp;nbsp;palpitante, e non c'è rimasto nulla dello strepito del giorno ormai lontano. Né la scuola, né le piccole lotte quotidiane&amp;nbsp;con la mamma, i sobbalzi del cuore, i pensieri che corrono veloci, le emozioni che bruciano la pelle.&lt;br /&gt;Claudia dorme abbracciata al cuscino, i capelli davanti al viso che tremano ad ogni respiro. &lt;br /&gt;Sulla bolla rosa sta aggrappato Lui, invece. La guarda, come ogni notte. Rapito dal colore di quella pelle, che sembra latte dentro una bottiglia di vetro. &lt;br /&gt;Come sono belli, gli esseri umani! Non ci si stancherebbe mai, di guardarli vivere. I Guardiani non sono così: i Guardiani non si fanno domande, non si arrabbiano mai, non crescono, non invecchiano. &lt;br /&gt;Non muoiono mai.&lt;br /&gt;Gli esseri umani, invece, sono un cambiamento continuo: soprattutto gli adolescenti, che sprigionano tanta di quella energia da dar forma a queste bolle di luce, colorate secondo le sfumatura di chi vi abita all'interno. &lt;br /&gt;Ogni bolla&amp;nbsp;racchiude un ragazzo o una ragazza. &lt;br /&gt;Immerso nel sonno, o china sotto le lenzuola per leggere un libro di nascosto dal fratello minore, o agitato da un incubo. O trepidante, a una finestra, aspettando un segnale amato, un richiamo, un movimento furtivo nel giardino di sotto.&lt;br /&gt;Claudia dorme, invece. E non sogna mai. Sogna durante il giorno, quando la vita sembra troppo dura per poterla sopportare tutta insieme.&lt;br /&gt;Lui la osserva.&lt;br /&gt;La guarda dormire ora, e la guarda vivere durante il giorno. Questa vita così vicina, eppure così irraggiugibile, e incomprensibile. &lt;br /&gt;Claudia non sa di Lui: non lo vede. Ne percepisce la presenza, ogni tanto. Quando sembra che una lacrima si fermi a metà della guancia. O quando balla felice, cantando a squarciagola e saltando sul letto fino a spiccare il volo!&lt;br /&gt;Ma ora Claudia non sente nulla: ora tutto riposa, fuori e dentro la bolla.&lt;br /&gt;Domani ricomincerà tutto quanto daccapo, la scuola, e le piccole lotte quotidiane, e i respiri del cuore: e Lui sarà lì con lei, come sempre a vegliare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2899097140195342668?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2899097140195342668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2899097140195342668' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2899097140195342668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2899097140195342668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/09/means-to-end.html' title='A MEANS TO AN END'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8609561936179935252</id><published>2011-09-12T12:58:00.002+02:00</published><updated>2011-09-12T18:10:16.143+02:00</updated><title type='text'>NON STARE IN DISPARTE</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gxsR0iWxGg0/TIAV6y1PI5I/AAAAAAAAB7s/XJ86s75gW3U/s400/Namaste-Gregory-colbert.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="131" nba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_gxsR0iWxGg0/TIAV6y1PI5I/AAAAAAAAB7s/XJ86s75gW3U/s320/Namaste-Gregory-colbert.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non stare in disparte.&lt;br /&gt;Mi piace quando sei tra i piedi. &lt;br /&gt;E non sai dove sono le cose. &lt;br /&gt;Fai sempre fare tutto a me. &lt;br /&gt;Anche perché mangi il pane prima della cena. &lt;br /&gt;E usi la noce moscata dove non ci vuole.&lt;br /&gt;Lasci tutti gli sportelli aperti.&lt;br /&gt;Rovesci il caffè sulla tovaglia&amp;nbsp;appena lavata.&lt;br /&gt;Bevi il succo dal cartone.&lt;br /&gt;Non metti mai via la roba quando cucini.&lt;br /&gt;Appoggi il bicchiere bagnato sul lavello in acciaio.&lt;br /&gt;E ti scappa sempre il sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ti giuro: senza di te non saprei proprio come fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8609561936179935252?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8609561936179935252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8609561936179935252' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8609561936179935252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8609561936179935252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/09/non-stare-in-disparte.html' title='NON STARE IN DISPARTE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gxsR0iWxGg0/TIAV6y1PI5I/AAAAAAAAB7s/XJ86s75gW3U/s72-c/Namaste-Gregory-colbert.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5017682113203355468</id><published>2011-08-25T13:36:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T18:30:53.969+02:00</updated><title type='text'>SE IO FOSSI UN GIGANTE</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.viaggiaresempre.it/011YemenSanaIlSuk.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" qaa="true" src="http://www.viaggiaresempre.it/011YemenSanaIlSuk.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;"Senti questo!.."&lt;br /&gt;Si chiamano &lt;em&gt;armonici&lt;/em&gt;, e sono i suoni particolari che possono essere prodotti su un qualsiasi strumento a corda: questi sono armonici fatti con il basso. &lt;br /&gt;Sono udibili&amp;nbsp; pizzicando una corda con la mano destra e sfiorandola con la sinistra, senza&amp;nbsp;premerla,&amp;nbsp;ad una certa altezza del manico dello strumento.&lt;br /&gt;Ancora più difficili da trovare se il basso è senza tasti, &lt;em&gt;fretless.&lt;/em&gt; Ma proprio per questo più preziosi. Non è il suono pastoso e fermo del basso, quello che ti dà l'incedere del pezzo senza via di scampo. Questo è molto più sommesso, intimo, morbido. Come il tocco sulla corda: non la ferma, e la&amp;nbsp;senti vibrare sotto&amp;nbsp;al polpastrello.&lt;br /&gt;Marcello tiene il basso molto alzato, quasi sotto le ascelle. E visto&amp;nbsp;che lui è uno spilungone&amp;nbsp;allampanato e&amp;nbsp;tutto curvo, l'effetto d'insieme quando suona è di vedere un basso sui trampoli.&lt;br /&gt;Mi ha battezzato subito malissimo, Marcello; per essere entrata in sala prove senza tante cerimonie, per aver aperto la custodia della tastiera senza chiedere permesso, e per aver cominciato subito a suonare.&lt;br /&gt;"E questa qui chi si crede di essere?"&lt;br /&gt;Peccato che, in realtà, tutto quanto funzionasse a meraviglia. La tastiera prendeva al volo quello che tessevano con il ritmo lo spilungone e l'Ingegnere, alla batteria. Fede cantava e suonava quella sua chitarra piccola piccola, che sembrava un giocattolo.&lt;br /&gt;Innumerevoli&amp;nbsp;sere siamo riemersi dalla sala prove a notte fonda, con le orecchie&amp;nbsp;che ronzavano e la faccia sorpresa dall'aria fresca.&lt;br /&gt;Appena presa la macchina, la Uno 45 Sting grigia ribattezzata &lt;em&gt;LUPA &lt;/em&gt;(con tanto di adesivo con il nome sul baule: un vero tocco di classe!),&amp;nbsp;ho guidato&amp;nbsp;subito fino a Magreta da Marcello, per fargliela vedere, tutta orgogliosa di essere diventata grande. &lt;br /&gt;E subito abbiamo guardato se ci stava tutto, in macchina: se si riuscivano a stivare nel sedile di dietro basso/tastiera/cavi/sostegno/pedali.&amp;nbsp;Se si escludeva completamente la visione nello specchietto retrovisore, ci stava tutto: l'ingombro era pari a caricare la Ulla, il cane San Bernardo di mio fratello. Che, però, aveva il vantaggio di poter mettere la testa fuori dal finestrino, contrariamente al basso e la tastiera che invece era meglio tenere dentro del tutto (con quello che li avevamo pagati, orcocane!).&lt;br /&gt;Tante volte li abbiamo stivati sul sedile posteriore, per andare alle prove, ai concerti, a cazzeggiare per i fatti nostri, con anche la fisarmonica: come il pomeriggio che dovevamo&amp;nbsp;incidere il nostro primo &lt;em&gt;demo&lt;/em&gt;, quando abbiamo imparato che i registri della fisarmonica sono tenuti insieme con la cera, ed è buona norma non lasciarla mai&amp;nbsp;in macchina, parcheggiata al sole.&lt;br /&gt;Io sapevo, quando sono uscita fuori con la fisarmonica davanti a tutte quelle persone, al raduno dei Nomadi, che dietro c'era Marcello, con gli occhiali, il naso sottile e i capelli raccolti a coda di cavallo, e stavo tranquilla. Perché Marcello non sbaglia mai gli attacchi, e le mie sbavature sembrano quasi fatte apposta, unite a quella precisione ritmica millimetrica. Marcello sa suonare i pezzi di Pastorius. Marcello mi ha portato il disco degli Area autografato da Ares Tavolazzi. &lt;br /&gt;Marcello fa gli esami di fisica, all'Università: macina formule facendo scricchiolare il gessetto sulla lavagna. E il professore gli fa una domanda difficilissima. Lui si ferma un attimo, cercando con le dita sottili i rari peli di una barba ancora in divenire, lo guarda e gli dice: &lt;br /&gt;"Ma lo sa che me lo sono sempre chiesto anche io?".&lt;br /&gt;Ora, dopo tanti anni, te lo posso dire: non valeva la pena rinunciare alla &lt;em&gt;tournée &lt;/em&gt;per colpa di un moroso geloso! &lt;br /&gt;Quella storia d'amore, o forse meno, è stata fagocitata dal tempo e dalla memoria. Così probabilmente sarebbe successo anche a noi, ed al nostro incredibile ed eclatante successo musicale. &lt;br /&gt;Eppure le nostre canzoni io me le ricordo ancora. &lt;br /&gt;E sai che ti dico? &lt;br /&gt;Mi sono messa in testa di chiederti se suoni ancora Pastorius..﻿&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5017682113203355468?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5017682113203355468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5017682113203355468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5017682113203355468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5017682113203355468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/08/se-io-fossi-un-gigante-senti-questo.html' title='SE IO FOSSI UN GIGANTE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3159038920562686188</id><published>2011-08-18T15:11:00.004+02:00</published><updated>2011-08-25T18:31:49.422+02:00</updated><title type='text'>COMBINAZIONI ENERGETICHE RESPONSABILI PER RIEQUILIBRARE LA PRESSIONE DELL'UOMO SULLA TERRA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTTCBZb8OsbogSltSELxA5XPk-OkGG8k-na725BZR6BHND7Jyna7A"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTTCBZb8OsbogSltSELxA5XPk-OkGG8k-na725BZR6BHND7Jyna7A" style="cursor: hand; display: block; height: 194px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 259px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;Taglia le zucchine a bastoncini verticali, lunghi più o meno 5 centimetri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda il telefono: deve arrivare un messaggio dall'ospedale. Ormai si sono rotte le acque già da un giorno e mezzo, e dovremmo quasi esserci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Taglia nello stesso modo anche le carote. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda di nuovo il telefono, e pensa a quando l'hai conosciuta, sugli spalti dello stadio a Parma. Ti ha guardato e ti ha detto: sì, vengo a giocare. E quella risposta, diversa dai 100 no a cui eri abituata e quasi preparata, ti fa sorridere. &lt;br /&gt;Bisogna sminuzzare il prezzemolo, e tritare la cipolla. Fare sfrigolare fino all'imbionditura, e grattugiare un po' di scorza di limone, per il profumo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bassi, tocco, pausa... ingaggio. Non hai idea di cosa possa essere, una donna di fronte al suo primo parto. C'è chi lo aspetta con ansia, chi lo teme, chi prova tutte e due le cose contemporaneamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima le carote, in padella, che sono più lunghe a cuocere. Mezzo bicchiere d'acqua, e un getto di vino bianco. Poi le zucchine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora il telefono non dà segni. Forse prende male: prova a chiamare la Bomba. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 minuti in padella: veloce veloce. Ultimo tocco di sale, e va fatto raffreddare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una julienne che accompagna la carne bianca aromatizzata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora il telefono non suona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai, spingi. Che sei una pilona. &lt;br /&gt;A presto. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3159038920562686188?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3159038920562686188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3159038920562686188' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3159038920562686188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3159038920562686188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/08/combinazioni-energetiche-responsabili.html' title='COMBINAZIONI ENERGETICHE RESPONSABILI PER RIEQUILIBRARE LA PRESSIONE DELL&apos;UOMO SULLA TERRA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5158868615727336489</id><published>2011-07-12T16:40:00.011+02:00</published><updated>2011-08-25T18:33:09.048+02:00</updated><title type='text'>PANCONE</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.giallozafferano.it/images/ricette/pancetta_padella_ric.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.giallozafferano.it/images/ricette/pancetta_padella_ric.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 119px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 130px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ci sta, ora, che io prenda in giro chi non sa cucinare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi ricorda bei tempi andati, in cui il tempo era poco, la fame era tanta, e bisognava ottimizzare un frigorifero spoglio e una mansarda in cui, appena si accendeva un fornello, sembrava di stare in una sauna.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per cominciare, la pancetta, che dà tanta soddisfazione. Diventa il minimo comune denominatore per qualsiasi piatto, primo secondo o in ordine sparso che sia. E già rende un po' l'idea di proteine, di sostanza. Tutto il resto diventa il "qualcos'altro" da metterci in mezzo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per esempio, la versione "light" (!!!) del pancone, che prevede l'aggiunta di pomodoro, uova e sottilette. Più qualche ingrediente segreto, attinto dai barattoli della mensola sopra i fornelli. Sempre aperti, i barattoli delle spezie, visto che non bisogna correre il rischio che nell'altra mano ci sia una birra. E casomai appoggiarla, o altre assurdità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il pancone prende forma, o meglio, si sforma in tutto il suo splendore. Pronto da mangiare alla forchetta o al cucchiaio (dipende dal numero delle uova). Con abbondante utilizzo di pane, che diventa indispensabile soprattutto quando prima è scappato il peperoncino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pancone è studiato nei centri di preparazione alle uscite degli astronauti nello spazio, perché contiene tutto: materia e antimateria. Nutrimento, gusto e soddisfazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'importante è non dover andare a giocare a rugby subito dopo, il pancone.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché il pancone è nemico dei campi da rugby, così come è nemico dell'acqua. Acqua e pancone formano un calcestruzzo compatto e viscoso, nello stomaco, con un peso specifico elevatissimo ed una consistenza inadatta ad essere contenuta da un apparato digerente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pancone, inoltre, è altrettanto nemico del divano, poiché la posizione orizzontale favorisce la fuoriuscita della sostanza, a guisa di &lt;em&gt;blob,&lt;/em&gt; come insegnano i peggiori film d'orrore a basso budget.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pancone sarà ricordato a lungo, dopo averlo incontrato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E dolorosa la separazione fisica da questo elemento, che si farà riconoscere in maniera ancora più incisiva all'uscita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per sintetizzare: assunzione pensierosa, permanenza difficoltosa, espulsione penosa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Dedicato all'autore della ricetta: un uomo meraviglioso, che spero non me ne vorrà, per questo amabile sfottò. Anche perché ciò significherebbe aumentare la dose del peperoncino, nel pancone. E questo non è umanamente sopportabile)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5158868615727336489?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5158868615727336489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5158868615727336489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5158868615727336489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5158868615727336489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/07/pancone-e-ci-sta-ora-che-io-prenda-in.html' title='PANCONE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-296004275218876701</id><published>2011-06-27T15:13:00.003+02:00</published><updated>2011-08-25T18:33:51.205+02:00</updated><title type='text'>MAD WORLD</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQXcHE7FEGH5kx5W5WUu5OI1zhmHc4b4XBTkAWNdtjA6fzbxbyD"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQXcHE7FEGH5kx5W5WUu5OI1zhmHc4b4XBTkAWNdtjA6fzbxbyD" style="cursor: hand; display: block; height: 192px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 256px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimango con le chiavi a mezz'aria, nell'atto di aprire la porta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sta sulla maniglia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sacchetto della spesa, floscio e ammainato, con dentro i miei 4 stracci.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dicono che il succo di frutta più caro al mondo sia il succo di arancia bonsai. Per farne un litro, se ne spremono migliaia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E costa quanto un piccolo appartamento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dev'essere veramente un cazzata, ma è la prima cosa che associo a questo sacchetto: un succo di una storia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anni di treni presi e aspettati. Anni di mancanza lancinante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anni di rabbia repressa, speranza sfumata, illusione e risveglio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La distanza, poi la rottura.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E rimane questo sacchetto appeso alla maniglia della porta, a ricordarmi che non esistono strade diritte. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non esiste la quiete conquistata, ma un equilibrio apparente e temporaneo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una bolla di rapporti che rischiano di esplodere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una vita in bilico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La persona più cara che mi guarda, da sopra la federa di un cuscino, e mi dice: "Mi sembra di vivere in una gabbia di matti!". &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-296004275218876701?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/296004275218876701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=296004275218876701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/296004275218876701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/296004275218876701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/06/mad-world-rimango-con-le-chiavi.html' title='MAD WORLD'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-6503334298397419033</id><published>2011-04-26T15:46:00.004+02:00</published><updated>2011-08-25T18:36:44.590+02:00</updated><title type='text'>POSSA IL MIO GRIDO SOVRASTARE E SMORZARE IL CREPITIO DEI MOSCHETTI CHE MI DARANNO LA MORTE!</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5226/5630930985_f578804ccd.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://farm6.static.flickr.com/5226/5630930985_f578804ccd.jpg" style="display: block; height: 500px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 353px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il seitan è un alimento proteico ricavato dal glutine del grano tenero, o da altri cereali, come farro o kamut. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo manipolano a forma di cotoletta, o wurstel, per placare nei neo vegetariani l'istinto di sbranare carne. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Alessandra e Luca mi regalano un bello spaccato di vita familiare, prima di imbracciare basso e chitarra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sa proprio che ci fanno tutti quanti un po' storti.. per questa cosa qui, che ci viene paura così tanto facilmente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beh, poi.. facilmente per modo di dire.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Magari viene fuori dopo 15 anni che uno suona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E improvvisamente, senza motivi apparenti, ti chiudi in macchina e non vuoi più uscire. Poi basta la prima canzone, e tutto si riposiziona nel modo giusto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Magari una mattina ti svegli e decidi che non vuoi più suonare per altre persone. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anzi, che non vuoi più suonare per niente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino ad un attimo prima uscivi fuori sotto un cono di luce, imbracciando la fisarmonica, di fronte a mille persone. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le canzoni ti scorrevano da dentro, e non avevi neppure bisogno di usare la testa, per passarle dal cuore alle dita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, ad un certo momento, non è più uscito nulla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E non si sa se scriverai mai più una canzone.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma cosa ne so, io, della paura?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che non ho mai sentito un solo sparo dal vivo?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi nonna mi ha protetto dalla guerra. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Raccontandomi solo la parte rassicurante. Di quei ferri da maglia molto larghi che servivano per fare i maglioni agli americani, che erano arrivati tutti vestiti leggeri, convinti di fare un tuffo nel sole e nel caldo del Mediterraneo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma i ferri da maglia sono la fine della paura.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nulla so di quello che è stato passare le notti in stalla, con il rumore dei bombardamenti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nulla so del freddo patito dal nonno sulla strada infinita di ritorno dalla Russia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto, qui la notte non è ancora finita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stringiti a me.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appoggia la testa, e chiudi gli occhi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è fuori il rumore di bombardamenti, ma la paura la conosciamo lo stesso. Ce la portiamo dentro in qualche gene sfuggito al controllo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci fa ascoltare la musica con una profondità che fa venire le vertigini. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci fa piangere, di gioia, di sofferenza, o solo di bellezza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non bisogna avere paura di questo: che ci hanno fatti un po' storti, ma tutto quanto, alla fine, si riposiziona nel modo giusto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-6503334298397419033?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/6503334298397419033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=6503334298397419033' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6503334298397419033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6503334298397419033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/04/possa-il-mio-grido-sovrastare-e.html' title='POSSA IL MIO GRIDO SOVRASTARE E SMORZARE IL CREPITIO DEI MOSCHETTI CHE MI DARANNO LA MORTE!'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5226/5630930985_f578804ccd_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3175288172953491648</id><published>2011-01-11T11:41:00.011+01:00</published><updated>2011-08-25T18:37:31.366+02:00</updated><title type='text'>SIMPATICO E PARASIMPATICO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.pianetadonna.it/pictures/20100821/saperlo_come-preparare-pollo-con-arance-miele-e-carote.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.pianetadonna.it/pictures/20100821/saperlo_come-preparare-pollo-con-arance-miele-e-carote.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 130px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Il pollo ispira riflessioni filosofiche, indubbiamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una carne meravigliosa. Apre infinite possibilità di sapori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima di iniziare, ho messo in una terrina i cuori di carciofo, con acqua e limone, per non farli scurire e per cominciare a profumarli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E in un'altra ciotola, due arance, sbucciate, aperte a spicchi e ancora tagliate. Da schiacciare leggermente e mescolare con un po' di olio, salvia e menta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un tegame largo ho sminuzzato una cipolla, e ho messo due spicchi d'aglio interi. Vanno fatti imbiondire, e quando l'olio è bello sfrigolante, ci vanno aggiunti i pezzetti di pollo, preventivamente infarinati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;5 minuti di scottatura, e si comincia ad aggiugere il brodo, da un bricco a parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In ordine, si mettono prima i carciofi (sgocciolati dall'acqua e limone, e da cuocere per una mezzoretta), poi l'arancia (con tutto il sugo, qui, da cuocere per 10 minuti).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La buccia delle due arance non va buttata tutta: si ritagliano alcune striscioline, che andranno a guarnire la cima del piatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Profumo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sapore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Piatto da gustare insieme ad un vino siciliano, bianco e fermo, fruttato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' un tripudio di sensi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così mi metto a tavola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con l'idea di godermi una bella fetta della mia vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché non mi piace ingozzarmi: la sensazione della pienezza di pancia non è sempre piacevole, soprattutto se uno si perde tutto il tragitto in mezzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non conosco neppure il sospetto di chi guarda dentro il proprio piatto: il senso di colpa per ogni boccone che si mastica. Il colesterolo. L'ipertensione. L'obesità, forse. Calcolare a mente quante ore di ginnastica saranno necessarie per ristabilire l'ordine calorico del proprio organismo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora mi fermo, però: tampono col tovagliolo il bordo del labbro, e mi metto ad ascoltare, che questa visione del mondo mi giunge nuova.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caro Dottore, mi sono sempre ritrovata una testa piuttosto ingombrante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non tanto per la mia intelligenza, per l'amor del cielo, che è quella che è..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non mediocre, ma neanche eccellente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una carriera scolastica proseguita senza intoppi, con soddisfazione sia personale, sia da parte dei miei genitori, che volevano sì il "pezzo di carta" per me, ma sono anche sempre stati piuttosto preoccupati che fossi felice di ottenerlo, e che non mi costasse troppo sacrificio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco: questo proprio no!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sacrificio era ampiamente sopportabile perché il mio cervello ha sempre avuto fame.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fame di capire. Fame di sapere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il libro non è mai stato una montagna da scalare. Una maratona per gli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il libro era un piacere, ritagliato per me. Il fatto di sprofondare per qualche ora in un altro mondo, e perdermi nei suoni delle parole, evocare i luoghi e le storie fuori dalle pagine e davanti ai miei occhi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho sperimentato la tristezza per aver terminato molti testi. Pregando che, per uno strano incantesimo, le pagine si moltiplicassero verso la fine, per non lasciarmi orfana di certe sensazioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho percorso alcuni libri più volte. Molte volte. Per intero, o assaggiando pagine in maniera sia casuale, sia mirata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pochi libri sono stampati per intero dentro di me. Ne porto i segni addosso, e sono parte della mia persona, completamente metabolizzati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma neppure una volta mi ha sfiorato l'idea che questa passione potesse andare a scapito del mio corpo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che ho visto in te, è che questa cosa è possibile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed io non me ne sono neppure mai resa conto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti ho riconosciuto. Questa testa fuori dall'ordinario, che funziona come un meccanismo pregiato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti ammiro. Avrai la possibilità di visitare luoghi del pensiero che io non potrò neppure immaginarmi lontanamente; andrai a scoprire regole e ragionamenti mai percorsi da nessun altro prima di te.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non ti invidio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho visto quanto distacco c'è tra il tuo cervello prodigioso ed il tuo corpo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trascurato, per tanto, troppo tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il corpo non è una potenziale minaccia, da tenere monitorato per scoprire quanto prima possibile le trappole che ci vuole tendere. Il corpo va ascoltato, ma non con uno stetoscopio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il corpo non va usato solo per aggiustarne le pulsazioni, o per aumentarne la resistenza, o per resistere alle intemperie ed alla corruzione della malattia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che il corpo sia anche uno strumento di piacere, l'ho sempre saputo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma è una sensazione continua che va coltivata, coccolata, riconosciuta giorno per giorno. E' il motivo per cui cucino pollo ai cuori di carciofo e profumo di agrumi anche quando sono da sola. E' il motivo per cui non mi dimentico mai di aggiungere essenze ai miei bagni caldi. O scelgo con cura il disco da ascoltare appena rientro a casa la sera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E non è un risultato da raggiungere attraverso formule scientifiche precise, o "giochetti" e trucchi, pensati in astratto e mai interiorizzati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi piange il cuore vedere quanta distanza ci sia tra il mio modo di sentire la vita ed il tuo: ciò non significa che necessariamente uno dei due modi sia sbagliato e l'altro giusto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Potrebbero essere tutti e due giusti, se tutti e due fossimo effettivamente felici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma senza medicine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io non ho bisogno di medicine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E tu neanche, probabilmente: perché, in realtà, credo che prendere medicine sia solo un altro modo per non ascoltarsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tuo corpo ti sta mandando dei messaggi. Il tuo cervello ti sta mandando dei messaggi. Puoi anche ignorare uno e l'altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma tu lo sai certamente meglio di me: non sempre curarsi significa guarire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3175288172953491648?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3175288172953491648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3175288172953491648' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3175288172953491648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3175288172953491648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2011/01/simpatico-e-parasimpatico-il-pollo.html' title='SIMPATICO E PARASIMPATICO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-6290332317078404012</id><published>2010-12-29T12:44:00.002+01:00</published><updated>2010-12-29T12:54:52.640+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Mshd3kRKpho/TRptLFIO5_I/AAAAAAAABxE/kNyl2mYTCRc/s400/questa+non+l%2527ha+ancora+messa+nessuno+sul+giornale+...jpeg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Mshd3kRKpho/TRptLFIO5_I/AAAAAAAABxE/kNyl2mYTCRc/s400/questa+non+l%2527ha+ancora+messa+nessuno+sul+giornale+...jpeg" /&gt;&lt;/a&gt; There's a very fine line between being scared and concerned.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Since I don't like to say I'm scared I say I'm concerned.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;BUT YOU KNOW WHAT?&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;I really might be a little bit scared.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-6290332317078404012?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/6290332317078404012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=6290332317078404012' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6290332317078404012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6290332317078404012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/12/theres-very-fine-line-between-being.html' title=''/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Mshd3kRKpho/TRptLFIO5_I/AAAAAAAABxE/kNyl2mYTCRc/s72-c/questa+non+l%2527ha+ancora+messa+nessuno+sul+giornale+...jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3338304543957324647</id><published>2010-12-02T12:09:00.005+01:00</published><updated>2011-08-25T18:38:25.823+02:00</updated><title type='text'>D'INVERNO IL SOLE STANCO A LETTO PRESTO SE NE VA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.pianetadonna.it/pictures/20100209/freddo_1.jpeg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.pianetadonna.it/pictures/20100209/freddo_1.jpeg" style="cursor: hand; display: block; height: 302px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono già stivate tutte le scorte di legna, aggrappate al muro della stalla. E si sfaldano giorno per giorno, un secchio alla volta, per alimentare il fuoco del camino al piano di sopra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Freddi i panni a contatto della pelle, quando siedo sulla panchina dello spogliatoio, e mi chiedo chi me lo fa fare. Quando le maglie non bastano mai. Quando le dita doloranti battono contro i bordi delle scarpe dure, e duro è il terreno ghiacciato sotto i tacchetti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Zack guarda implorante, tremando tra le scapole e soffiando piccole nuvolette dalle nari: "Fammi entrare, ti prego". I piccoli cristalli scintillano sul bordo della finestra, e piccoli coni di luce e ghiaccio appesi alle grondaie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel buio della notte, un brivido fa galleggiare un momento di veglia, e sento il naso freddo, e sento respirare tranquillo un abbraccio caldo proprio qui a fianco. Torno nel sonno, torno nel buio, affondando il naso in quell'odore buono e in quel respiro così pacato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci vuole proprio qualcosa di caldo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una bella pentolata di fagioli, lasciati a bagno almento 12 ore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un po' di brodo vegetale, con una cipolla, due patate e un pezzo di sedano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In una padella si prepara un soffrittino con aglio e prezzemolo, da lasciare lì finché non diventano amici. Poi due cucchiai di concentrato di pomodoro, e si aggiugono i fagioli, che vanno fatti cuocere insieme a due mestolate di brodo. Quando il brodo è tutto assorbito, se ne aggiunge un'altra mestolata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando i fagioli sono cotti a sufficienza, se ne tirano via un paio di manciate, e il resto va passato con un passaverdura. Cotta la pasta (maltagliati, preferibilmente) a parte, a metà cottura si unisce al passato di fagioli e a quelli ancora interi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un filo d'olio crudo quando la pasta e fagioli è già nel piatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;O dei crostini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vapore che sale dal piatto riempie il cuore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tira via tutto il freddo di questi giorni, di quegli occhi che guardano dietro al fango, dei pantaloni bagnati appiccicati alla pelle, dell'eterno rincorrersi delle stagioni che se ne fregano altamente dei nostri brividi di freddo e delle vampate che scaldano il cuore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3338304543957324647?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3338304543957324647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3338304543957324647' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3338304543957324647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3338304543957324647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/12/dinverno-il-sole-stanco-letto-presto-se.html' title='D&apos;INVERNO IL SOLE STANCO A LETTO PRESTO SE NE VA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-7480595988261301592</id><published>2010-10-13T18:35:00.005+02:00</published><updated>2011-08-25T18:39:17.419+02:00</updated><title type='text'>LA NOSTRA VITA E' QUELLO CHE I NOSTRI PENSIERI VANNO CREANDO</title><content type='html'>&lt;a href="http://profile.ak.fbcdn.net/profile-ak-snc1/object2/1566/51/n106153789405102_5076.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://profile.ak.fbcdn.net/profile-ak-snc1/object2/1566/51/n106153789405102_5076.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 132px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fare colazione all'Althea è il lusso a portata di mano per tutti gli spezzanesi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è un caffè al volo, preso al bancone bruciandosi la lingua, l'eurino sul bancone e via, verso la vera distinazione della mattinata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Althea &lt;strong&gt;E'&lt;/strong&gt; la destinazione della mattinata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci si va alla domenica mattina, quando si ha molto tempo a disposizione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci si siede al tavolino. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si passano in rassegna pensierosa tutte le prelibatezze dietro al vetro lungo come un sogno: bignè tronfi di piacere, cannoli fragranti, svedesi che sembrano laghetti alpini di crema, fragole scintillanti, cascate di granelle di cioccolato.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi si decide, a malincuore, di prenderne solo due o tre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;O si imbastiscono da portare a casa vassoi grandi come campi da rugby, avvolti amorevolmente e infiocchettati con i nastri dei regali delle grandi occasioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sa di altri tempi, quella carta velina. Con i caratteri dorati e svolazzanti di quella "A" inconfondibile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono le bustine di zucchero a forma di cuore, all'Althea.. ma vi rendete conto?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi c'era lui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Usciva fuori dalla sua fucina privata, là dietro al bancone, per salutare la gente. Per sedersi ai tavolini. Con la marsina bianca ed il cappello da pasticciere, che portato da lui somigliava un po' ad un cilindro da gran sera. Guascone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pizzetto nero sorridente, una grande gioia di essere lì, il piacere di vedere il piacere sul volto degli altri. Ad ogni morso di torta. Ad ogni sorso di prosecco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guai ad ordinare un caffè decaffeinato. O un caffè al ginseng.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lui avrebbe tossicchiato discretamente, prima di consigliare (ma per il tuo bene, eh, sia ben chiaro!) di non prendere quella robaccia chimica. Che il decaffeinato alza il livello di colesterolo cattivo; mentre, invece, il caffè classico è un elisir di lunga vita! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se non hai problemi al cuore, ovviamente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E che dire del caffè al ginseng? Robaccia: dentro le cialde ci mettono la roba chimica, e ti si attacca tutto quanto alle pareti dello stomaco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, vuoi mettere con la bontà di quel caffè?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Preciso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come dovrebbe essere ogni caffè, non solo quello della domenica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era bello, che ci fosse lui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però adesso non c'è più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie per tutto quanto, comunque.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non prenderò più un caffè decaffeinato in tutta la mia vita, promesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-7480595988261301592?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/7480595988261301592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=7480595988261301592' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7480595988261301592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7480595988261301592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/10/la-nostra-vita-e-quello-che-i-nostri.html' title='LA NOSTRA VITA E&apos; QUELLO CHE I NOSTRI PENSIERI VANNO CREANDO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1141710731650310793</id><published>2010-08-31T10:07:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T18:39:50.884+02:00</updated><title type='text'>NON SENTI CHE TREMO MENTRE CANTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://it-img1.ciao.com/iit/images/products/normal/136/product-996136.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://it-img1.ciao.com/iit/images/products/normal/136/product-996136.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 150px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'estate, per noi bambini, era un mare di tempo che si stagliava immenso dopo la scuola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano piedi scalzi, sull'erba. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano giornate intere passate nei boschi, sapendo solo che bisognava rincasare prima del tramonto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il tramonto arrivava ben dopo l'orario in cui, normalmente, eravamo già coricati a letto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano tavoli apparecchiati nel cortile, dove i grandi giocavano a carte e bevevano bottiglie di vino rosso senza etichetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era la strada fatta orgogliosamente da sola, per andare a comprare il pane.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mia nonna era con me durante tutta l'estate, e tutto l'inverno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tanto che, ogni tanto, mi scappava di chiamarla mamma.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questi giorni, le ho visto negli occhi lo sguardo di chi se ne sta andando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è una partenza di sofferenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è dolore, o rabbia, o ripensamento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' lo sguardo della bimba che guarda l'estate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ride sempre, adesso, mia nonna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E chiede come mai non è ancora tornato a casa il nonno Ivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha vissuto 85 anni, una grande guerra, la fame, il boom delle ceramiche ai piedi del piano padano. Ha visto passare una monarchia e tre repubbliche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche papa, ai quali è sempre stata altrettanto devota, senza fare distinzioni tra crucchi e polacchi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era lì quando è nato il rock 'n' roll. E' diventata madre, nonna e bisnonna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha pregato per i peccati di tutti noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mi ha insegnato a cucinare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'altro giorno le ho dato i fichi che abbiamo raccolto sotto casa mia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ne è ghiottissima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Li volevo preparare con l'aceto balsamico, o col caramello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma vuoi mettere la soddisfazione di vederla di nuovo ridere, come se le avessi fatto il più bel regalo del mondo?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna tagliare i fichi a metà, e metterli in una padella bassa e larga. Vanno coperti con lo zucchero, annaffiati con uno spruzzo di rum e una spoverata di cannella.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo 4 o 5 ore di riposo, i fichi avranno macerato un po' col rum, e avranno fatto uno sciroppo denso e appiccicoso. Ed è così che vanno cotti. Due ore a fuoco bassissimo, senza mescolare se no i fichi si sfrappolano, ma soltanto muovendo la padella per il manico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine, si rovescia il contenuto nei vasetti di vetro precedentemente sterilizzati, si chiude il tutto e si capovolge, come per fare la marmellata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche la nonna mi aveva offerto fichi, quando la ero andata a trovare qualche settimana prima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo zio l'aveva sgridata: "T'ho detto un sacco di volte di non mangiarli quei fichi! La pianta è troppo vicina al capanno del vicino, che ci ha messo l'eternit sul tetto. Non lo sai mica che l'eternit fa venire i tumori?". E lei, seria seria: "Se, mò quant teimp ag vòl, prema ed murir per l'&lt;em&gt;eternit&lt;/em&gt;?".. E lo zio: "Maaaa.. il tumore ha un'incubazione di circa 15 anni".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nonna, allora, mangia un altro fico e sorride: "E alòra,'sa m'in frega a me?"..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1141710731650310793?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1141710731650310793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1141710731650310793' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1141710731650310793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1141710731650310793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/08/non-senti-che-tremo-mentre-canto.html' title='NON SENTI CHE TREMO MENTRE CANTO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4587504774894799747</id><published>2010-07-19T08:48:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T18:40:57.810+02:00</updated><title type='text'>GIOIA E RIVOLUZIONE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.thefoodsection.com/foodsection/images/panzanella-thumb.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.thefoodsection.com/foodsection/images/panzanella-thumb.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 262px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 350px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aria non si muove.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gira il ventilatore, ma è solo un ronzio indistinto perso in un mare di cicale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si muovono i cani, stesi con la pancia sulle piastrelle, per riuscire ad avere la sensazione di un po' di fresco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rotolano le gocce sul dorso della bottiglia di birra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La panzanella in una grande ciotola azzurra in mezzo alla tavola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pane duro va tagliato a rondelle, o dadini. Bagnato con acqua per ammorbidirlo. E mescolato con i sapori stessi della verdura di stagione: pomodori, soprattutto, ma anche cipolla, e cetriolo. Olio sale e basilico, a completare un piatto povero: ma è forse l'unica cosa che vale la pena di essere mangiata con questo caldo torrido e impietoso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Di cosa non potresti mai fare a meno?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti guardo, mentre mentalmente sottrai tutto quello di cui non hai bisogno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le gambe sono distese verso di te, mollemente adagiate su una sedia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La stanza risuona di un disco degli Area, che non avevi mai sentito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti avevo appena raccontato di quando sono arrivati in Calvanella ad abitare Pier e l'Elisa, e hanno capito di essere nel posto giusto appena dopo avermi detto che il loro bambino si chiama Demetrio: invece di dire "... come Albertini!" ho detto "... come Stratos!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E Pier ha sorriso sotto la barba lunga.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hanno disteso il balcone con le bandiere delle preghiere, e ora il cortile risuona spesso dei loro mantra. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pier si mette fuori dal balcone, alla sera, sulla sua sedia a dondolo e suona la chitarra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io canto con lui, dall'altra parte del corridoio di casa mia, mentre lavo i pavimenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E se parte con Redemption Song, mi faccio di corsa tutte le stanze per andare a sentirlo da vicino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pier e l'Elisa hanno portato su in Calvanella anche un pianoforte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io l'ho avvicinato con timidezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non toccavo i tasti di un pianoforte da molti anni, ormai.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed è stato come ritrovare un amico, suonando sgraziatamente il Canto Senza Parole di Mendelssohn.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pier, l'Elisa, Demetrio e la Rebecca stavano nell'altra stanza, mentre le mie mani riprendevano familiarità con le note. Solo i cani mi hanno seguito e si sono messi sotto di me, accucciolati, per ascoltare cosa stavo combinando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando si sono conosciuti, Pier ha guardato l'Elisa, e le ha affermato subito con certezza che sarebbe stata la madre dei suoi figli. Lei aveva riso, dicendogli che era matto. Ma sono stati insieme: e lei è diventata la madre dei suoi figli, effettivamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Di cosa non potresti mai fare a meno?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ci hai pensato tanto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vuol dire che, in realtà, è proprio come dici tu.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non abbiamo bisogno di tutte queste cose, per essere felici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo bisogno di essere liberi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E tutto quello che abbiamo, o facciamo, o diciamo, diventa l'espressione della nostra libertà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E diventa un pallone da rugby, il sapore dei marusticani o del Sangiovese, sollevare la visiera del casco per sentire il vento sul viso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E un milione di stelle nel cielo finalmente pulito, dopo un fine settimana di caldo tropicale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La libertà, e l'universo intero, stanno in una lacrima di gioia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4587504774894799747?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4587504774894799747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4587504774894799747' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4587504774894799747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4587504774894799747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/07/gioia-e-rivoluzione-laria-non-si-muove.html' title='GIOIA E RIVOLUZIONE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5960581046422114746</id><published>2010-06-28T10:42:00.005+02:00</published><updated>2011-08-25T18:43:29.187+02:00</updated><title type='text'>CHIEDI CHI ERANO I FUGAZI</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.eddistribution.com/images/Fugazi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="208" qaa="true" src="http://www.eddistribution.com/images/Fugazi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;﻿&lt;/div&gt;No, non ti snocciolerò una definizione di quelle da enciclopedia del rock. &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti dirò chi erano per me, i Fugazi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano le sere che finivo di lavorare al ristorante, coi piedi gonfi dalle volate tra la cucina e i tavoli, e la testa rallentata dal lambrusco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sonno mai: non si è mai stanchi a vent'anni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le notti erano fresche e pulite, e conservavano solo il vapore d'asfalto del caldo patito durante il giorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Me ne tornavo verso la radio. Alle due. Alle tre di notte. Aprivo piano la serranda, per non allarmare i vicini impiccioni. Tenevo accesa solo la luce della sala di trasmissione. Preparavo un disco dei Fugazi, senza dire niente al microfono, toglievo la nastroteca che andava per tutta la notte, una specie di lavatrice che faceva girare le audiocassette da 120 minuti ciascuna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E partiva Waiting Room.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dall'altra parte, qualcuno era sveglio, e teneva la radio accesa per passare la notte con la musica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si accorgevano subito che Waiting Room era stata lanciata da una mano umana, e non dalla lavatrice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E chiamavano i telefoni della radio, per sentire chi era il dj insonne.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma io non rispondevo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quelle notti dei Fugazi erano solo mie. E andavo avanti con la mia musica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora ti racconto mille cose, dei Fugazi e di mio nonno. Di dove sta la seconda linea dopo il calcio d'inizio. Delle gole del Verdon.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tu affetti le zucchine, tutto concentrato. Sembri sorridere leggermente di questo fiume di parole che ti arriva addosso. Sciogli una nocetta di burro in padella. Scotti i gamberetti. E con gesti sicuri li sgusci e li fai finire di cuocere, insieme alle zucchine. Il pepe appena macinato, quello più odoroso. E cuoci anche i fusilli, quelli con la grana grezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei dirti che bene mi fanno, tutti questi sapori buoni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma forse lo sai già. Anche senza queste chiacchiere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una sensazione strana, per me. Io che ho sempre fatto di testa mia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E che mi sono dovuta prendere delle responsabilità per altre persone. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora non so bene come comportarmi, se qualcuno mi dice: "Aspetta, lasciati guidare".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono stupita di quello che succede, e se invece a te meravigliano questi occhi spalancati è perché vedo che ti vengono spontanei dei gesti che io ho ricercato a lungo nelle persone, senza trovare comprensione: la voglia di raccontarsi, soprattutto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La lucidità di sapere perché ti succedono le cose nella vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E soprattutto, una naturalezza disarmante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Me l'avevano detto che nella vita le cose più grandi sono le più semplici, e si possono dire con una parola sola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è mai successo che capissi così tante cose con un bacio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5960581046422114746?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5960581046422114746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5960581046422114746' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5960581046422114746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5960581046422114746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/06/chiedi-chi-erano-i-fugazi-no-non-ti.html' title='CHIEDI CHI ERANO I FUGAZI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8918695275914016100</id><published>2010-06-01T10:40:00.004+02:00</published><updated>2011-08-25T18:43:58.593+02:00</updated><title type='text'>TAGLIA E CUCI</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tUN6NT0ygm0/TATId7GRfvI/AAAAAAAAACg/R8e0um9_SXc/s1600/il-patchwork-e-donna.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477723463195131634" src="http://3.bp.blogspot.com/_tUN6NT0ygm0/TATId7GRfvI/AAAAAAAAACg/R8e0um9_SXc/s200/il-patchwork-e-donna.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 200px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 140px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;Ho un rapporto molto complesso coi peperoni.&lt;br /&gt;Mi piacciono. Ma so, nell'attimo in cui li mando giù, che dopo il sommo godimento arriverà il pentimento. Rimangono lì, non c'è verso..&lt;br /&gt;Posso scottarli, togliere la pelle, asportare con pazienza tutti i filetti bianchi dentro.. Niente da fare: i peperoni litigano con il mio stomaco tutte le volte.&lt;br /&gt;Lo so. Li mangio lo stesso.&lt;br /&gt;Un passo indietro: prendo quelli gialli, i più dolci. Scotto, tolgo la pelle e i filetti bianchi dentro. In una padella va fatto soffriggere del porro, con una nocetta di burro. Poi va frullato il porro nel sughetto del burro, coi peperoni, un po' di panna e sale con moderazione.&lt;br /&gt;Ho preso dei filetti di tonno. Scottati per poco tempo, e sopra la salsa di peperone. Guarnito con pepe bianco ed erba cipollina.&lt;br /&gt;So che mi rimarrà sullo stomaco, tutto questo. Ma ci si sono infilata ugualmente, con tutta la sana incoscienza di una cretina che ha due gambe appena maggiorenni..&lt;br /&gt;Due passi indietro. &lt;br /&gt;I peperoni sono fresche serate estive a Bastiglia, sotto un portico che cerca di ritagliare un angolo di Messico proprio dietro al Canaletto. Aria ferma, appena ingentilita da un enorme ventilatore a pale, dotato di buona volontà ma ripagato con scarsi risultati.&lt;br /&gt;La sangria è di quelle a buon mercato, ma è fresca, e la frutta è ben imbevuta di spirito.&lt;br /&gt;Passano i peperoni sul tavolo, quelli dolci e quelli piccanti. Pare davvero perfetto, tutto quanto. Nonostante la sangria a buon mercato, e il cameriere con l'accento napoletano. Nonostante i mariachi non siano veri, ma un disco di quelli comprati all'autogrill. Ma c'è sempre qualcuno pronto a dare un colpetto di gomito, quando il calice della felicità è colmo.&lt;br /&gt;E quel qualcuno è proprio quello che dovrebbe godere di quella felicità.&lt;br /&gt;Tre passi indietro. Avrei sempre voluto avere i mariachi, al mio matrimonio. Mi ricordo che li avevamo quasi trovati: ci dev'essere nel bolognese un gruppo di messicani veri, tenacemente attaccati alle proprie radici. Ma che c'azzecca, un gruppo di mariachi a Bologna? Come lega il peperone col tonno?&lt;br /&gt;Che cavolo sto facendo?&lt;br /&gt;Eh, no: mi dispiace.. Basta passi indietro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8918695275914016100?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8918695275914016100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8918695275914016100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8918695275914016100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8918695275914016100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/06/taglia-e-cuci-ho-un-rapporto-molto.html' title='TAGLIA E CUCI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tUN6NT0ygm0/TATId7GRfvI/AAAAAAAAACg/R8e0um9_SXc/s72-c/il-patchwork-e-donna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-7451643027756642997</id><published>2010-04-27T13:06:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T18:45:15.209+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ZIGGY (Stardust) e ZACK (De La Rocha)'/><title type='text'>SE IO FOSSI SENZA PELO</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.sfondi-desktop.eu/images/medium_thumbs/Cucciolo-sul-cuscino-479890.jpeg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.sfondi-desktop.eu/images/medium_thumbs/Cucciolo-sul-cuscino-479890.jpeg" style="cursor: hand; display: block; height: 375px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 500px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos'avrà mai, sul collo, di così buono? Che mi vien sempre voglia di infilarmi lì in mezzo.. &lt;br /&gt;Certo, adesso di odori buoni ne so parecchi: in alcuni giorni, dalla finestra di quella cucina vengono fuori certe promesse di paradiso che mi metterei in mezzo al prato, col naso per aria e la pancia a terra, solo per annusare in santa pace.&lt;br /&gt;Ma poi rimango così ben poco, perché arriva subito quell'altro coglionazzo di mio fratello, e mi salta addosso: vuole sottomettermi, quel piccolo ammasso di pelo. &lt;br /&gt;E' sempre la stessa storia: se io prendo il papero di pelouche, lui vuole il papero di pelouche. Se io prendo una tigella rinsecchita da rosicchiare, lui, guarda caso, vuole la stessa tigella.&lt;br /&gt;E se arriva giù lei (dio solo sa quanto l'ho aspettata, che scendesse quei benedetti gradini, per darci una carezza o un biscotto) ecco subito che si mette a saltare come un matto, e me la vuole monopolizzare tutto il tempo.&lt;br /&gt;Ma lei è brava però: non fa delle preferenze. Ci prende su in braccio tutti e due. E io, mentre sono lì vicino, ne approfitto anche per dare un bel morsicotto sull'orecchio del coglionazzo, così impara ad essere troppo invadente.&lt;br /&gt;Mi ricordo poco, di quando sono nato.&lt;br /&gt;So che c'era sempre lì la mia mamma, e che diventava sempre più magra, con me e tutti i fratellini (coglionazzo compreso) che tiravamo latte come dei matti.. Poi non è stato più lo stesso, da quando abbiamo messo su i denti: non so perché, ma adesso se ci attacchiamo alla mamma lei si arrabbia di brutto, e ci dà una bella testata per scostarci via.&lt;br /&gt;Ma era così buoooono, quel latte.&lt;br /&gt;Me lo sognavo anche di notte.&lt;br /&gt;E mi sognavo di correre.&lt;br /&gt;E di abbaiare.&lt;br /&gt;Fine.&lt;br /&gt;Non è che abbia poi tutta quella scelta di sogni, da sognare. Però mi piaceva lo stesso sognarli, anche se erano sempre gli stessi.&lt;br /&gt;Ora sogno anche questa cosa qui: il collo di lei, quelle poche volte che ci arrivo.&lt;br /&gt;Lei è strana, perché non ha il pelo. E non abbaia: cioè, in realtà qualcosa lo fa, soprattutto se faccio la pipì sul tappeto, ma non è proprio proprio un "abbaiare". Forse deve ancora imparare: io ci provo a insegnarle come si fa ad abbaiare, ma più io abbaio, più sembra che lei non capisca.&lt;br /&gt;E' proprio strana.&lt;br /&gt;Ma anche lei mi dà delle cose da mangiare buonissime..&lt;br /&gt;Forse lei è la mia preferita proprio per questo: perché mi fa sempre mangiare tanto.&lt;br /&gt;Chissà se lo fa anche per gli altri, oltre che per me, il mio fratellino coglionazzo, e l'altro grosso senza pelo: anzi, quello grosso un po' ce l'aveva, il pelo sulla faccia! Ma una mattina ho visto che non ce l'aveva più: sarà la primavera, che non c'è freddo e il pelo non serve più, per coprire la faccia. E però io il mio pelo ce l'ho ancora, e ci vanno in mezzo tutte delle bestioline schifose, ah, che se le prendo con i denti, gli faccio vedere io, gli faccio vedere!..&lt;br /&gt;Va beh, torno dal fratellino coglionazzo.&lt;br /&gt;Speriamo che lei arrivi presto.&lt;br /&gt;E che ci dia sempre da mangiare.&lt;br /&gt;Non so come si chiama questa cosa qui, perché non l'avevo mai sentita prima.&lt;br /&gt;Ma se fossi senza pelo, penso che la chiamerei amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-7451643027756642997?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/7451643027756642997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=7451643027756642997' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7451643027756642997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7451643027756642997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/04/che-cosavra-mai-sul-collo-di-cosi-buono.html' title='SE IO FOSSI SENZA PELO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5511826053117208012</id><published>2010-03-26T17:43:00.009+01:00</published><updated>2011-08-25T18:47:21.268+02:00</updated><title type='text'>PROPRIOCETTIVITA', T'AVESSI PRESO PRIMA</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.dietistatrainer.it/images/swissball_fitball_fit_ball.jpg?993" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" qaa="true" src="http://www.dietistatrainer.it/images/swissball_fitball_fit_ball.jpg?993" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Le segretarie degli studi medici si somigliano un po' tutte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hanno il bancone sempre un po' alto, a cui ci si appoggia stando in piedi, mentre loro, da dietro, rimangono sedute e sembrano un po' in trincea. Guardano la gente tenendo gli occhiali sul naso, e lo sguardo diffidente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché la gente, negli studi medici, generalmente si lamenta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soprattutto se lo studio medico in questione è quello del fisiatra, o dell'ortopedico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E allora è un concerto di ululati, soprattutto quando cambia il tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le segretarie degli studi medici sfarfallano gli elenchi dei pazienti, sopra la scrivania. Rispondono al telefono, mantenendo gli occhi fissi sul monitor del computer. E con gesti secchi e precisi tengono a distanza ogni tentativo, dall'altra parte del bancone, di lanciare lagnanze come bombe a mano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma basta girare l'angolo e scostare la tendina della sala d'attesa che si spalanca tutto un altro mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Luce chiara di neon, legno chiaro del parquet e delle spalliere sulle pareti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Laura mi accoglie con il sorriso e il candore abbacinante della sua maglia e calzoni bianchi da operatore sanitario. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Montatura degli occhiali rossa, piccola e bassa, capelli corti e sbarazzini, e due braccia come le mie gambe.. Pardon? Guardo meglio. Sì sì, non gliele hanno montate per sbaglio. Sono due gru da cantiere edile attaccate ad una struttura leggera come una farfalla. Ed un modo di fare disarmante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sei lì che ti abbandoni, sul lettino, con intorno tutte le forme colorate della rieducazione motoria: palle colorate, palle morbide, di tutte le misure, come tante bolle d'arcobaleno. Disegni di bambini sulle finestre: "Grazie Laura perché adesso cammino bene e posso giocare ancora". L'ultima puntata dell'Isola Dei Famosi raccontata a beneficio di tutti i presenti, sparpagliati tra un deambulatore ed una cyclette..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mentre apprezzo sulla guancia la morbidezza del cuscino e sono pronta ad arrendermi... TRAK!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mia caviglia è presa nella morsa senza scampo di quelle due braccia, dotate di vita propria, che girano il piede senza pietà in tutte le direzioni consentite, e spezzano le resistenze di due mesi di inattività totale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ingenuamente, credevo che il dolore più atroce sarebbe stato quello dell'infortunio, ormai alle mie spalle. Mi sbagliavo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non posso farmi vedere così frignona proprio adesso, proprio davanti a Giuseppe che è caduto sul ghiaccio trascinato dal suo pit bull. Davanti ad Anna, con la schiena esausta dopo una vita di lavoro e di pastasfoglia tirata col mattarello. Davanti all'altra Laura (non la fisioterapista) che ogni giorno mette a posto un arto, per scoprire, durante la nottata, che gliene fa male un altro..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma soprattutto, non davanti a Beppe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Settantaquattro anni, svirgolati brutalmente da un ictus.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando entra in palestra annuncia trionfalmente: "Ecco qui tutte le mie donne!...". E appena dietro di lui quella santa donna di sua moglie, che lo rincorre con il bicchierino del caffè in mano, allungandogli uno scappellotto appena vede che bacia qualche fanciulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beppe si prepara una barzelletta ogni giorno, da raccontare a tutte le sue donne (Giuseppe e Norberto non vengono neanche considerati), e sono sempre barzellette sporche..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non fa gli esercizi che gli sono imposti: ne accenna due o tre, poi lascia perdere e si dedica all'intrattenimento, che è poi l'unico vero motivo per cui è lì, credo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Laura lascia fare, e sospira. Anche sua moglie, e aggiunge: "Pensate che quando è a casa, invece, dorme sempre!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine, invitano me ed Ennio a casa loro, a mangiare le tigelle. E ci sta anche bene, che saltasse fuori qualcosa da mangiare anche da questo posto: la palestra meno salutista del mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non è ancora il momento di pensare ai piaceri della vita: è il momento della mia bestia nera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tavoletta propriocettiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La propriocettività è una forma di sensibilità dell'organismo, grazie alla quale si riesce ad avere la percezione di sé in rapporto al mondo esterno. In pratica, sapere in quale posizione ci si trova, anche ad occhi chiusi, e saper reagire agli stimoli esterni che tendono ad alterare la nostra posizione nello spazio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Facile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo sanno fare anche i bambini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima volta che ho avuto a che fare con la tavoletta propriocettiva, prima di tutto, non ne ho saputo pronunciare il nome. E già questo avrebbe dovuto mettermi in guardia da lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma l'ho sottovalutata, quella bastarda..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In piedi, su quella piattaforma infernale, prima è stata la sorpresa: ma come? Che fine ha fatto il mio equilibrio? La caviglia si rifiutava di fare ogni cosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi è arrivato il turno dell'incazzatura pazzesca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni giorno la guardo, alla fine della mia sessione di tortura. E la odio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti lo sanno e, rispettosamente, tacciono, concentrandosi sull'attrezzo con cui hanno a che fare in quel momento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Laura si assenta con una scusa. Va nella stanza del laser a sistemare un paziente. Per risparmiarmi l'umiliazione dell'ennesima sconfitta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giuseppe sia allontana finalmente riappacificato con la moglie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anna pedala, in lontananza. E l'altra Laura rotea il suo bastone da majorette.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rimaniamo solo io e lei, la mia nemica acerrima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la sfida si rinnova.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La aggredisco all'improvviso, piombandole addosso senza preavviso. Lei scalcia, e mi dà il suo avvertimento con le prime due o tre fitte dolorosissime alla caviglia. Piano: la violenza non è la tattica migliore, con lei. Bisogna addomesticarla, e distribuire il peso corporeo con parsimonia. Ma lei non si fa fregare così facilmente.. Scappa ai lati quasi a sbeffeggiarmi, maledetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non chiedo troppo: solo cinque secondi senza toccare il terreno in uno dei due versanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma lei no, crudele, non mi lascia neanche una mezza speranza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vado via sbuffando, giurando a me stessa che domani avrò la mia vendetta..&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5511826053117208012?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5511826053117208012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5511826053117208012' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5511826053117208012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5511826053117208012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/03/propriocettivita-tavessi-preso-prima.html' title='PROPRIOCETTIVITA&apos;, T&apos;AVESSI PRESO PRIMA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3170392431078430126</id><published>2010-03-04T18:53:00.008+01:00</published><updated>2011-08-25T18:48:20.515+02:00</updated><title type='text'>ODE AL RADICCHIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.florablog.it/wp-content/uploads/2008/06/tarassaco-01.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.florablog.it/wp-content/uploads/2008/06/tarassaco-01.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 256px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 420px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;In tavola, la primavera si annuncia così: con ampie ciotole ricolme di radicchi succulenti ed amarognoli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Conditi con aceto balsamico mescolato a dolce saba, e con le uova sode tutte dentro, spezzettate ed abbondanti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io passo un periodo in cui mangerei solo questo, a colazione, pranzo e cena.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse perché non li raccolgo io, i radicchi. Vedo mia nonna, nei prati sotto casa, china ed armata di un coltello da cucina e una sporta già rigonfia della refurtiva. Io arrivo a predare alla fine della caccia, quando ormai sono già stati tolti anche i rimasugli di terra dal bordo della radice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo so, mi tolgo tutto il piacere di godere del frutto del proprio lavoro, ma tutto sommato è una gioia che riservo volentieri ad altri.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il radicchio, in realtà, è poi il &lt;em&gt;tarassaco&lt;/em&gt;. Pianta meravigliosa, che se fosse un animale sarebbe sicuramente il porco. Visto che non si butta via niente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima di tutto, per il soffione.. Il gioco più bello da fare da piccoli: sbuffare forte su queste nuvolette bianche sferiche, per spargere i semini a paracadute. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi i fiori gialli, belli da vedere perché dopo tanto grigio e nebbia, i campi si coprono di un verde nuovo e brillante, punteggiato dal giallo vivo dei fiori. Fa bene agli occhi, vedere ancora tutto questo colore, dopo un inverno che non finiva più.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ancora, il gambo: spezzare a metà il gambo faceva uscire il latte sui bordi. Amarissimo; ma il bello era che se riuscivi a togliere una piccola parte del bordo, lo arrotolavi un po' all'insù e soffiavi dall'altra parte, il gambo del tarassaco suonava come una trombetta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La radice del tarassaco, seccata, abbrustolita e polverizzata, è usata come surrogato del caffè.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le foglie possono anche essere essiccate: l'infuso di tarassaco funziona benissimo come disintossicante, e per rendere la pelle fresca e luminosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha ottime proprietà di protezione per il fegato (anche se, a dire il vero, gli effetti benefici sono spesso annullati dalla quantità spropositata di uova sode che si consumano contemporaneamente all'insalata), e stimola l'attività dei reni: da qui il nome volgare con cui è conosciuto dai più, "piscialetto".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I petali dei fiori sono usati come base per le marmellate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutte le parti della pianta, invece, si possono usare per preparare amari, bevande, aperitivi, e anche la birra!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'inconfondibile sapore amaro stimola l'appetito; e pare che il tarassaco funzioni anche come blando lassativo, e un buon calmante per le infiammazioni emorroidali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io amo i radicchi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In maniera spropositata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La leggenda vuole che mia madre, in gravidanza, avesse forti voglie di aceto balsamico, e che di conseguenza, mangiasse in abbondanza radicchi e uova sode.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io sono nata in giugno. I radicchi cominciano a spuntare a marzo, per raggiungere il culmine della crescita in aprile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi, ciò significa che ho fatto in tempo a mangiarne moltissimi, ancora prima di nascere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si vede che avevo già le idee piuttosto chiare, sui miei gusti..&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3170392431078430126?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3170392431078430126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3170392431078430126' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3170392431078430126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3170392431078430126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/03/ode-al-radicchio-in-tavola-la-primavera.html' title='ODE AL RADICCHIO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1983048719555186276</id><published>2010-02-09T16:31:00.005+01:00</published><updated>2011-08-25T18:49:15.760+02:00</updated><title type='text'>SCARPETTA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.fedwayimports.com/_borders/marsala-bottles.gif"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.fedwayimports.com/_borders/marsala-bottles.gif" style="cursor: hand; display: block; height: 299px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;La mia scarpetta è rimasta al campo. &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mannaggia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo aver girato tanto per trovare quella giusta, dopo aver corso tanto per uniformarne la sagoma al profilo esatto del piede.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una forbice ha tagliato i lacci, e due mani caute l'hanno sfilata con delicatezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una specie di Cenerentola al contrario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E le stesse forbici hanno tagliato anche le calze. E la tuta aderente sporca di terra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sotto, il disastro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mia scarpetta giace dimenticata, vista l'urgenza di tutto il resto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è stato un universo, in mezzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La corsa in ospedale, con l'infermiere che, girato di spalle, non vede il palo della luce del campo, e lo centra con la barella, irradiando il dolore dalla caviglia per tutto il corpo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' quell'urto che dissipa la nebbia: da quando ho percepito il crocco con l'orecchio, non ho sentito male. Ho sentito me stessa urlare, come una sirena d'allarme, continua, ma il suono non è arrivato come avrebbe dovuto: era come se udissi me stessa urlare in un'altra stanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho visto tutti i visi, ma non riuscivo a mettere i nomi al loro posto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi mancavano i collegamenti in testa. Oltre ai collegamenti del piede, piegato in maniera così innaturale. Tutto è ripartito dopo, in differita. Dopo che il piede era già sparito sotto l'imbottitura d'emergenza, e il gesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho rivisto la mia caviglia solo prima dell'operazione, ed avevo già in corpo l'effetto spaesante del primo tranquillante che danno un attimo prima dell'anestesia: di nuovo quella sensazione così strana, di vedermi addosso qualcosa che non mi appartiene. Sembrava la custodia del mio vero piede, tanto era grande, livida e deforme.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E le spennellate giallastre di disinfettante, con le mie anche che, per colpa dell'epidurale, non capivano più con che angolazione erano piegate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho visto l'operazione in televisione, con lo schermo girato amorevolmente verso di me dall'infermiera, i colori virati in bianco e nero come nelle scene troppo truculente di Kill Bill. Mi accorgevo di perdere sangue solo perché ogni tanto passava un dottore coi guanti sporchi di rosso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Professore ascoltava la radio, durante l'operazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' partita "Alive &amp;amp; Kicking" dei Simple Minds. Io scherzavo con lui, dalla mia parte del lenzuolo: "Difino, l'hai messa per me, questa?". E ridevo. E lui: "Stai ferma, che ti sto operando!...".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E così in queste giornate ho dovuto, di nuovo, aspettare che qualcuno cucinasse per me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stavolta è toccato ad Adriano, il fratello di Ennio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si prendono dei petti di pollo, e si ammollano bene bene con il batticarne.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' consolante sentire quei bei tonfi sul tagliere, dal calduccio del pumone sul divano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si salano e si passano sulla farina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da rosolare nell'olio bollente. Una volta che saranno dorati, l'olio va tirato via dalla padella, e si scioglie una nocetta di burro. Poi, alla fine, si aggiunge il marsala, da sfumare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo intingolo è paradisiaco per la scarpetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non la mia, dimenticata senza lacci in un angolo dello spogliatoio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una scarpetta ben più allegra, a colpi di stampella sul dorso delle mani, se ti azzardi a prenderne un po' dal mio piatto..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1983048719555186276?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1983048719555186276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1983048719555186276' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1983048719555186276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1983048719555186276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/02/scarpetta-la-mia-scarpetta-e-rimasta-al.html' title='SCARPETTA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4180073980762561462</id><published>2010-02-05T20:00:00.009+01:00</published><updated>2011-08-25T18:49:58.209+02:00</updated><title type='text'>COME SEI VERAMENTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-D3rQaG9wqw/SIi2ROz_2uI/AAAAAAAAASQ/LDPPe9hrwUc/s400/mani.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_-D3rQaG9wqw/SIi2ROz_2uI/AAAAAAAAASQ/LDPPe9hrwUc/s400/mani.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 342px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 381px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti pomeriggi della mia prima adolescenza erano quelli delle lezioni di pianoforte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Maestro aveva un nome, anzi, un cognome molto importante. Stampigliato su diversi attestati e riconoscimenti, bene allineati alla parete di spalle al pianoforte. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma tutti lo chiamavano Maestro: era Maestro per il ragazzo pallido che raccoglieva gli spartiti e mi lasciava il posto caldo sullo scranno. Era Maestro per la moglie dalla messa in piega vaporosa, che non apprezzava la musica. Eppure lei aveva sposato musica, e respirava musica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Maestro segnava su un quaderno le cose da fare: studio n. 12, pezzo staccato n. 32. Linea netta a metà della paginetta. Ogni lezione, una mezza paginetta di annotazioni, con tanto di commenti anche corrosivi: mi ricordo di un rabbioso "bestiaccia" scarabocchiato sotto una sonata di Clementi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La lezione cominciava con le scale, per scaldare le dita. Mani sollevate sullo Steinway &amp;amp; Sons, e il timore che viene dall'insicurezza. Una volta partita su quelle quattro ottave insidiose di tasti neri e tasti bianchi, non si poteva più tornare indietro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Do maggiore. La minore. Fa maggiore. Re minore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni insicurezza, che causava uno sbavatura tra mano destra e mano sinistra, approfondiva le rughe sul viso del Maestro. E si aspettava la tempesta, perché ogni errore generava tensione, e la tensione è nemica acerrima delle scale. E della musica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pomeriggi interi a casa, con il panno di feltro ad attutire i suoni tra martelletto e corde, per non disturbare i vicini. Per arrivare al pomeriggio della lezione, a corde spiegate, invece. Con quel pianoforte aperto come un'ala, ad amplificare ogni incertezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E miracolosamente, ogni tanto, i momenti di purezza: quando dimenticavo di avere a fianco il Maestro. Quando sparivano alla vista le scritte sopra e sotto il pentagramma. Piano. Allegro assai. Lo sapevo già. Nella mia testa e nelle mie dita. Il piacere era così forte da arrivare diretto sulle guance. Le dita volavano anche senza guardare le note. O meglio: la nota arrivava subito alle dita, sui tasti, senza passare dagli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il silenzio dopo l'ultimo eco del riverbero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Maestro che non commentava mai, quando la musica andava al posto giusto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ricordo ancora nitido quel pomeriggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mio padre non arrivava ancora per riportarmi a casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuno alla lezione seguente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Maestro stava solo sullo scranno, mentre io bevevo il té che mi aveva portato sollecita la moglie dalla messa in piega vaporosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Maestro inizia a suonare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Subito sono note sommesse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dolci come passi di danza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi si allargano sulla tastiera. Poi sono note dolorose, impetuose, imponenti sui tasti bassi battuti dalla foga. Poi ripiegano su se stesse. Fino a che l'ultima nota si perde fuori dall'ala dello Steinway.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Maestro si gira.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ma che fai? Piangi?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non me ne ero neanche accorta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il preludio n. 17 dell'opera 28 di Chopin.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena arrivata a casa ho comprato lo spartito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non riuscirò mai a suonarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora che ho le dita piegate dalle insaccature. Ora che non riesco più a suonare una sola nota in pubblico, per la vergogna, per timore, pudore.. Non so.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So solo che anche adesso piango, tutte le volte che lo ascolto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4180073980762561462?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4180073980762561462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4180073980762561462' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4180073980762561462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4180073980762561462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/02/come-sei-veramente-molti-pomeriggi.html' title='COME SEI VERAMENTE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-D3rQaG9wqw/SIi2ROz_2uI/AAAAAAAAASQ/LDPPe9hrwUc/s72-c/mani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5894944616832739309</id><published>2010-01-11T16:03:00.007+01:00</published><updated>2011-08-25T18:50:37.142+02:00</updated><title type='text'>IT'S ONLY ME WHO WANTS TO WRAP AROUND YOUR DREAMS</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.pupia.tv/includes/tiny_mce/plugins/filemanager/files/fm/01_immagini/00_altrecategorie/medicina/anestesia_morton.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.pupia.tv/includes/tiny_mce/plugins/filemanager/files/fm/01_immagini/00_altrecategorie/medicina/anestesia_morton.JPG" style="cursor: hand; display: block; height: 196px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 235px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Molto bene. Adesso conti da 10 fino a 1, a ritroso"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;10...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il numero sulla mia maglia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;9...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il record irripetibile delle pinte di Guinness bevute nella stessa sera. Festa della Libertà, a Zocca, 2005.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;8...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli occhiali, o le lenti a contatto. Quante volte le ho perse nel fango, dopo un colpo! Anche a un lembo di terra dalla meta, per l'ennesimo urto: urlo forte all'allenatore, per avere la borsa medica e una lente in più da indossare al volo. Non c'è tempo. L'arbitro fischia la ripresa del gioco. Ovale tra le mani. Abbatto tutto quello che mi si para davanti, che sia del mio stesso colore di maglia o no. Meta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E l'allenatore che dalla panchina mi urla di rimando: "Laraaaa, perdi anche quell'altra, allora!".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;7...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'angolo di inclinazione che riesce a raggiungere il ginocchio adesso, con massimo sforzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo l'operazione riuscirò ancora a piegarlo del tutto, a rannicchiarmi a terra per raccogliere un oggetto, per aprire un cassetto, per allacciarmi una scarpa. Ora no.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;6...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I mesi che dovrò stare senza giocare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;5...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;Maggio. Quando mi sono fatta male. Ancora quello scrocco sinistro che ogni tanto mi si ripropone in testa, che mi fa stringere i denti e accapponare la pelle.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;4...&lt;/div&gt;L'ora a cui mi telefonano le persone quando hanno veramente bisogno. O pensano di avere veramente bisogno. Quale che ne sia la causa, la sensazione è opposta rispetto ad ora: riemergo dal sonno, con un disturbo sonoro in lontananza. Prima credo sia la sveglia, poi sovrappongo in testa l'idea che sia il telefono, poi farfuglio a bassa voce, e dall'altro capo del filo arriva un pianto disperato: sarà una lunga notte...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3...&lt;br /&gt;Terzo tempo. La soddisfazione di mangiare dopo aver dato il massimo, e divertirsi dopo essersi divertite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2...&lt;br /&gt;Le convocazioni in nazionale. Una di karate, e una di rugby. Già sotto al karategi portavo la ginocchiera per rinforzare il sostegno del ginocchio destro. Una convivenza con un malanno che arriva da lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1...&lt;br /&gt;L'unica volta che sono andata sotto ai ferri prima di adesso. Appendicite, nell'estate dopo la quinta elementare. Anche allora la rabbia, per essere confinata in un letto. Lo stupore di questo letargo innaturale. La sensazione di galleggiare nell'irrealtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo gli occhi.&lt;br /&gt;Buona notte.&lt;br /&gt;Ci si rivede al risveglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5894944616832739309?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5894944616832739309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5894944616832739309' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5894944616832739309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5894944616832739309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2010/01/its-only-me-who-wants-to-wrap-around.html' title='IT&apos;S ONLY ME WHO WANTS TO WRAP AROUND YOUR DREAMS'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2801983084285492929</id><published>2009-12-17T18:44:00.003+01:00</published><updated>2011-08-25T18:51:15.968+02:00</updated><title type='text'>NON E' UNO STINCO DI SANTO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.villgrater.bz/typo3temp/pics/22b8223efe.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.villgrater.bz/typo3temp/pics/22b8223efe.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 375px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 500px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio macellaio si chiama Geronzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(e già il post potrebbe finire qui, ma andiamo avanti)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Spezzano, per la verità, i miei macellai sono due, ma l'altro è solo un macellaio equino, e lo vedo più come una necessità. Quando i valori di ferro nel sangue scendono sotto i livelli di guardia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi non ci vado con la stessa spensieratezza gaudente che ho quando varco la soglia di quell'altro paradiso del colesterolo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sì, perché la bottega di Geronzio non è di quelle bianche e metalliche, con l'odore di sangue nell'aria, e qualcosa di truce nei coltellacci. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La bottega di Geronzio è uno dei tre posti più belli del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E gli altri due sono casa mia ed il campo di rugby...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La bottega di Geronzio ha gli scaffali che tracimano di olio al tartufo, ragù di cervo e cinghiale, grissini avvolti nel lardo, caciotte e trecce di rafia con agli e peperoncini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entro e saluto la mamma di Geronzio, seduta composta alla cassa, col suo grembiule da rezdora, immacolato, e la messa in piega candida fatta di sbuffi di paradiso. Pigia i tasti del registratore con l'indice e basta, dopo che ha fatto i conti a mano. Ripone i cartocci odorosi lei personalmente nelle sportine, dispensando benedizioni e consigli per la cottura dei cibi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Geronzio vola con le mani sui filetti e sulle cordate di salsiccia, e usa i coltelli come neppure i maestri giapponesi sanno fare! Mi chiama Laura da una vita. Non è che non glielo abbia fatto notare più di una volta: è che non concepisce il mio nome. Così lo lascio fare, rassegnata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stasera si fa perdonare una breve attesa (sta scegliendo le fiorentine con l'osso da dare al cliente mio predecessore, e immagino sia una cosa molto impegnativa) tagliandomi una sberla di formaggio pecorino spessa due dita, come tappa-fame.. Tanto formaggio così penso che corrisponda ad una mia dose di una settimana, ma sto zitta e mangio. E' saporito, ma non invadente, e lui indovina approvando: "No, no, io quelli troppo piccanti non li tengo neanche!..".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tocca a me: stasera voglio fare lo stinco di maiale al forno. Si infervora tutto: "Brava, brava, Laura, mica come quella roba precotta.. Questi qui sono tagliati proprio vicino al prosciutto! Va' che roba...". E mi allunga uno stinco, come anteprima. Mi chiede: "Te li taglio per il lungo o in orizzontale?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la mamma di Geronzio tuona dalla cassa: "Per l'amor di dio! Quelli lì vanno tagliati per il lungo!". E non ci provo neanche, a contraddire la mamma, anzi.. Mi studia ancora: "E come li fai?". Con le patate, aglio e rosmarino, allungando la cottura con un mezzo bicchiere di vino bianco. Si tranquillizza, che gli stinchi finiscono in buone mani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Li faccio spolverare dalla &lt;em&gt;cunza &lt;/em&gt;di Geronzio, il suo preparato speciale con sale, rosmarino, aglio e ingredienti segreti di cui non azzardo neanche a domandare notizia. Faccio mettere nella sportina anche due etti di quel pecorino meraviglioso (anche se credo di averne mangiati molti di più con l'assaggio di prima...), e saluto mamma e macellaio, riprendendo la strada per la montagna ormai innevata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2801983084285492929?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2801983084285492929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2801983084285492929' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2801983084285492929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2801983084285492929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/12/non-e-uno-stinco-di-santo-il-mio.html' title='NON E&apos; UNO STINCO DI SANTO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8271521956274231106</id><published>2009-11-27T12:23:00.006+01:00</published><updated>2011-08-25T18:52:21.724+02:00</updated><title type='text'>MORSO DI DENTRO E INFUOCATO DI FUORI DALLA STRETTA FISSA ED INESORABILE DI UN'IDEA INCURABILE</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.rbs6nations.com/images/news/SergioParisse-PA.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.rbs6nations.com/images/news/SergioParisse-PA.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 450px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Morso di dentro e infuocato di fuori dalla stretta fissa ed inesorabile di un'idea incurabile".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno si toglie il pensiero, e decide che il Capitano è quello con più presenze in una squadra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per altri, è il risultato di una scelta consapevole della squadra. O dell'allenatore. O della società.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per me, è sempre stato così.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capitana da quando sono giocatrice. Non è una fascia. Non è la "C" a fianco del tuo nome nella lista dell'arbitro. E' lo sguardo addosso di chi chiede aiuto. E' la mancanza di tempo utile per prendere una decisione. E' istinto. E' volontà. E' una sensazione che va oltre il gioco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi c'è il silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il silenzio carico dei luoghi dove si fa sport.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che quando lo sport c'è, c'è anche il battito della competizione, la velocità, lo strepito della rabbia, l'esplosione della gioia e della delusione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando non c'è nessuno, invece, si sente il silenzio dello sport.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I pali verso il cielo, che infilzano la nebbia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'erba gelata che crocchia sotto i tacchetti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'eco di battaglie già disputate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le docce vuote e le panchine sgombre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo quando non c'è nessuno, smetto di essere Capitana.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' per quello che lascio sempre andare via tutte, alla fine dell'allenamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' per quello che amo il tonfo sordo prima della parabola dell'ovale tra i pali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' per quello che aspetto, sotto il getto dell'acqua, ben oltre il tempo che mi sarebbe necessario per togliere il fango dalla pelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pesa come un macigno, quella fascia, alcune volte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il silenzio dello sport, stavolta non consola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8271521956274231106?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8271521956274231106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8271521956274231106' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8271521956274231106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8271521956274231106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/11/morso-di-dentro-e-infuocato-di-fuori.html' title='MORSO DI DENTRO E INFUOCATO DI FUORI DALLA STRETTA FISSA ED INESORABILE DI UN&apos;IDEA INCURABILE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4765353781697654795</id><published>2009-10-29T17:34:00.008+01:00</published><updated>2011-08-25T18:53:19.071+02:00</updated><title type='text'>TAGLIA LA TORTA IN MODO CHE OGNUNO PENSI DI AVER AVUTO LA FETTA PIU' GROSSA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_emhNEErOIoM/SQ3B-9kT-1I/AAAAAAAAEDo/RngJKlmvSF4/s400/torta-di-mele-tedesca.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_emhNEErOIoM/SQ3B-9kT-1I/AAAAAAAAEDo/RngJKlmvSF4/s400/torta-di-mele-tedesca.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prendi la terrina di vetro. Quella grande, che i mostriciattoli hanno una fame da lupacchiotti, alla mattina presto.. Va riempita metà con la farina, e in più va un altro terzo di zucchero. Due uova. Un etto di burro fuso. Una dose di lievito vanigliato. Tutto in mezzo alla farina e allo zucchero, mentre con un braccio cingi amorevolmente la terrina, e con l'altra mano lavori, a spirale, con la forchetta l'impasto, per inglobare la farina alla roba molle. E quando l'impasto diventa troppo solido per essere lavorato con la forchetta, si aggiunge latte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine hai una crema, gialla. Invitantissima. Sbucci due mele, levi i torsoli, e spacchi in quattro spicchi il frutto. Poi tagli ancora la mela a fettine sottili, e mescoli con la crema. Poi versi tutto nella teglia della torta, imburrata, e inforni a 180 gradi. La terrina di vetro diventa la preda del dito indice di Ennio. E in casa, dopo circa venti minuti, si sente quel buon odore di torta di mele che rimane per tutta la giornata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La torta di mele si fa il sabato sera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si prepara già un bottiglione gigante di té superzuccherato. Almeno 15 bicchieri di plastica, perché si spera che vengano tutti. Il coltello per tagliare la torta. Questa, appena raffreddata, va dentro la pellicola, e dentro la borsa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' la colazione dei mostriciattoli: perché quei somari non mangiano, la mattina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' ancora buio, alla domenica presto, quando andiamo a prendere uno ad uno i nostri "piccolotti". Uno ad uno escono dalle loro case calde, e tengono una mano in tasca ed una per il borsone. Hanno tanto sonno, poveri.. Quelli che sono rimasti a letto, finiscono di mettersi le scarpe già saliti sul furgoncino. E pian piano il furgone si riempie, e diventa sempre più rumoroso. Ti vogliono fare ascoltare l'ultima canzone che hanno imparato a memoria "Secsibbbicc'!!!".. Ussignùr.. Proprio quello che ci vuole! Un po' di house alla mattina presto, per mettersi di buon umore nei confronti del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la prima tappa è sulle tribune del nostro campo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora la rugiada sull'erba.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E tiro fuori la torta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono già grandi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vogliono fare i bulli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma appena vedono la torta fanno gli occhi grandi, e sgomitano per avere la seconda fetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io spero che quella torta li faccia volare, oggi, col pallone in mano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E se anche non volano, beh, almeno avranno fatto colazione! E' già qualcosa..&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4765353781697654795?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4765353781697654795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4765353781697654795' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4765353781697654795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4765353781697654795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/10/prendi-la-terrina-di-vetro.html' title='TAGLIA LA TORTA IN MODO CHE OGNUNO PENSI DI AVER AVUTO LA FETTA PIU&apos; GROSSA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_emhNEErOIoM/SQ3B-9kT-1I/AAAAAAAAEDo/RngJKlmvSF4/s72-c/torta-di-mele-tedesca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2613049841933380560</id><published>2009-09-25T15:57:00.014+02:00</published><updated>2011-08-25T18:54:03.986+02:00</updated><title type='text'>MY BODY, THE HAND GRENADE</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://img503.imageshack.us/img503/6985/lenoreplaying17ik.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://img503.imageshack.us/img503/6985/lenoreplaying17ik.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 468px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 315px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pompa, pompa!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ehy, voialtri su al piano di sopra, lo vogliamo dare un po' d'ossigeno a questa vecchia carretta?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che poi, io mi domando: a che serve che mandi tutte quelle piastrine bianche, a riparare la pelle, se poi non faccio in tempo a tenere dietro a tutti questi sbraghi?! Un graffio di qui, un graffio di là.. Bella roba: ci vuole un capitale solo per evitare che si infettino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che poi, fosse brava, lei.. Non è che si tiene dietro, e mi aiuta un po' col disinfettante! Macché. Arriva poi Ennio, due o tre giorni dopo, con l'acqua ossigenata. Che ormai il danno è bello e fatto. Provaci te, a far cicatrizzare, tutto contemporaneamente..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mi arriva fuori anche con degli extra: tipo le bruciature del forno, che non vanno via neanche a spalmarci gli unguenti speciali della mamma dell'Olga.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che succede là?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pochi liquidi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ti credo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quella cretina non beve acqua.. Quando le altre se ne vanno a bere, lei prova i calci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E io cosa uso, adesso?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le spremo il cervello?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bella forza.. Di lì non si cava niente di buono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anzi, fammi guardare...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Macché. L'ha proprio staccato, il cervello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Basta che si metta a saltellare su quel campo verde e non capisce più niente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E senti che friccicore, con tutta quell'adrenalina in circolo!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma dico: se si desse una buona calmata?..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi avevano detto, all'inizio &lt;em&gt;"Vai tranquillo! Ti è capitata una ragazza.. Bella fortuna. Quelle si tengono con cura, e al massimo patirai un po' per le diete dimagranti. Ma in generale è una pacchia!"&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E invece, questa qui sembra una pazza: beve birra come un lavandino, dorme poco, e GIOCA A RUGBY! Cioè, vi rendete conto? Una ragazza che gioca a rugby.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prossima volta voglio il corpo di un uomo che gioca a calcio. Almeno so cosa mi aspetta..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E per fortuna che ha smesso di fumare, 'sta disgraziata!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;OMMMIODDIO!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E adesso cosa succede?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cos'è tutto 'sto casino??&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allarme rosso al piano di sotto..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma che cosa è successo?!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;QUALCUNO VUOLE DIRMI CHE DIAVOLO STA SUCCEDENDO??&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una frattura..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dai, chiudete il canale lacrimale. Dobbiamo usare i liquidi per ben altre cose.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora sì che ci sarà da lavorare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mettetevi tutti ai vostri posti, che ci sarà bisogno di fare gli straordinari, stavolta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ehy, ci sei?&lt;br /&gt;Lara, mi senti?&lt;br /&gt;Dai, smetti di piangere, che non succede niente.&lt;br /&gt;Adesso bisogna che mi fai un favore: bevi tanto latte, e mangia formaggi.&lt;br /&gt;Al resto ci penso io.&lt;br /&gt;Però smetti di piangere adesso.. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che non sei mica più una bambina.. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2613049841933380560?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2613049841933380560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2613049841933380560' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2613049841933380560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2613049841933380560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/09/pompa-pompa-ehy-voialtri-su-al-piano-di.html' title='MY BODY, THE HAND GRENADE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2188645853096481381</id><published>2009-09-11T18:41:00.008+02:00</published><updated>2011-08-25T18:54:56.446+02:00</updated><title type='text'>INTELLIGENT APPEAL</title><content type='html'>&lt;a href="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:eobcDLJwqVS8rM:http://farm1.static.flickr.com/63/195064001_f3beb03d21_o.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:eobcDLJwqVS8rM:http://farm1.static.flickr.com/63/195064001_f3beb03d21_o.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 150px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 129px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Un richiamino, per quelli che cominciano a leggere il blog solo ora.&lt;/div&gt;Mi chiamo Lara.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bevo cose orribili, che fanno storcere il naso a tutti i ristoratori: il Campanone Reggiano, il Radler, il Pimm's.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Salto la colazione, e il mattino dopo, magari, mi faccio anche le uova con la pancetta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono affezionata alla stessa marca di lievito di birra da più di vent'anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Metto le patate in frigo. Orribile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Uso la Saba dentro l'insalata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il barattolo che mi dura più tempo è sempre quello delle acciughe.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prendo le confezioni giganti di yoghurt, salvo poi arrabbiarmi moltissimo quando lo trovo un po' addensato sui bordi e vicino al coperchio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non rimarrà mai un mezzo limone, in giro per la cucina. Coperto con un foglio di domopack, o infilzato di chiodi di garofano: non ricordo neanche più a cosa dovrebbe servire, questo ultimo espediente: forse a tenere lontano le mosche?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In compenso, ho sempre almeno un dito di caffè avanzato dentro la moka.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ci sono mai abbastanza cucchiai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Apparecchio con largo anticipo. Lascio apparecchiato il più possibile. Tengo sempre la tovaglia sul tavolo, anche quando non si mangia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non so perché.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' una paura lontana, che va anche al di là della fame.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' la paura di essere soli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Siamo ancora sul campo, dopo questa estate-non estate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Faccio finta di niente: lego il ginocchio così stretto da non far neppure circolare il sangue.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci prendiamo le misure.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nuove facce, e vecchie facce che cerchi e non sono più lì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'ovale è sempre quello, però.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E sempre starò lì, fino all'ultimo minuto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando spengono le luci del campo. E tutti sono già lavati, già riposati, già con la birra in mano, sulle sedie fuori dagli spogliatoi. Bella, l'aria dopo l'allenamento. Fa ancora caldo, di sera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esco coi capelli attorcigliati, che girano sulle spalle come riccioli di vite, ancora bagnati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E non sono sola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uh, e Gianca ha vinto il P.I.M.I. 2009: bravo fratellone!...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2188645853096481381?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2188645853096481381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2188645853096481381' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2188645853096481381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2188645853096481381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/09/intelligent-appeal-un-richiamino-per.html' title='INTELLIGENT APPEAL'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2177786277087255294</id><published>2009-08-27T17:17:00.005+02:00</published><updated>2011-08-25T18:55:45.239+02:00</updated><title type='text'>TIMBALLO DI COUS COUS CON LE VERDURE</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.odealvino.com/wp-content/uploads/2008/09/cous-cous.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.odealvino.com/wp-content/uploads/2008/09/cous-cous.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 258px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 450px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Oggi ho voglia di cucinare à la nouvelle cuisine". Che detto così suona un po' come: "Fàmolo strano...".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La clientela affezionata del ristorante (uno, ma grosso), non pare eccessivamente sconvolta dalla notizia. Anzi, accenna un gesto di favore: una grattata di pancia col telecomando. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ore 12.12.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io comincio con la cottura del &lt;em&gt;cous cous. &lt;/em&gt;E fin qui, tutto bene. Poi il &lt;em&gt;cous cous &lt;/em&gt;va saltato in padella con un soffrittino di cipolla, 5 minuti soli. Poi coperto con un brodino vegetale, e lasciato riposare (che significa: lasciare che il &lt;em&gt;cous cous&lt;/em&gt; si beva tutto il brodino. Non troppo brodo, mi raccomando, che dopo il timballo si sfracella al primo tentativo di sformata).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un'altra padella vanno arrostite quattro fette di prosciutto ridotte a strisce. Devono diventare belle croccanti: fate conto di avere a disposizione dei Rodeo della San Carlo, però fatti con il prosciutto invece che col mais.. (come mai così tanto prosciutto? Perché metà finisce nella pancia della cuoca prima della fine della ricetta)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mattete a parte le strisce, che facciano compagnia al &lt;em&gt;cous cous&lt;/em&gt;, e tenete buona la padella con cui avete arrostito il prosciutto. Dovreste avere a disposizione un bell'olio arricchito con il grasso disciolto del salume. Tagliate a cubetti due carote, due pomodori e un peperone giallo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima rosolate le carote nella padella del prosciutto, e dopo 5 minuti unite anche pomodori e peperone. Un po' di basilico e pepe. Lasciate evaporare il liquido dei pomodori e del peperone, e a cottura ultimata fate raffreddare un poco. Metà delle verdure si mescolano al &lt;em&gt;cous cous&lt;/em&gt;. Poi prendete delle formine piccole, tipo quelle dei muffins, e ci mettete dentro il &lt;em&gt;cous cous &lt;/em&gt;arricchito con le verdure, ed un poco di formaggio grana grattugiato, pressando ben bene. Mettete le formine in frigo per un'oretta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ore 13.50.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scelgo i piatti quadrati, che fanno tanto &lt;em&gt;nouvelle cuisine&lt;/em&gt;. Ribalto la formina con fare sapiente, ad un lato del piatto quadrato. Rovescio sopra lo sformato il resto del sughetto di verdure, e infilzo il prosciutto sulla cima del&lt;em&gt; cous cous &lt;/em&gt;come tante bandierine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'effetto scenico è veramente notevole, devo dire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ennio posiziona lo sformato sulla forchetta e... glop! Ne fa un unico boccone. "Buono!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ore 13.55.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardo la pila delle padelle sul bordo del lavandino, e noto che mi è passata la voglia di cucinare à la nouvelle cuisine.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2177786277087255294?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2177786277087255294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2177786277087255294' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2177786277087255294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2177786277087255294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/08/timballo-di-cous-cous-con-le-verdure.html' title='TIMBALLO DI COUS COUS CON LE VERDURE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3039522368497480406</id><published>2009-08-11T17:47:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T18:56:37.252+02:00</updated><title type='text'>POLPETTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_w44aDfYZRss/SP2BhR-OmLI/AAAAAAAAA3c/Fv0U4Pvd1xU/s400/polpette.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_w44aDfYZRss/SP2BhR-OmLI/AAAAAAAAA3c/Fv0U4Pvd1xU/s400/polpette.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Polpette.. polpette.. polpette!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quant'è bello anche solo da dire. Una montagna di polpette. Una caterva di polpette. Una marea di polpette. Le metto lì in fila sopra la teglia, come tanti soldatini. O le affondo nel sugo di pomodoro. Uguale: l'importante e che siano tante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ciccia è quella della mucca (deceduta per cause naturali, mi assicurano) della zia di Ennio. Non so come sia, ma è come avere a che fare con il macinato infinito.. Ragù, polpette, ripieni. Oh, 'sto macinato non finisce mai!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ne ho preso una bella tegliata, stavolta. Due uova. Pane grattugiato (e anche qualche tigella, grattugiata, se sono avanzate) e formaggio a profusione. Un po' di sale e basilico, erba cipollina e prezzemolo. Poi comincia la pacchia.. Tutta questa polpa smanacciata per bene, dentro alla terrina. Non è il fatto di mescolare, di per sé. E' il gesto di sporcarsi le mani ben bene: ci sono arrivata col tempo.. E il fatto di fare tante palline. Come i giochi che si fanno sulla spiaggia..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I miei amici lo sanno bene: appena arrivo sul bagnasciuga, regredisco ad uno stadio infantile, e comincio a paciugare con acqua e sabbia. Lunghe ore di straniamento, per poi arrivare al risultato finale, che non è mai un castello: la forma da spiaggia più gettonata è il "culo da spiaggia". Modello due chiappe monumentali, come se ci fosse un corpo semi-seppellito a pancia in giù. Solo le terga, parte delle gambe e la schiena. E tutto il resto sprofonda nel terreno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il resto dello spettacolo è sedersi in parte, e guardare le reazioni di quelli che passano. Ci sono quelli che si accorgono all'ultimo momento, e fanno dei salti pazzeschi, per la paura di calpestare un cadavere. O quelli, più sportivi, che mimano il gesto di accoppiarsi con la mia creatura..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ultimamente, per adattare le opere alla visione dei più piccini, ho adottato la formula "sirena da spiaggia": si modella la parte di sotto con la sabbia e, nascondendo le gambe nel buco ottenuto per creare l'opera, si ottengono notevoli effetti scenici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368737373090360114" src="http://4.bp.blogspot.com/_tUN6NT0ygm0/SoGWMi9qKzI/AAAAAAAAACY/BE1lewdlQ_0/s200/Lara+sirena.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 160px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prossimamente è in programma il "polipo da spiaggia". &lt;br /&gt;E sempre prossimamente, a forza di polpette riuscirò anche a finire il macinato della zia di Ennio..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3039522368497480406?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3039522368497480406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3039522368497480406' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3039522368497480406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3039522368497480406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/08/polpette-polpette.html' title='POLPETTE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w44aDfYZRss/SP2BhR-OmLI/AAAAAAAAA3c/Fv0U4Pvd1xU/s72-c/polpette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-484841072343085727</id><published>2009-07-29T11:01:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T18:57:24.647+02:00</updated><title type='text'>UNIDENTIFIED KNEE'S OBJECTS</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_uJGpA0WsMQA/RuJaCkPDvxI/AAAAAAAAADQ/TnSUt7O2F2U/s400/normal_coleslaw_4.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://bp1.blogger.com/_uJGpA0WsMQA/RuJaCkPDvxI/AAAAAAAAADQ/TnSUt7O2F2U/s400/normal_coleslaw_4.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il dottore di Udine è un dottore-pilone che esplode dentro il camice.&lt;br /&gt;Rendo l'idea?&lt;br /&gt;Testa ad uovo, e collo che prosegue armoniosamente senza interruzioni la linea della mascella..&lt;br /&gt;Ha appese ai muri tutte le figure canoniche delle articolazioni, oltre ad una monumentale foto incorniciata di una mischia epocale: solo una spaghettata di gambe!&lt;br /&gt;Mi palpa il ginocchio come se impastasse una pizza.&lt;br /&gt;Mi pianta sul lato, a tradimento, una siringa con un ago grosso come il mio mignolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AAAAAAAHHH!&lt;br /&gt;Fa finta di non sentire, e tira..&lt;br /&gt;Ma non esce nulla.&lt;br /&gt;AAAAAAAHHHH!&lt;br /&gt;Smette di tirare, impietosito.&lt;br /&gt;Impreca.&lt;br /&gt;Quindi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla: ho questo gnocco di sangue coagulato, dentro al ginocchio.&lt;br /&gt;7 centimetri, per 2, per 0,5...&lt;br /&gt;Il ginocchio sta cercando di resistere al corpo estraneo, e devo dire che fino ad ora è anche stato piuttosto bravo. I legamenti sono ispessiti, ma integri. Il menisco regge.&lt;br /&gt;Ma non durerà così in eterno.&lt;br /&gt;Così mi dovranno aprire, togliere il gnocco con il cucchiaino, e richiudere.&lt;br /&gt;Non sembra neanche così brutto.&lt;br /&gt;Il piatto tibiale si è calcificato come si deve. Per una botta di culo, visto che ho continuato bellamente a picchiarci sopra.&lt;br /&gt;Bah, ho preso della cretina anche dall'ortopedico.. mi mancava anche questa..&lt;br /&gt;Intanto, faccio amicizia con una ginocchiera nuova di pacca, molto trendy: sembra la Lotus di Senna, tutta nera con le rifiniture in oro, e ogni volta che il ginocchio arriva al limite della flessione, mi ammonisce con un severo "toc" di fine corsa.&lt;br /&gt;Intanto la vita scorre tranquilla, nel Borgo di Calvanella. Ennio fa i buchi nei muri per appendere mensole. Gli uccellini del camino se ne sono volati via, lasciando il nido vuoto. Infine, tengo per buona questa particolarissima versione di un insalata simil-russa.&lt;br /&gt;Tagliare a dadini quattro patate, due bicchieri di piselli, una manciata di cipolla triturata e due carote. Mettere a lessare in acqua salata arricchita con un mezzo dado.&lt;br /&gt;Quando le verdure saranno intenerite a dovere, scolare (tenete il brodo da parte, che viene sempre comodo..) e lasciare raffreddare. Un filo d'olio, un po' di erba cipollina, e tre cucchiaiate di salsa tonnata.&lt;br /&gt;Poi tutto quanto in frigo.&lt;br /&gt;Proprio di fianco al sacchetto di gel refrigerante per il ginocchio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-484841072343085727?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/484841072343085727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=484841072343085727' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/484841072343085727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/484841072343085727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/07/unidentified-knees-objects-il-dottore.html' title='UNIDENTIFIED KNEE&apos;S OBJECTS'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_uJGpA0WsMQA/RuJaCkPDvxI/AAAAAAAAADQ/TnSUt7O2F2U/s72-c/normal_coleslaw_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8997857763833498237</id><published>2009-07-08T15:14:00.008+02:00</published><updated>2011-08-25T18:58:03.744+02:00</updated><title type='text'>ICE, YOUR ONLY RIVERS RUN COLD</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs157.snc1/5880_1186587586039_1268766772_30538690_7914847_n.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs157.snc1/5880_1186587586039_1268766772_30538690_7914847_n.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 604px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 453px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size: 78%;"&gt;(foto di: Fiammetta "Unforgettable Filini" Cosola)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Per la granita alla siciliana ci vogliono quattro bicchieri d'acqua, due bicchieri di zucchero e un bicchiere di limone spremuto (a cui bisogna togliere i semi). Bisogna far bollire l'acqua, dopo di che si scioglie dentro lo zucchero. Altri dieci minuti a bollire, poi va spento il fuoco e lasciato raffreddare. Alla fine si unisce anche il succo di limoni, messo il tutto in un contenitore rigorosamente chiuso e va lasciato in freezer per 24 ore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno dopo bisogna rompere il ghiaccio (fuori di metafora, naturalmente) e va frullato tutto quanto. Poi di nuovo nel congelatore, e dopo qualche ora si mette ancora tutto di nuovo nel frullatore. Manca ancora un'ora, in cui mettere il preparato in congelatore, e finalmente la granita, bella cremosa al punto giusto, può essere servita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dicono che a Messina la servano insieme alla panna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io preferisco senza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un sapore semplice che ti arriva dritto al cervello, soprattutto se la mangi dopo un lauto pasto, in queste lunghe giornate afose senza rimedio alla calura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dall'altra parte dello stivale rispetto a Messina, ieri eravamo a Milano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sull'erba di San Siro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A respirare l'umido, il calore e la calca di altre 77.000 persone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricorderò con infinito terrore il tragitto in metro sulla linea 1, direzione Rho Fiera, dalla fermata Duomo a quella di Piazza Lotto. Stavo abbarbicata sulle spalle di Ennio come aggrappata ad una scialuppa in mezzo ad un fiume di lava umana.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi il ghiaccio, da chiudere gli occhi ed assaporare:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Walk on by&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Walk on through&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Walk 'til you run&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;And don't look back&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;For here I am&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E dire che ne ho visti tanti, di concerti, fino ad ora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma quel momento, quel preciso istante in mezzo ad altri mille istanti, era disegnato esattamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho fermato la corsa pazza, e mi sono vista lì. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;77.000 teste, più altre 4 in mezzo alle altre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un'astronave fatta di moduli esagonali luminescenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le gocce di pioggia che scintillavano sui fari giganteschi, sopra quel ragno alieno con le zampe conficcate sul prato di San Siro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'impressione dal mio punto di vista era veramente vertiginosa. Una spirale umana che si innalzava, fino all'ultimo anello, fino a non poter distinguere le singole persone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E quelle note scavavano nella storia di ciascuna delle 77.000 teste.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unico che ha reso pubblica la sua storia è stato proprio Bono: quando ha chiamato sul palco la sua bellissima figlia, ormai donna, tradendo (volontariamente) una smagliatura umanissima nel personaggio di profeta/idolo/pigmalione, e dicendo che sua figlia, l'ultima volta che era salita sul palco, aveva tre anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono usciti così, semplicemente camminando a fianco, questi quattro amici che hanno passato insieme una vita, salutando con la mano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8997857763833498237?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8997857763833498237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8997857763833498237' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8997857763833498237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8997857763833498237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/07/foto-di-fiammetta-unforgettable-filini.html' title='ICE, YOUR ONLY RIVERS RUN COLD'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5268068854113966816</id><published>2009-06-24T18:17:00.004+02:00</published><updated>2011-08-25T18:58:45.360+02:00</updated><title type='text'>NIDO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.mondoxsardegna.it/immagini/album_campe/nido.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.mondoxsardegna.it/immagini/album_campe/nido.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 262px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 350px;" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;Uno sfarfallio d'ali, appena entrata in casa. &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da dove?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi ricordo, da piccola, che quel suono significava trovare un uccellino incastrato nella cappa, e che bisognava raccattarlo, sporco e impaurito, tirando fuori un cassetto di metallo incastonato nel muro, giù in lavanderia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi, memore dei passati soccorsi, mando Ennio a prendere una scatola da scarpe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il rumore veniva dal camino. Sopra? O sotto?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pare di sotto, nell'anfratto dove si raccoglie la cenere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pensa te: un uccellino si è avventurato lungo il tubo che raccoglie l'aria per far respirare il fuoco, ed è arrivato fin dentro casa. Ma lo sfarfallio d'ali termina subito. Che l'uccellino abbia trovato subito l'uscita?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alzo con cautela la grata, ed è lì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nido.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con cinque uova azzurrine già deposte all'interno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dentro al camino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dentro casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricopriamo tutto con cura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Speriamo che l'uccellino non si sia spaventato, e che torni a covare i cinque ovetti azzurrini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Coraggio: torna pure senza paura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che in questa casa ci sarà sempre da mangiare per tutti..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5268068854113966816?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5268068854113966816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5268068854113966816' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5268068854113966816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5268068854113966816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/06/nido-uno-sfarfallio-dali-appena-entrata.html' title='NIDO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4535093363309144046</id><published>2009-06-10T16:35:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T18:59:43.100+02:00</updated><title type='text'>E UN ALTRO GIORNO E' ANDATO, LA SUA MUSICA HA FINITO, QUANTO TEMPO E' GIA' PASSATO E PASSERA'</title><content type='html'>&lt;a href="http://polentaelatte.files.wordpress.com/2008/12/2688547323_3fd1586a2c.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://polentaelatte.files.wordpress.com/2008/12/2688547323_3fd1586a2c.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E' successo proprio quando non ci stavo pensando.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;In un momento banale, quotidiano, distratto come il gesto di sorseggiare il primo caffè pomeridiano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mio padre che indovina il mio sguardo assente, quello sguardo che non ha riconosciuto chi avrebbe dovuto conoscere: "E' la figlia di Piero e Paola". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardo di nuovo, senza passare attraverso i lineamenti del viso che mi sorride di fronte. Dietro il bancone, la ragazza che mi ha appena servito il caffè, è lei. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era una bambina di 5 anni, petulante come sanno essere le bambine di 5 anni che nessuno considera, quando vogliono giocare. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mi prende la vertigine.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per quel pensiero che affiora senza volere. Per quella frase che ho sempre sentito dirmi da altre persone, e che non ho mai detto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Quanto sei cresciuta! Eri piccola così..."&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una frase da vecchi. L'ho sempre pensato, mascherandomi dietro il sorriso radioso da ex bambina, sorriso largo e appagante per chi mi aveva appena parlato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed ho pensato alla differenza tra la foto sulla patente e quella appena fatta, imbarazzata, per la carta d'identità. Ho pensato a quella ruga tra la guancia e il labbro. Ho pensato alle cicatrici. Ho pensato alla figlia dell'Elena. Ho pensato a mio padre e ai suoi capelli candidi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho pensato al dolce-mattonella.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era quello che la mia scomparsa nonna reggiana tirava sempre fuori per ultimo, facendo finta di essersi dimenticata, per provocare la nostra fintissima sorpresa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora sarebbe definita una bomba di colesterolo come poche. Allora, e forse lo è ancora, era il dolce più buono del mondo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si prepara una crema col burro (tanto per cominciare bene): tre parti di burro e due di zucchero a velo! Amalgamando con due tuorli d'uovo, risulta un composto micidiale, di quelli che se non si lecca la terrina col dito, è un crimine.. A parte si prepara il "pavimento" delle mattonelle: sono un tappetino di Oro Saiwa, bagnato con caffè mescolato al Sassolino (se vi state chiedendo cos'è, vuol dire che non siete modenesi/reggiani. Nulla di grave..). Dopo aver posato il primo strato di mattonelle, via con uno strato di crema di burro, e di nuovo le mattonelle, e di nuovo la crema al burro, e si chiude con un ultimo strato di mattonelle.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da mettere in frigo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per servire, si tagliano fette usando gli Oro Saiwa come unità di misura. In pratica si mangia una mattonella per volta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ho visto l'altra sera, dopo la cena di fine anno al campo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla festa dell'Unità (... pardòn, del PD) la servono ancora al ristorante Sassuolo (ma finisce subito).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un'altra stagione è andata. Con l'età divento malinconica, si vede.. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;O forse è solo che dovrei mangiare più spesso il dolce-mattonella.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4535093363309144046?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4535093363309144046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4535093363309144046' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4535093363309144046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4535093363309144046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/06/e-un-altro-giorno-e-andato-la-sua.html' title='E UN ALTRO GIORNO E&apos; ANDATO, LA SUA MUSICA HA FINITO, QUANTO TEMPO E&apos; GIA&apos; PASSATO E PASSERA&apos;'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1373683024862905584</id><published>2009-05-12T18:28:00.005+02:00</published><updated>2011-08-25T19:00:37.982+02:00</updated><title type='text'>PUTTANESCA VACCHESCA!</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://static.howstuffworks.com/gif/recipes/1216010740_quick-pasta-puttanesca-recipe.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://static.howstuffworks.com/gif/recipes/1216010740_quick-pasta-puttanesca-recipe.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da fare rigorosamente quando Ennio non c'è, perché l'omone ha il radar per le minime tracce ittiche nei piatti. Tanto nordico da non sopportare neppure un accenno mediterraneo!..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E dire che è così sapida, consistente, appetitosa, e soprattutto.. rapida. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cava d'impaccio in un sacco di occasioni da fame improvvisa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli spaghetti sono pronti in un attimo, e il sugo si prepara prima che l'acqua abbia cominciato a bollire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna tritare due spicchi di aglio. E spezzettare finemente 5 belle acciughe. Dopo si soffrigge l'aglio fino alla doratura, e si finiscono di dissolvere le acciughe nell'olio. Poi si mettono dei bei pezzettoni di pomodoro, capperi e olive nere intere (le greche sono fantastiche, per la puttanesca, ma anche olive taggiasche.. a preferenza). Non è da salare, perché gli ingredienti, già di per sè, tendono ad asciugare ogni presenza di acqua nel corpo umano!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho semplificato molto la cucina, ultimamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché sono impedita da vari orpelli tecnologici attorno alla mia gamba destra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fasciature, pomate, ghiaccio, stampelle, ginocchiere, tutori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mai dedicato tanta cura ad una parte del mio corpo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché, finalmente, il mio caro ginocchio destro è riuscito ad attirare la mia attenzione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In maniera un po' rocambolesca, magari: ma prima di ciò i suoi discreti avvertimenti non erano riusciti ad oltrepassare la soglia minima di mia considerazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Campo insidioso, quello di Sesto Fiorentino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pareva che le recenti piogge avessero addolcito la ruvida crosta di terra, ma ciò solo in superficie, purtroppo, ed ogni colpo rimbalzava forte e risaliva sulla caviglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' bastato un minuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un cambio di passo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il piede che si punta troppo bruscamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E quello scrocco sinistro che mi si ripropone in testa ogni notte, da quel giorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da lì, la scena madre in campo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(chiedo scusa per l'eccessiva teatralità)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credo di aver mandato al diavolo anche la dottoressa che provava ad avvicinarsi, in quel momento. Poi, di nuovo, l'uscita prima della fine della partita. Uff...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da lì è cominciato il dialogo, col mio ginocchio..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Eh, va bene.. hai ragione tu. Adesso, però, cosa vuoi?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' decisamente un'articolazione permalosa: ora si rifiuta di sorreggermi, persino. Come se fosse in sciopero. Io provo a coccolarla in ogni modo, ma non mi dà retta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credo che non me la caverò a buon mercato, stavolta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma che si può fare? Come dico a tutti quelli che mi vedono con le stampelle, e scuotono la testa, e si mettono la faccia di HAI-SBAGLIATO-SPORT...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beh, le cose che si usano, si rompono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto qui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è masochismo, o una qualche causa da sostenere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il problema è che in Italia c'è una cultura dello sport che fa schifo: si fa sport per sfogo, per divertimento, per uscire di casa. E le donne, poi... Ancora peggio. Si fa sport per dimagrire, per socializzare, per avere un argomento di conversazione. E non per il motivo più semplice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché fa bene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché fa stare bene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E lo dico anche ora, con le stampelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soprattutto ora: che dovrò prendere nuovamente le misure, con questo corpo. 35 anni, e non lo conosco ancora bene. Perché cambia, e semmai il problema è la mia testa, non gli dà abbastanza retta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Smettere? Non se ne parla neanche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Adattarsi, questo sì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1373683024862905584?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1373683024862905584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1373683024862905584' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1373683024862905584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1373683024862905584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/05/puttanesca-vacchesca-da-fare.html' title='PUTTANESCA VACCHESCA!'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-6409912869188018551</id><published>2009-04-27T19:37:00.003+02:00</published><updated>2011-08-25T19:05:14.526+02:00</updated><title type='text'>"GOLDEN OLDIES" QUART TORNEO INTERASIONAAL CITAT DI UDIN</title><content type='html'>&lt;a href="http://img16.imageshack.us/img16/3050/muccati.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://img16.imageshack.us/img16/3050/muccati.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 453px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 604px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;Ho imparato che i cuochi preferiscono i Metallica. Sia Lucio/Balucio in piena crisi d’identità per troppi cambi repentini di nick-name, sia gli eroi del terzo tempo, che hanno sfamato 200 e più animali di varie nazionalità, per poi concedersi un pogo di fine serata come meritato riposo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E si è aperto e chiuso così, il torneo: coi Metallica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;m.map &amp;amp; signora: i primi incontrati, ai piedi del palazzo ubriaco. E se il buongiorno si vede dal mattino, l’inclinazione di quell’edificio non doveva far presagire nulla di buono. "Mi raccomando, non mi fate sedere di fianco agli inglesi, che sono timida, e poi l’inglese non lo so parlare". Prova te a spiegare cos’è il frico ad un inglese/colombiano che gioca con gli Irish solo perché il campo è vicino a casa sua.. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E soprattutto, non ha prezzo imparare la storia italiana in inglese. Chissà poi se si dice veramente Liberation Day?.. Mah, io so solo che se tua moglie la chiamano Santa Subito ci dev’essere pure un motivo molto valido..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E scoprire che il posto più sicuro al mondo per tenere i dischi, i tuoi bimbi più cari, è il retro di una affollatissima Land Rover, con targhetta di benvenuto in gaelico. Anche se poi, i dischi, li scaravolterai tutti per terra, più tardi, appena ti parleranno di matrimonio. Non sapevo che a Udine vendessero la Pravda veramente, ma solo settimanale.. E accorgersi che ti vergogni un po', far bere una Guinness italiana ad un irlandese. Avrai, comunque, sempre dietro le spalle la risata satanica della Fiammy, appena dirai una cazzata. Che succede anche abbastanza spesso, tutto sommato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non imparerai mai che un microfono, anche tenuto a distanza, fa sentire lo stesso le voci: e sei una dj, non una cantante. E puoi beccare al millesimo la battuta di un pezzo musicale, ma non sai cantare l'inno nazionale a tempo.. Rada, mi dispiace tanto per il tuo ginocchio: speriamo che per giugno il cocomero si sia sgonfiato. Altrimenti, lo metteremo sotto ghiaccio, e ne faremo un uso acconcio. Pulici, invece, deve neutralizzare a modo suo la maglia bianconera che è costretto, suo malgrado, ad indossare: niente di male, ma il risvolto è che, con un caldo assassino, deve comunque portare due maglie: bianconera fuori e granata a contatto con la pelle. Niente a che vedere con il nudismo dilagante della maggior parte dei partecipanti: il Dirigente Marckymax, che ritiene comunque naturale scorazzare in costume da bagno tra la gente dopo una partita: o ti vesti, o ti spogli del tutto e fai lo streaker come si deve, mica queste vie di mezzo che non sono né carne né pesce.. Pesce? Chi ha detto pesce? O il trenino dei francesi, che si tenevano con un guinzaglio di spago per le palle.. Fuori di metafora! Va beh.. Ho visto anche di meglio, tutto sommato.. O ci ho provato: perché se chiedi ad un inglese “Show me yours!”, il minimo che ti puoi aspettare è un’evidente alzata di sopracciglia! L’unico nudista giustificato era Delvy, che ha mostrato le sue grazie solo per poi essere immediatamente ricoperto con tutto il campionario del merchandising London Irish. Cicca, invece, ha imparato a fare il satellite lontano dal volume del mio mixer: e per questo si è guadagnato mezzora in più in consolle a Bologna (ma sempre col limitatore, beninteso!). Ho imparato che esiste una benedizione urbi et orbi per le camioniste, e si fa col prosecco. E che puoi mettere tutte le canzoni più belle del mondo, ma il riempi-pista più efficace rimane sempre un piccolo ed innocente momento lesbo.. Ho imparato che ci sono persone che mi riempiono il cuore di gioia, quando le rivedo. Tutte le volte. Ubo, ed Esse, e Zorry. Anche se, in mezzo al casino, si fa fatica a trovare un momento di calma e fare due chiacchiere. Ma va bene anche così: anche quando vedi da lontano che chiudono gli occhi, per cantarsi una canzone bella di Ivan Graziani o degli Skiantos, che non sentivano da un po’. E Phoebe, la facciamo o no, ‘sta squadra a XV? Che qui si fa notte, e tanto noi la maglia muccata ce l’abbiamo proprio sulla pelle, fatta con gli ematomi! Obbb, e tu spiegami come mai stamattina ho aperto la borsa e l’ho trovata piena di tette incartate colorate?! E tutti quelli sugli spalti, che macinavano le tessere gialle delle birre. Ma siamo sicuri che la Coppa Chiosco sia stata assegnata regolarmente? Perché ho visto che gli Urogalli avevano dato in appalto alcune tessere ai giocatori di Portogruaro e alle Fighters.. E allora?! Vi piace vincere facile.. Che poi, diciamocela tutta, la Coppa più ambita era proprio quella del Chiosco, mica quella che si giocava in campo!.. Ma nessuno lo aveva detto agli inglesi, che hanno strabuzzato gli occhi quando all’inizio della prima partita è atterrato il tavolo con le vettovaglie, e sembrava che fossero arrivati gli UFO... &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Perfettamente a loro agio i primini: Newrunner, che non si voleva far mancare niente, ha battezzato anche la maglia da arbitro.. Ma c’era ben poco da impanare, a Udine.. Il Conte Ernio del Disco aveva fatto richiesta in carta bollata, al Sindaco, di avere una bella giornata di sole. E così è stato.. pure troppa grazia, direi, a giudicare dal grado di coloritura di certi visi normalmente pallidi.. Ted no, che è sempre fosforescente. Ma Pul.. Ellis.. Si sospettano lampade, a dir la verità, per meglio figurare con i numerosi flash della stampa presente, o per il favore delle sostenitrici. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non imparerò mai che non vanno prestati i cappelli alle feste: così facendo, mi sono giocata il mio bellissimo basco degli Old Blag’s.. ma mi consola solo una cosa. Di sicuro, CHIUNQUE me l’abbia fregato, sta malissimo col basco..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non si capiva niente?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come i miei annunci al microfono.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma è stato bello, davvero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Porc... Ho cannato Gaber per Mc!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-6409912869188018551?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/6409912869188018551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=6409912869188018551' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6409912869188018551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6409912869188018551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/04/golden-oldies-quart-torneo.html' title='&quot;GOLDEN OLDIES&quot; QUART TORNEO INTERASIONAAL CITAT DI UDIN'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8130295175089061139</id><published>2009-04-07T16:41:00.008+02:00</published><updated>2011-08-25T19:03:58.066+02:00</updated><title type='text'>NERO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2010/03/impalcature.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" qaa="true" src="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2010/03/impalcature.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cerchi di convincerti che tutto intorno sia sempre lo stesso, quando si spegne la luce.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma spalanchi gli occhi, aumenti il respiro, e dal nero affiorano le tue angosce.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un bambino serio dagli occhi cerchiati, con la frangia appiccicata alla fronte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una mano che ti tiene ferme le braccia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;O semplicemente il nero, che si spalanca all'infinito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una paura atavica. Quella di essere sepolti vivi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quella che mi faceva voler uscire in giardino in piena notte, per stringere l'erba tra le dita e guardare una placida notte di stelle. Quella che mi ha fatto impazzire in metropolitana a Barcellona, quando ho cominciato a correre tra la folla, facendomi largo coi gomiti e con la disperazione, per trovare un varco verso la superficie. Quella che coglie all'improvviso, se salta la corrente elettrica nella casa in montagna, e all'improvviso hai la percezione terrorizzante di essere da sola e vulnerabile.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Notte fonda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel letto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E una scrollata di spalle dei colossi della terra polverizza le costruzioni dell'uomo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;10 centimetri di differenza per la terra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una vita in frantumi per molti uomini.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso a quella vecchietta che hanno tirato fuori dal buio, dopo 30 ore, viva, lei e i suoi 98 anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;30 ore di buio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Faccio rapidamente le proporzioni tra la mia paura della metropolitana e 30 ore di buio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei ha lavorato all'uncinetto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri sera sono tornata a casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardavo i muri, che hanno strappato commenti di ammirazione a tutti gli artigiani che hanno lavorato lì dentro in questi mesi: "Eh, sì, questi sì che sono muri. Mica come adesso, che vogliono risparmiare, e li fanno sottili come la carta velina. Questi sono muri d'altri tempi..".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo nelle orecchie tutte le telefonate del giorno, le preoccupazioni, le rassicurazioni, le attese, le incertezze sul da farsi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In altri tempi ero partita: per andare in Umbria, a Nocera Umbra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordo il cambiamento di atmosfera quando scendeva la luce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino a poco prima, la gente si attardava a bere Sagrantino nei bar sul limitare della zona storica. E noi prendevamo ampie sorsate da quella fontana che si diceva miracolosa, per il fegato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma quando veniva sera, non si aveva più voglia di ridere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le travi messe a puntellare le facciate diventavano oscene, scheletriche, pericolosamente precarie. I cavi e la plastica che oscillavano al vento. Niente luci che si levavano dalle finestre e dai lampioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le luci dal campo uscivano attutite, parate dalle tende. Dentro, sagome di uomini che si intravvedevano appena, e rumori smorzati, sempre sottovoce, per questa vicinanza necessaria e odiosa. Le lunghe panche del refettorio, e il sapore metallico dei grandi mestoli e delle pignatte militari.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordo Lorenzo. Abitava vicino a Milano. Aveva una barba talmente ruvida da aver rovinato tutti i rasoi a disposizione nei primi giorni. Si presentava al mattino presto, con la faccia piena di schiuma, davanti ai lavatoi, e intraprendeva la sua quotidiana battaglia facciale, come impugnando un machete.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordo Francesco. Ci ha messo qualche giorno, a cominciare a parlare. Timidissimo. Eppure era partito anche lui, insieme a tutti quanti, senza sapere bene che cosa avrebbe fatto lì, di preciso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E lei. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dove sei, adesso? Chi lo sa.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non mi ricordo neppure il tuo nome. Mi dispiace.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eravamo immediatamente diventate amiche, per quelle combinazioni strane di tempo e di luogo che ti portano ad avvicinarti alle persone in maniera anomala. Inseparabili. Ci siamo sentite anche dopo, a lungo. Lei ha avuto un figlio. E l'ho persa. Mi rimane solo quell'immagine di lei, quei suoi riccioli biondi che scappavano da ogni parte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E l'immagine di quella sera.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Patrizia di Terni sosteneva a spada tratta che il salame umbro è nettamente superiore al salame emiliano. Io e Francesco a difendere strenuamente i sapori della nostra terra d'origine. Gli altri che aspettavano di poter giudicare sul campo. Il salame emiliano non era nella dotazione del mio zaino, ma Patrizia, invece, si presenta una sera alla tenda comune con bel cesto di salami, chiamati "coralline".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'era un'atmosfera strana, quella sera: sarà stato il compleanno di Patrizia. Sarà stato che era una delle ultime sere del nostro soggiorno in tendopoli. Sarà stata la voglia di normalità, dopo una giornata passata tra i container. Abbiamo anche ballato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lorenzo mi si è avvicinato senza dire una parola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In seguito mi ha confessato che non aveva mai ballato in vita sua, e non sapeva come mai aveva deciso di ballare, proprio quella sera. Mi aveva scritto una poesia. Che si chiamava semplicemente: "Bella".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto è riaffiorato, contemporaneamente, vedendo il ventre aperto e squarciato de L'Aquila.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' ricomparso anche l'istinto di partire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma quanto è cambiato da allora!..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non posso più. Non come allora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho mille legami che mi tengono qui. Ho fondamenta. Ho una casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E questo mi rende più nitida la percezione della rovina.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8130295175089061139?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8130295175089061139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8130295175089061139' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8130295175089061139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8130295175089061139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/04/nero-cerchi-di-convincerti-che-tutto.html' title='NERO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2141092001213747589</id><published>2009-04-01T17:04:00.007+02:00</published><updated>2011-08-25T19:06:48.511+02:00</updated><title type='text'>KIWI</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese/images/stories/kiwi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" qaa="true" src="http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese/images/stories/kiwi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, siamo alle solite!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mamma, ad un certo punto dell'anno, si mette in testa che non mangiamo abbastanza frutta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E così si presenta un bel lunedì mattina con dieci chili di kiwi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Erano in offerta!"..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo mi fa sentire l'aria di primavera molto più dell'ora legale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché in casa mia le stagioni si sentono in base alla frutta o verdura che ci viene propinata dal nostro orto ubertoso, o dalla mamma parsimoniosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando l'orto decide di sparare fuori tutte le sua zucchine, per un mesetto buono in tavola arrivano zucchine ripiene, risotto alle zucchine e gamberi, fiori di zucca fritti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando arrivano le ciliegie, arrivano tutte in una volta, e sono ciliegie a colazione, pranzo e cena. Fino a che non se ne fanno gran pentoloni di mermellata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi, fuori stagione, ci sono le manie alimentari della mamma.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chissà che puntata ha visto di Medicina 33, o cosa le hanno detto del miracoloso contenuto di vitamina C, o che cosa le ha raccontato il fruttivendolo sulle proprietà lassative del frutto (e magari, in realtà il fruttivendolo pensava che ne aveva comprati un po' troppi e li doveva sbolognare in fretta, visto che dopo tre giorni i kiwi tendono a diventare dei sacchettini pelosi di &lt;em&gt;slime&lt;/em&gt; verde..).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bene: quale che ne sia la causa, l'effetto è che ora ho una cesta colma di kiwi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io li mangio tagliandoli a metà, e svuotandoli col cucchiaino, usando la buccia come una coppetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi hanno sempre preso in giro furiosamente per questa abitudine. Oltre al fatto che mangio anche le fette di cocomera, col cucchiaio. Va beh.. Ci sono anche dei passatempi più criticabili, tutto sommato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardo i kiwi dentro la cesta, e sospiro, pensando come sia la marmellata di kiwi.. Bah, ho ancora due giorni di tempo per pensarci. E guardo il kiwi peloche appeso alla mia borsa da allenamento. Non un frutto peloso, bensì la mascotte-pupazzo degli All Blacks.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Causa uno scontro frontale durante la partita di domenica, ho uno sgradevole versamento sul viso, e le borse sotto gli occhi sembrano ripugnanti kiwi (frutti) ormai da buttare da diversi giorni. Ci vuole un sacco di pazienza e un sacco di fondotinta. E chissà quando ricomincerò con gli allenamenti, senza sentire pulsare tutta la faccia fino alle orecchie?...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Altre novità? Sì, stanno passando tutti i giorni una canzone di Gianca (Frigieri) su K-Rock. Beh, lo facevano anche coi dischi di prima, in inglese, ma questo è un pezzo in italiano, ed è veramente &lt;em&gt;heavy rotation:&lt;/em&gt; considerando che "L'Età della Ragione" dura più di sette minuti, è un bell'avvenimento, perché non succedeva una cosa del genere dai tempi dei Genesis (che, per gli standard di K-Rock, significa una manciata di anni, ma sempre un lasso considerevole... e che Lucio Vallisneri mi perdoni!).&lt;br /&gt;L'altro giorno gli chiedevo: "Gianca, è un bel disco, ma è molto depresso!". E lui: "Sai cosa diceva Lauzi? Scrivo canzoni tristi perché quando sono allegro esco...".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lauzi aveva ragione. E domani vediamo se aveva ragione anche il fruttivendolo, sulle altre proprietà del kiwi..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2141092001213747589?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2141092001213747589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2141092001213747589' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2141092001213747589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2141092001213747589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/04/kiwi-ecco-siamo-alle-solite-la-mamma-ad.html' title='KIWI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3234312441204025048</id><published>2009-03-20T13:13:00.006+01:00</published><updated>2011-08-25T19:11:18.146+02:00</updated><title type='text'>LAMBRUSCO E PISTONI</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.mondodelgusto.it/wp-content/uploads/2008/01/wwwlambrusconet.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.mondodelgusto.it/wp-content/uploads/2008/01/wwwlambrusconet.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 249px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cambiano le stagioni, anche in base alla consistenza del campo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quest'anno ci è arrivato veramente malconcio, alla primavera, il nostro amatissimo e sudatissimo campo. Sabbia, rulli, generose annaffiate... non si può comunque nascondere ciò che è evidente agli occhi ed al tatto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Erba, non ve n'è.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma ci pensa il buon Sergio, a spargere il fertilizzante: quei grumini bianchi che sembrano inoffensivi, e se invece sfreghi la pelle per terra, scopri essere altamente urticanti e fastidiosissimi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il buon Sergio, sigaretta sempre accesa, sempre in bocca, mai tra le dita, impegnate con spago, conetti, badile, motocoltivatore. Il buon Sergio non si dà pace: impreca contro la siccità e contro i tacchetti dei bisonti del campo. Non ha mai giocato a rugby, ma è la persona che passa più tempo sul campo da rugby. Il buon Sergio ormai è vecchio, o almeno, sembra vecchio. Gira su una Cinquecento violetta, tirata come una Ferrari e sempre lucida. Fa un bel contrasto con i suoi abiti da lavoro, logori e perennemente sporchi di terra. Il buon Sergio, quando si gioca, sta defilato da una parte, quasi soffrendo per il fatto che il suo lavoro di una settimana sia vanificato da un'invasione barbarica di qualche ora.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il buon Sergio viene da noi, e ci dice di fare allenamento dietro l'area di meta. Marco si incazza, e lui si giustifica, che sono ordini del Presidente. Marco si rassegna: "Se l'ha detto il Presidente, allora va bene".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il buon Sergio. Non l'ho mai visto dare confidenza a nessuno. Eccetto quella volta, dopo un terzo tempo, che doveva proprio aver esagerato col Lambrusco, perché non riusciva a guidare: l'ha accompagnato a casa il Presidente, guidando l'ambitissima Cinquecento violetta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il buon Sergio, una volta, mi ha dato il suo biglietto da visita: io ho preso il cartoncino bianco tra le mani, curiosa più che altro per scoprire quale titolo si era assegnato questo personaggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E c'era scritto così, oltre al numero di telefono: "Sergio".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3234312441204025048?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3234312441204025048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3234312441204025048' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3234312441204025048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3234312441204025048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/03/lambrusco-e-pistoni-cambiano-le.html' title='LAMBRUSCO E PISTONI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5841236499418805563</id><published>2009-03-11T15:30:00.004+01:00</published><updated>2011-08-25T19:11:55.422+02:00</updated><title type='text'>PUTIZZA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.alberghiera.it/Img/ricette/2072005555030_Putizza.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.alberghiera.it/Img/ricette/2072005555030_Putizza.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 342px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dolce tipico triestino, preparato in particolare per le festività pasquali. Il ripieno è simile a quello del presnitz, e la pasta simile a quella della pinza. Simile anche alla gubana delle Valli del Natisone, per il miele e uva passa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Me ne hanno portate un sacco e una sporta, di putizze, le ragazze di Trieste. E anche birra artigianale, e confettura, e... ussignur. Non riuscitò mai a finire tutto da sola!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La casa era piena di gente in ogni dove. In sala, nelle camere, nel corridoio. I miei vicini devono aver guardato con stupore quel pulmino giallo parcheggiato nel cortile: CUS Trieste..&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Trieste?".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma sappiate, cari vicini, che dovete ancora cominciare ad abituarvi alle stranezze di questa ragazza appena trasferita sugli Appennini.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mattino è stranamente calmo, per essere l'alba di una giornata di gioco. Tazze di latte, cuscini, il sole scintillante che filtra dalle tapparelle. E quest'aria trasparente, lucida di tanti giorni passati di pioggia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prima della partita, però, sale la tensione come sempre.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Passo davanti a tutte quante. E prendo la loro testa tra le mie mani, per sapere se ci sono, se sono lì, se sono con me. Il primo calcio attutisce tutti i rumori fuori dal campo, come sempre. Si sentono le voci delle Foxy. Si sente anche il cuore che batte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' gioia. E' rabbia. E' vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La squadra funziona bene come non mai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vedi l'ovale che viaggia ai lati, e ritorna, con la cadenza di un metronomo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E funziona tutto come deve funzionare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vedo da lontano Ennio, che calcia con furore un pallone contro la rete. Che c'è? Chissà se le bimbe di Trieste sono state bene?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Passano le ore, diluite all'infinito per la mancanza di arbitri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi sorprendo a pensare che non siamo più la squadra simpatica. Prima venivano tutte lì, a ridere, a scherzare. Grandi pacche sulle spalle, come per dire: "Non te la prendere, è un mondo difficile!".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora ci tifano anche contro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Normale. Non rimpiango i tempi della squadra simpatica. E non sono contenta: non mi basta mai.. Alla fine, dopo la finale, stringo le mandibole per non piangere, per il nervoso, di quella meta che ha fatto la differenza. E ancora una volta, la vittoria ci scivola davanti. Sempre più vicina, ma non ancora raggiunta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5841236499418805563?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5841236499418805563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5841236499418805563' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5841236499418805563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5841236499418805563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/03/putizza-dolce-tipico-triestino.html' title='PUTIZZA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-748248619640375779</id><published>2009-02-27T11:41:00.007+01:00</published><updated>2011-08-25T19:13:19.287+02:00</updated><title type='text'>LE PIASTRELLE</title><content type='html'>&lt;a href="http://risorse.dei.polimi.it/mimosa/MIMOSA/mimosa.PNG"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://risorse.dei.polimi.it/mimosa/MIMOSA/mimosa.PNG" style="cursor: hand; display: block; height: 264px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 365px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Le donne come le piastrelle: stanno bene in cucina".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leggevo questo distillato di saggezza su un cassonetto dei rifiuti, stamattina, mentre mi apprestavo a smaltire le bottiglie di vetro. Le donne come le piastrelle. Da calpestare. Da imbrattare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho guardato con molto sospetto l'ondata mediatica che ci ha travolto dedicata alle violenze sessuali sulle donne. Una paura pilotata. Per attizzare l'odio nei confronti dello straniero. Per dare mangime di chiacchiere agli opinionisti da bar. Per creare il "caso" da telegiornale, perché ormai Eluana aveva stufato l'audience.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Me ne sto qui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto il giorno, tutti i giorni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dietro questa scrivania immacolata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con il mio sguardo professionale più riuscito: un misto di competenza, spietata freddezza giuridica, ma anche un tocco di compassione e partecipazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E davanti a me ci sono loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le donne.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le piastrelle.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il loro nemico non è lo straniero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il loro dolore non è lo squarcio di una violenza improvvisa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' un marito. E' un compagno. E' una storia di soprusi quotidiani. Con i figli a fianco, con gli occhi grandi come piattini da caffè, che prendono titubanti le caramelle nella sala d'attesa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma è anche il mio cliente. Quando mi guarda con disprezzo, perché odia dover affidare le proprie vicende alle mani di una donna: percepisco il biasimo, quando dice sì con la testa, ma tanto, nel profondo del suo convincimento, io rimango sempre una piastrella.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra una settimana è la festa della donna.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fioriscono già le mimose nelle vetrine dei negozi. Già da molto tempo non ne vedo più dal vivo, sbuffi rigogliosi di colore dopo il pallore invernale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Passeremo la festa della donna sul campo da gioco, come non potrei sperare di meglio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Molte persone pensano che giocare a rugby, per me, sia uno scimmiottamento di un atteggiamento da uomo. Una innocua rappresaglia, per rivendicare il fatto che non sono una piastrella.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non è così.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gioco a rugby perché non ne posso fare a meno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gioco a rugby perché mi fa sentire bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gioco a rugby. E sono una donna.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E, per una volta, me ne sto anche fuori dalla cucina. :)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-748248619640375779?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/748248619640375779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=748248619640375779' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/748248619640375779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/748248619640375779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/02/le-donne-come-le-piastrelle-stanno-bene.html' title='LE PIASTRELLE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-6049648987387682686</id><published>2009-02-09T18:29:00.009+01:00</published><updated>2011-08-25T19:14:21.049+02:00</updated><title type='text'>CORI CORI, CHE DOPO TE CORI CON QUESTA!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.rugbymatters.net/RFUW/2008-2009/6%20Nations/England%20v%20Italy/England%20W%20v%20Italy%20W/album/slides/RM2_090207-6195_fL.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.rugbymatters.net/RFUW/2008-2009/6%20Nations/England%20v%20Italy/England%20W%20v%20Italy%20W/album/slides/RM2_090207-6195_fL.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 512px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 512px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Anche i piatti più triti possono essere reinventati, con un piccolo espediente.&lt;br /&gt;Per una semplice pasta, invece di spolverare il grana sopra, alla fine, si può farne un cestino. Due o tre manciate di formaggio, su una padella antiaderente. Fuoco discreto, per non bruciacchiare tutto subito. Il formaggio si fonde. Via dal fuoco. Si lascia raffreddare un po' senza che si indurisca del tutto. Il disco di formaggio va passato in una ciotola capiente, e modellato secondo la forma della ciotola; infine, si può far indurire del tutto, e staccare dalla ciotola.&lt;br /&gt;Il cestino è pronto per accogliere la pasta.&lt;br /&gt;Nel caso di specie, avevo da "cestinare" delle fantastiche tagliatelle panna e salmone.&lt;br /&gt;Ma quanto le ho dovute sudare! Un sacco di tempo.. Molto di più di quello che è servito per far indurire il cestino di formaggio.&lt;br /&gt;Sono partita alla mattina, piena di gioia di vivere, belle speranze e il disco di Tom Morello nello stereo.&lt;br /&gt;Avevo voglia di vedere Ennio.&lt;br /&gt;Comincia tutto a girare storto verso Padova.&lt;br /&gt;Mi buttano fuori dall'autostrada senza troppi complimenti.&lt;br /&gt;E come mai?&lt;br /&gt;Tutta l'Italia lo sapeva, meno che me.&lt;br /&gt;L'inaugurazione del passante di Mestre.&lt;br /&gt;Le deviazioni per tornare sulla retta via, a Padova, partivano dall'Ikea, facevano un ampio giro turistico intorno alla città petrarchina, per poi ritornare... all'Ikea. Presa dalla disperazione, giro il volante verso Treviso. In un paesino sulla strada, prima di Mirano, al posto del monumento cittadino c'è un rottame di macchina accartocciata, con sotto questa scritta evocativa: "&lt;em&gt;Cori cori, che dopo te cori con questa!",&lt;/em&gt; e la foto di una carrozzina.. Torno sulla tangenziale di Mestre, per scoprire che devo passare dall'aeroporto e lungo l'Adriatico, per rientrare a San Donà. Ma pork... aspettavo la partita inaugurale del 6 Nazioni con attesa spasmodica.&lt;br /&gt;In Club House, a Udine.&lt;br /&gt;Con amici, birra, casino. Ed Ennio.. Ennio, telefono: "Non è che mi faresti preparare un panino? Mi sa che perdiamo l'inizio della partita"..&lt;br /&gt;Ma mi rincuora pensare che la partita mancata dell'Italia sarà ben compensata da un'accoglienza calorosissima a casa degli Orsi, che aspettano la partita dell'Irlanda con altrettanto fervore patriottico rispetto a quella degli Azzurri.&lt;br /&gt;Sento la cronaca di Rai 1..&lt;br /&gt;"Linea a Twickenham, per il rugby!"&lt;br /&gt;(...)&lt;br /&gt;E' l'inviato della Rai, che probabilmente si sta facendo una birra, e non considera i richiami dallo studio.&lt;br /&gt;Segue il giro completo dei campi di calcio della serie B.&lt;br /&gt;Di nuovo uno sprazzo di partita.&lt;br /&gt;"Ecco Goode che si prepara a piazzare..."&lt;br /&gt;"Scusa se ti interrompo. Ti segnalo un cartellino giallo sul campo del Rimini!".&lt;br /&gt;Comincia a lampeggiare una spia minacciosa sul cruscotto.&lt;br /&gt;Olio.&lt;br /&gt;Digito a Ennio questo messaggio, mai inviato: "Mi lampeggia la spia dell'olio. Speriamo che non sia nulla di grav...".&lt;br /&gt;La macchina si ferma.&lt;br /&gt;Definitivamente.&lt;br /&gt;Come si arrestano le mie speranze di vedere l'Italia, e anche l'Irlanda.&lt;br /&gt;Carro attrezzi. La Pallina rimane a Udine.&lt;br /&gt;Io taglio il traguardo, battendo il record di traversata: Modena-Udine in nove ore esatte.&lt;br /&gt;E mancando la prima giornata del Sei Nazioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-6049648987387682686?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/6049648987387682686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=6049648987387682686' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6049648987387682686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6049648987387682686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/02/anche-i-piatti-piu-semplici-possono.html' title='CORI CORI, CHE DOPO TE CORI CON QUESTA!'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2198561099724387670</id><published>2009-01-14T18:40:00.010+01:00</published><updated>2011-08-25T19:09:54.201+02:00</updated><title type='text'>LA BOUM</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L267xH400/mele-cfc4d.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.agoramagazine.it/agora/local/cache-vignettes/L267xH400/mele-cfc4d.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 267px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scena da un tardo pomeriggio, nel garage di una ragazza del rione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le tapparelle alle finestre sono abbassate, per dare idea di aver lasciato fuori tutto il mondo, in particolare quello degli adulti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le sedie sono spostate ai lati. Gli attrezzi da giardino sono coperti con carta crespa colorata, pazientemente distesa con le dita, alle estremità, per ottenere delle frappe. Uno stereo scalcinato fa girare cassette, ma la musica è considerata relativamente. Riscuotono più successo il tavolo delle torte e le cocacole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io avevo una predilezione per le frittelle di mele.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vanno grattugiate tre mele (due dolci, una più pungente). 3 uova, di cui separare albume e tuorlo (e di nuovo la mia maledizione dell'albume montato a neve.. mannaggia!). Ai tuorli, invece, vanno aggiunti due bicchieri di farina, lievito per dolci, zucchero vanigliato, sale e un bicchiere di latte. Magari anche un po' di cannella. Ora va amalgamato il tutto, con una passata di frullatore. Dopo si aggiunge altro latte, fino ad ottenere un composto denso ma fluente (eh eh eh.. la cucina è fatta anche di equilibrio di contraddizioni). Incorporare i bianchi montati a neve, con un cucchiaio grande di legno e con grazia. Infine vanno aggiunte le mele grattugiate. Scaldare abbondante olio in una padella, e farci gocciolare dentro ampie cucchiaiate di composto, fino ad ottenere frittelle grandi come un "ok" fatto con pollice ed indice. Spolverare con zucchero a velo e servire possibilmente calde.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ok.. Ora sei pronta. Ricorda di pulirti ancora la bocca dai residui di zucchero a velo, che non sta bene. Sono iniziati i lenti. Alcuni sparvieri della pista sono già planati sulle prede, con fare sicuro e sorriso disarmante. Ma la maggior parte dei ragazzi se ne sta ancora in disparte, facendo finta di non aver sentito il segnale inequivocabile, torturando bicchieri plastica ormai vuoti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' tutta la settimana che ci pensi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti sei prioettata il film nella testa, per rassicurarti e per sognare, un milione di volte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora senti le orecchie che vibrano e le guance in fiamme. Chissà se ha notato, i tuoi occhioni che lo seguivano da sotto il mascara maldestramente sparso in grossi calcinacci sopra le ciglia. Probabilmente no. O forse sì, ma il risultato non cambia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti avvicini, camminando con grazia e sospinta dalle pedate delle tue amiche molto discrete.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrivi lì da lui a un palmo, sorridendo, e ancora lui finge di non averti notato, insistendo in una conversazione inesistente con il suo amico del cuore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Balliamo?".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sospira, come se gli costasse uno sforzo immane scostarsi da quella parete e appoggiare al tavolo il bicchiere di cocacola. Ma dentro di sè esulta e salta fino al soffitto.. SI' SI' SIIIIIII'...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allunga le mani sui tuoi fianchi, ma con la parte alta del corpo scosta indietro la testa, tradendo inequivocabilmente che ha paura. Che non sa bene cos'è quel tumulto. Che pare bello, ma che cavolo sta succedendo?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La musica si spegne, per noi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mondo comincia a girare, sotto i nostri piedi. E noi partiamo, in questa terra sconosciuta, tenendoci per mano, più per non perderci, che per stare vicino. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' l'odore di un dopobarba messo senza essersi rasato. E' la civetteria del primo reggiseno. Sono le telefonate interminabili del pomeriggio, per infiocchettare quel ballo con le amiche. Sono i cuori sui diari. E' il poster di Sandy Marton. E' la preghiera che tua madre non ti veda. E' quel modo buffo di tenere la testa sotto il casco, come se pesasse un quintale, svolazzando beato su una Vespa azzurra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so come ci si riesca, ma si sopravvive anche a questo: alla gioia che ti fa esplodere gli occhi, ed al terrore puro subito dopo, quello che ti fa venire il bisogno di stare sdraiata bocconi a terra, sul prato, per respirare l'odore della terra, per tenerti attaccata alla vita senza tutta quella paura.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la vita va avanti lo stesso, nonostante tutta quella paura.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2198561099724387670?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2198561099724387670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2198561099724387670' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2198561099724387670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2198561099724387670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/01/la-boum-scena-da-un-tardo-pomeriggio.html' title='LA BOUM'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1100404134694133604</id><published>2009-01-07T19:15:00.011+01:00</published><updated>2011-08-25T19:14:46.901+02:00</updated><title type='text'>L'ETERNO SPLENDORE DI UNA MEMORIA INCONTAMINATA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.treehugger.com/potatoes.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.treehugger.com/potatoes.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 330px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 468px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora patate? Eh, non l'ho scelto io. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sivvede che era destino, come direbbe il buon Paz. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;24 ore di films, tutti impilati uno sopra l'altro. Per rimettersi in pari con le grandi pellicole mancate. Per ricordarsi le battute migliori. Per sentito dire. Per caso. Perché ci sono delle belle scene di combattimento. Per stare sdraiati e navigare in un piumone grande grande e morbido, e mangiare di continuo. E fregare la legna dal vicino di casa, quando la nostra scorta è finita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Porco cane, rimangono le orme sulla neve! Non lasciamo tracce del misfatto.. Cammina un po' a caso nel cortile. Se no risalgono subito a noi.. E fanno come quel tipo matto, che ha scavato in uno dei suoi tronchetti da bruciare, lo ha imbottito di raudi, ha ricoperto il foro esterno con lo stucco, e ha aspettato. Il giorno dopo, la Polizia ha suonato alla sua porta: "Guardi, è esplosa una stufa nella casa di Tal dei Tali. Lei sa mica niente?". C'erano le impronte dei cerchi della stufa marchiate a fuoco sul soffitto del ladro. E io mi immagino l'espressione indifferente del proprietario della legna: "No, non ne so niente!". Ma una lieve increspatura del lato della bocca, un accenno di sogghigno, per la vendetta compiuta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Io non sono sono un'idea, Joel, ma una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale. Non sono perfetta". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna prendere quattro belle patate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Clementine ci faceva bambole. Le vestiva con cura. La più brutta di tutte si chiamava proprio come lei, Clementine. E lei la sgridava di continuo. "Non essere così brutta! Sii bella!", come se cambiare la bambola avrebbe misteriosamente fatto cambiare anche lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io non vesto le patate. Le lavo con cura. Le spazzolo. Le asciugo. Con uno stuzzicadenti faccio tanti tanti buchini. Poi strofino la buccia con poco sale. Metto in forno già caldo, a 180 gradi, per un'ora. Facciamo in tempo a guardare due terzi di film, e a bere una bottiglia di vino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo la bottiglia di vino, e con lo sguardo sul film che digrada lentamente verso il finale, taglio le patate a metà per il lungo. E ne svuoto l'interno, con un cucchiaio. La polpa va in una terrina, insieme a due salsicce senza pelle, già un po' schiacciate. Un uovo, un po' di formaggio grattugiato. Aglio (non così tanto, disgraziata!) e rosmarino. Sale e pepe. Abbraccio amorevolmente la terrina, e comincio ad amalgamare il tutto, con una forchetta, aggiungendo un po' di panna. Il ripieno arricchito torna dentro le patate scavate, e le patate tornano in forno, per altri dieci minuti, a gratinare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;The End.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi cancelleresti mai?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bah.. Non c'è neanche gusto a guardare i film tristi! Ennio ha già la bocca piena e la faccia beata. Va beh, dai! Guardiamo il film quèlo che se menano..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1100404134694133604?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1100404134694133604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1100404134694133604' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1100404134694133604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1100404134694133604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2009/01/leterno-splendore-di-una-memoria.html' title='L&apos;ETERNO SPLENDORE DI UNA MEMORIA INCONTAMINATA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5365327781481083701</id><published>2008-12-30T11:43:00.006+01:00</published><updated>2011-08-25T19:15:11.304+02:00</updated><title type='text'>PUREA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.buttalapasta.it/img/purea-di-patate.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.buttalapasta.it/img/purea-di-patate.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ho infine preso. Lo schiacciapatate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All'inizio, per la cucina, mi sono procurata le cose fondamentali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, col passare del tempo, e diversi passaggi di carrello al supermercato, sono arrivata a collezionare anche gli strumenti secondari. Anche perché l'ultima purea tentata, per la Principessa e il mio Principe, era pericolosamente grumosa: colpa della tecnica primitiva e grossolana dello "schiaccia-con-la forchetta" (ma anche colpa della cuoca). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il grumo è il nemico numero uno: significa un ingrediente non amalgamato a dovere. Significa poca pazienza, e poca dedizione. Ma ora ho uno schiacciapatate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con le patate uso l'accorgimento dello... &lt;em&gt;shock termico. &lt;/em&gt;Prima di lessarle, si pratica un'incisione superficiale sulla buccia, in orizzontale, come un equatore della patata. Mezzora di ebollizione, con una manciata di sale nell'acqua. E subito dopo una doccia svedese di acqua gelata. Con una certa soddisfazione, potrete prendere le patate per le estremità, e sfilare la buccia, come se fosse un cappuccio di lana tolto dalla testa. Questo espediente, risparmia un tediosissimo lavorio di pelatura, tenendo conto del fatto che le patate hanno la spiacevole abitudine di infilarsi caparbiamente sotto le unghie. Con gran dispendio di tempo ed imprecazioni brutte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed è qui che entra in azione il mio schiacciapatate. A parte ho già scaldato un pentolino con il latte, e le patate passano direttamente dallo schiacciapatate al latte. Nocette di burro, un po' di parmigiano (e se si usa il parmigiano, occhio col sale..) e un pizzico di pepe, una grattugiata di noce moscata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non bisogna frullare le patate per il purè!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si rischia di ottenere una malta compatta di amidi, che si attaccherà alle pareti del palato e dello stomaco, ed impedirà di mangiare qualsiasi altra cosa per un sacco di tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due o tre minuti a fuoco lento, poi mangiare subito, appena la temperatura si sarà abbassata dal livello di ustione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo schiacciapatate. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gianca che mi regala un carro armato giocattolo &lt;em&gt;"... perché è affine alla tua personalità"&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le battute sul dinosauro Wind che calpesta tutto quello che gli si para di fronte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Basta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' ora di smetterla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho intenzione di essere la scusa per le scelte che fanno altre persone. Consapevolmente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avere il coraggio di dare un nome a ciò che succede, non significa affatto essere spietati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna mettere la propria faccia, di fronte alla vita, in prima persona: perché è troppo comodo usare un &lt;em&gt;carro armato&lt;/em&gt; per pararsi dai colpi! Si rischia di ridurre in purea se stessi, invece di difendersi. Ed, in ogni caso, anche il carro armato, dopo un po', si rompe i coglioni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5365327781481083701?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5365327781481083701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5365327781481083701' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5365327781481083701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5365327781481083701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/12/purea-lho-infine-preso.html' title='PUREA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4021136972655904403</id><published>2008-12-15T16:44:00.009+01:00</published><updated>2011-08-25T19:15:49.289+02:00</updated><title type='text'>"T'E PROPIA 'NA ZOCCA!"</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.buttalapasta.it/img/zucca1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.buttalapasta.it/img/zucca1.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 296px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 395px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riflettevo, mentre schiacchiavo la guancia sul freddo del finestrino di un convoglio FF.SS. La zucca, nelle favole, con un colpo di bacchetta magica diventava la carrozza che accompagnava la bella fanciulla dal suo Principe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La carrozza in questione, invece, mi portava lontano, dal Principe dagli occhi azzurri. Aveva il riscaldamento rotto, e i due &lt;em&gt;umarèlls&lt;/em&gt; a fianco sproloquiavano, con evidente fiato vinoso, di quanto fosse duro tirare avanti al giorno d'oggi, con tutti questi stranieri che non pagano luce, acqua e gas, e il Comune ci dà anche l'appartamento, e fanno solo dei figli, che rubano il posto all'asilo ai nostri, e che le badanti prendono troppi soldi, e stanno qui quattro o cinque anni, poi tornano a casa sua, e si comprano la casa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E che la Cagnina (con incomprensibile scarto di argomento, ma evidentemente era tutta roba che stava loro a cuore) è da donne, perché è troppo dolce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche la zucca è dolce. E di solito viene ignorata e bistrattata: sarà che è così difficile da trattare. Dura, e ostica. Con tanto scarto, tra la buccia e i semi. Quando si compra una zucca, ci sono gli esperti battitori, come a comprare le cocomere, o i meloni. Battono la superficie con sapienti colpetti, e sanno già se la zucca è buona o farlocca. Beati loro. Io i colpetti li do per contegno, ma non ci capisco nulla. Dicono che il suono dev'essere sordo. Dicono di guardare il "picòl", il picciolo, che sia ancora morbido, e tutto attaccato alla sommità della cocuzza. Dicono di guardare bene che non ci siano avvallamenti, zone molli, o ammaccature.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'operazione più ingrata è sicuramente quella di mondare la zucca: a parte che non ho una grossa abilità, a maneggiare coltelli, e mi faccio sempre male alle mani. E quei taglietti bruciano da morire, col freddo, con l'acqua. Pazienza: da sempre, tengo da parte i semi, della zucca. Una volta si appoggiavano sul ripiano della stufa, per una grossolana tostatura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La zucca che avanza si può anche congelare, ma va mangiata per forza prima di Carnevale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma quello che mi interessa davvero sono quei dadini arancioni, ottenuti dopo immani sforzi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Padella larga, olio a profusione, cipolla da soffriggere. Un bicchiere d'acqua e uno di vino. E dentro i dadini, da far cuocere fino a che non si sfrappolano ben bene, sotto potenti colpi di forchetta impugnata in orizzontale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da parte, in una padella più piccolina, si fanno cuocere fino a che non diventano croccanti, delle piccole striscioline di pancetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fusilli, che sono la pasta migliore per la zucca, e se ne raccoglie molta e buona, in quelle spire voluttuose. Una volta che la pasta sarà cotta a puntino, si unisce la zucca, una manciata generosa di parmigiano, le striscioline di pancetta, un poco di prezzemolo tritato ed una pizzicata di pepe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buona da morire, questa pasta. E anche semplice, una volta superato lo scoglio della zucca. Dura, e testarda.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E quante volte me lo sono sentito dire, nella mia vita, che sono proprio una zuccona.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanto è vero.. Una zuccona al punto che bastano due mestolate d'acqua, e si scioglie come il burro. Quanto sono lunghi, quei viaggi a ritroso sulla zucca delle FF.SS che porta indietro dal Nord Est.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanto ho pianto. E quanto ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4021136972655904403?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4021136972655904403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4021136972655904403' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4021136972655904403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4021136972655904403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/12/te-propia-na-zocca-riflettevo-mentre.html' title='&quot;T&apos;E PROPIA &apos;NA ZOCCA!&quot;'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-424162211351587427</id><published>2008-11-28T15:07:00.003+01:00</published><updated>2011-08-25T19:18:05.256+02:00</updated><title type='text'>IL MIO ARMADIO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSeIT8vrJ8AnpMNWh7rOIx-DmaVkUxP37ap2AwF975WEW6JKoLz" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" qaa="true" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSeIT8vrJ8AnpMNWh7rOIx-DmaVkUxP37ap2AwF975WEW6JKoLz" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'armadio di Calvanella, in origine, era foderato di un'orribile tappezzeria a fiori, ed era l'armadio nella camera di papà e mamma, nella villetta a schiera di via Torrente Dragone. Poi, per fortuna, gli abbiamo tirato via il rivestimento fiorato ed è diventato il mio armadio, color legno di frassino naturale, nella casa su a Fogliano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In alto a destra, dove adesso ho posizionato le borse, ci stava la "Bacheca Dorata": la raccolta dei miei film preferiti in videocassetta. Bagdad Cafè. All That Jazz. Labyrinth. Assassini Nati. Film Blu. Gli altri non me li ricordo più. Nell'anta grande a sinistra c'era appeso il poster/caricatura dei Tacchini Selvaggi e l'adesivo di Gallo Tattoo, preso quando sono andata a fare il mio tatuaggio. Sempre a destra in alto, invece, la foto (e c'è ancora) di Chris Cornell. Mai tirata via.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come abitudine, l'ultimo cassetto in fondo è per le scarpe. E per prendere le maglie delicate monto in piedi sul terzo cassetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da Fogliano, l'armadio è migrato direttamente a Spezzano, al Borghetto. Non è venuto a Montale, saltando a piedi pari il mio matrimonio. E non è passato per Modena dal Gigante. Mestamente, si è fatto smontare e riportare a Fogliano, da mio padre, per poi rimanere vuoto ed inutile. Solo a contenere qualche coperta di lana che non trovava spazio da nessuna altra parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E, inaspettatamente, l'armadio è stato smontato di nuovo e portato in Calvanella, la casa da dove proviene gran parte della mia famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per lui, dev'essere stato come il risveglio prematuro da un letargo: poveri, i suoi giunti martoriati. Scomposti, riassemblati, senza neppure il tempo di assestarsi ad ogni primavera con sani scricchiolii. L'armadio deve aver pensato, tra sè e sè: "Lara... Che è 'sto posto? Ma quando li hai comprati, questi vestiti che non conosco? La smetti, di farmi fare della strada?? Gli armadi non devono percorrere strade. Non è nella nostra natura. Altrimenti ci avrebbero fatti con le gambe. O ci avrebbero montati con le rotelle sotto. Quindi, per favore, basta...".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Povero armadio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però è così bello vederlo lì, montato e bello farcito col mio campionario di abiti ed accessori. Scusa, Armadio, se ti ho fatto fare tutta questa strada. E non ti preoccupare della storia con il guardaroba Aneboda! E' solo un'infatuazione di una stagione.. Chiediglielo, al guardaroba Aneboda, se gli ho fatto fare tanta strada quanta ne ho fatta fare a te! Al massimo, l'Aneboda può dire di aver fatto da Casalecchio a Calvanella, lo spazio dall'Ikea a casa. Ma te, invece.. te, è tutta la vita che ti porto con me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va beh l'armadio.. E la cucina, invece??? E le ricette???&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sto arrivando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri ho messo su il primo caffè.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fuoco alle polveri: si ricomincia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-424162211351587427?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/424162211351587427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=424162211351587427' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/424162211351587427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/424162211351587427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/11/il-mio-armadio-larmadio-di-calvanella.html' title='IL MIO ARMADIO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5114097971369575343</id><published>2008-11-24T17:20:00.011+01:00</published><updated>2011-08-25T19:18:48.978+02:00</updated><title type='text'>"UNO ZUPPONE FITTO FITTO"</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.recipetips.com/images/recipe/chili_soups_and_stew/ribollita_bean_soup.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.recipetips.com/images/recipe/chili_soups_and_stew/ribollita_bean_soup.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 329px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 288px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;E' il modo migliore che ho trovato per descrivere la ribollita toscana.&lt;br /&gt;E il modo migliore per descrivere un fine settimana da capogiro.&lt;br /&gt;Da dove partiamo?&lt;br /&gt;Venerdì sera &lt;em&gt;gay friendly, &lt;/em&gt;con le bimbe al Frozen di Modena, per assistere con ammirazione (e malcelata invidia per gambe e chiappe) alla danza aggraziata di &lt;a href="http://photos-d.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v563/207/26/1317317548/n1317317548_175171_8431.jpg"&gt;una stangona di due metri&lt;/a&gt; che ha incantato una platea variegata di modenesi, di solito così bacchettoni e inquadrati. In fin dei conti, "sei etero o sei gay, sei etero o sei gay, tu fatti i c***i tuoi che io mi faccio i c***i miei"..&lt;br /&gt;Sabato pomeriggio al Giglio, di Reggio Emilia, per vedere i nostri beniamini cariparmici, che ci hanno fatto un po' penare. Non tanto per la partita.. O non solo. E' stato quel ritardo a farsi vedere alla fine. Quando sono usciti non c'erano che poche centinaia di persone sugli spalti: il pubblico, in realtà, era rimasto per guardare un tramonto memorabile sullo stadio, nel ghiaccio di una folata polare che arrivava direttamente dal profondo nord.&lt;br /&gt;E' stato brutto, perché càpita continuamente di perdere le partite: ma si va, davanti al tifoso intirizzito, triste, con la parrucca variopinta e floscia in testa. E gli si dice, in faccia: "Mi dispiace".&lt;br /&gt;E il tifoso sorride, e si va a prendere una birra con tutti gli altri. Ma è così deludente, ricevere un'indifferenza immeritata, e rimane solo il bel ricordo di un incredibile tramonto violetto.&lt;br /&gt;Poi il ritorno in macchina verso Modena, caotico. Il Calatrava sull'autostrada di Reggio Emilia illuminato in tricolore, non so per la partita di rugby, o se sia sempre così.&lt;br /&gt;Sono un po' lunatica.&lt;br /&gt;Penso ad Ennio, e penso che è il primo fine settimana che non ci si vede da sei mesi a questa parte. Riempio la testa alla Principessa con le mie paranoie, da Reggio fino all'Exalumeria.&lt;br /&gt;E quando entro lo vedo: Ennio è lì. Con una birra davanti. E tutte le Foxy dietro di lui, che ridono come delle matte.&lt;br /&gt;Mi pietrifico sull'ingresso dell'Exalumeria e, dopo un attimo di niente, mi precipito da lui, per vedere se è vero o se mi hanno portato solo una sagoma cartonata di lui.&lt;br /&gt;No, no.. Lui c'è, e sarà con noi anche per la trasferta del giorno dopo, a Livorno.&lt;br /&gt;Terreno pesante, carriolate di sabbia a riempire i buchi del campo, appena prima delle partite.&lt;br /&gt;Le livornesi ci regalano, alla fine della giornata, la loro ribollita. Ancora con le maglie da gioco, mescolano energicamente enormi pignatte piene di minestra, densa calda e fumante: una benedizione, perché quest'aria fredda taglia la pelle.&lt;br /&gt;Una minestra di cuore: ci finiscono dentro un sacco di avanzi.. Tutta la verdura cotta in settimana, viene riunita nel pentolone (basta che ci siano fagioli e cavolo nero: quelle due cose non mancano mai). Per non buttare via niente. Compreso il pane raffermo. Un filo d'olio extravergine a fine cottura, per mantecare, ed impreziosire la frugalità degli altri ingredienti.&lt;br /&gt;E che bene, che fa, scendendo nello stomaco vuoto..&lt;br /&gt;Facciamo una piccola deviazione a Tirrenia, per vedere il mare, e per bagnarci i piedi: di solito, a fine partita, si dovrebbe fare il bagno nel ghiaccio. E infatti la temperatura del mare toscano non si discosta poi di tanto dallo zero..&lt;br /&gt;Le curve della Cisa, per tornare a Modena.&lt;br /&gt;E poi? Vuoi forse lasciare Ennio da solo per il viaggio di ritorno? Macchè: non ci penso neanche. Appena scesa dal furgone della società, riprendo la macchina per scortare nel Nord Est il mio Cavaliere. Beh, almeno ci provo: il ginocchio mi tradisce appena prima della barriera di Mestre. Così Ennio deve farsi spazio nel mini-abitacolo della mia scatoletta a quattro ruote, per terminare il tragitto.&lt;br /&gt;E stamattina mi appresto a riprendere la strada verso casa, ma... ma come?! NEVE???&lt;br /&gt;'Orco cane..&lt;br /&gt;La più grossa nevicata (nel senso di estensione) che io abbia mai visto: da Udine a Bologna. Graziata solo per l'ultimo tratto di strada, quando ormai, per fortuna, potevo riprendere la mia "normale" settimana lavorativa. Una bella ribollita di eventi, nevvero? Ma quanto bene.. quanto bene, fa tutto questo!..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5114097971369575343?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5114097971369575343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5114097971369575343' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5114097971369575343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5114097971369575343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/11/uno-zuppone-fitto-fitto-e-il-modo.html' title='&quot;UNO ZUPPONE FITTO FITTO&quot;'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2033054251547777675</id><published>2008-11-20T17:00:00.006+01:00</published><updated>2011-08-25T19:19:19.870+02:00</updated><title type='text'>ESTASI CULINARIE</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.centrostudi-ancoragenitori.it/images/stories/aglio.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.centrostudi-ancoragenitori.it/images/stories/aglio.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 500px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 375px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho appena finito di leggere il primo romanzo di Muriel Barbery, scritto prima di essere sommersa dalla fama e dalle lodi per L'Eleganza del Riccio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un dramma consumato in tempo reale in un condominio signorile di rue de Grenelle: Monsieur Arthens, il miglior critico gastronomico del mondo, sta morendo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima del trapasso intende ritrovare un sapore provato che non riesce ad individuare tra le migliaia di sollecitazioni alle papille della sua vita. E lo vorrebbe assaggiare di nuovo, prima di morire. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inizia così la galleria dei sapori, un cibo ed una sensazione per ogni fase della vita. Con abbondante contorno delle persone che hanno accompagnato Arthens nella sua vita. Semplici compagni di tavola, o compagni di una vita. Non importa il ruolo. Importano i sapori, e gli odori. Anche il cane ha la sua parte, e la sua nuca che sa di pane appena sfornato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non dirò se, alla fine del libro, sarà o no ritrovato il sapore ultimo e sublime. Non posso neppure essere certa del fatto che esista davvero, il sapore ultimo e sublime.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel che voglio tenere stretta è questa sensazione di... indigestione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abituata a mettere giù "alla buona" le mie ricette e le mie storie, sono rimasta frastornata da questa ridda di aggettivi e sensazioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho preso l'aglio, come segno distintivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché è disprezzato, amato, odiato, celebrato per le sue proprietà medicinali. I cinesi insultavano i coreani chiamandoli proprio così: mangiatori di aglio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tiene lontani i vampiri, le zanzare. Ogni sorta di succhiatore di sangue. E fa bene al sangue, proprio: alla circolazione, al cuore. Ma danneggia il cuore, per allontanare ogni bocca dall'altra al momento del bacio. Olezzo che non si riesce a parare in nessun modo, se non peggiorando la situazione ed evidenziandone la presenza, per contrasto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aglio nella cucina quando fa da mangiare mio padre: che sa fare solo una cosa, in cucina, e tutte le volte la ripete, con consumata consuetudine. E' un sugo per i maccheroni. Nulla più che tre spicchi triturati direttamente sul piano di granito, spappolati con il dorso del coltellaccio (così da far sprigionare bene a modo tutto l'odore possibile). Imbrunitura veloce nell'olio bollente, cascata di pomodorini freschi e una pizzicata di basilico. Stop. E mai non manca di apprezzarne il risultato, alla prima forchettata di pasta. "Mmmmmh, che buono l'aglio!". Sì, buono. Ma già penso ai miei poveri clienti del pomeriggio, e se posso fare affidamento su una buona scorta di Vigorsol nella borsa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarà forse questo il mio sapore primordiale, al momento giusto? Non saprei. Ce ne sono ancora talmente tanti, da scoprire.. O sarà come mi ha ricordato la Pri: che più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2033054251547777675?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2033054251547777675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2033054251547777675' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2033054251547777675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2033054251547777675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/11/estasi-culinarie-ho-appena-finito-di.html' title='ESTASI CULINARIE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-865314384082146684</id><published>2008-11-12T11:45:00.003+01:00</published><updated>2011-08-25T19:12:41.005+02:00</updated><title type='text'>GIUSTO SUL CUORE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tUN6NT0ygm0/SRq1pxc6XjI/AAAAAAAAABg/sWGJJ9o6Mwk/s1600-h/10112008(004).jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267722443417083442" src="http://2.bp.blogspot.com/_tUN6NT0ygm0/SRq1pxc6XjI/AAAAAAAAABg/sWGJJ9o6Mwk/s400/10112008(004).jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;Opera del Maestro orafo "Dalle Palle" (vero..), dalla CH del Valsugana.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-865314384082146684?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/865314384082146684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=865314384082146684' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/865314384082146684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/865314384082146684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/11/giusto-sul-cuore.html' title='GIUSTO SUL CUORE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tUN6NT0ygm0/SRq1pxc6XjI/AAAAAAAAABg/sWGJJ9o6Mwk/s72-c/10112008(004).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2317879194213547001</id><published>2008-10-20T18:11:00.007+02:00</published><updated>2011-08-25T19:10:47.332+02:00</updated><title type='text'>CROSTATA DI MIRTILLI</title><content type='html'>&lt;a href="http://i70.photobucket.com/albums/i83/Annaallegra/crostata.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://i70.photobucket.com/albums/i83/Annaallegra/crostata.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'impatto col terreno è accecante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dolore pulsa dal bacino e si irradia fino al cervello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più forte, sul momento, è il richiamo del campo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi alzo in piedi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ci riesco. Crollo di nuovo a terra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Marco, sostituiscimi!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E cerco di raggiungere il bordo del campo sui gomiti. Niente da fare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Apro gli occhi, ed è una fetta di cielo, tra i visi piegati su di me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è un dottore con la barba sale e pepe, che mi chiede se riesco a muovere le gambe: no, altrimenti sarei riuscita a stare in piedi, e ad uscire dal campo. C'è la Marta, l'Alle che mi accarezza il viso e, chinandosi, mi punta il ginocchio proprio sul centro pulsante del dolore. Urlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ennio, con la faccia sottosopra, perché si è abbassato proprio sopra la mia testa. Mi prende la mano: "Sono qui". Marco, scusa... non aver paura... è solo una botta. Giro la testa: la Cannavaro piange. No, Serenita, non piangere. Io piango, ma è la rabbia per dovervi lasciare qui. Senza di me. Me ne vado, sull'ambulanza. Sento gli applausi delle ragazze, e le Foxy che gridano, solo per me: "CEL'HAICONMEEEEEEEEE?!". Vedo il tetto dell'ambulanza dal di dentro: brutti ricordi, di un incidente tanti anni fa. Tagliano le scarpe, che non si riescono a sfilare. Ho freddo, tanto freddo. La maglia da gioco, ancora addosso, ancora sudata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi posano sul lettino delle radiografie. Il contatto con la superficie gelida e rigida mi fa fare un balzo. Artiglio la spalla del dottore che sta localizzando la botta, e lui smette di premere, intimorito. Un lampo di luce, e subito rientrano i due dottori. Guardano la lastra: "Niente di rotto".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiudo gli occhi, libero un ringraziamento al cielo. Esco sulla barella urlando: "NON E' ROTTOOOOO!!", e subito parte il giro delle telefonate. Non è rotto. Non è rotto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è rotto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stai con me, Ennio. Stanotte, stai con me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho idea di cosa significhi vedere cadere a terra la persona amata. E vedere che non si rialza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non aver paura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è rotto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2317879194213547001?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2317879194213547001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2317879194213547001' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2317879194213547001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2317879194213547001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/10/crostata-di-mirtilli-limpatto-col.html' title='CROSTATA DI MIRTILLI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-177274469066287538</id><published>2008-10-08T19:41:00.005+02:00</published><updated>2011-08-25T19:21:08.314+02:00</updated><title type='text'>"NON PIANGERE CHE PARTO, PREGA PERCHE' TORNO"</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;(Scritto sul portellone posteriore di un camion, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;stamattina, in tangenziale a Modena)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 78%;"&gt;(ci sta anche bene, dopo un post sui congiuntivi)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Hanno demolito la Cantina Pedemontana. Nel mese di ottobre, sulle strade di Spezzano, giravano sia le Ferrari, fresche di fabbrica e da provare sui percorsi della gente comune (e mortale, ci tengo a sottolineare: perché la morte è la prima cosa che ti viene in mente, quando sei lì con la tua Uno45Sting a velocità di crociera, e un bolide sparato a 160 km/h ti accarezza il paraurti sciabolando in velocità, e lo spostamento d'aria ti catapulta sul marciapiedi..), sia le baraccane cariche d'uva che scendevano giù dalla montagna, cariche di uva, in direzione Pedemontana a Sassuolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era bello, perché prima si vendemmiava: ricordo i walkman a cassette, con le compilazioni che mi preparava apposta il postino di Spezzano, Suto, chitarra e voce dei Tacchini Selvaggi. E' stato grazie a lui che ho sentito per la prima volta Sweet Home Alabama. Ed è per sua cagione che rabbrividisco di ribrezzo tutte le volte che ascolto Kid Rock.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certo: l'effetto scenico era notevole.. Suiiiiiitooooomal'bama, sculettando malamente lungo le pendenze dolci delle colline modenesi, tra mia nonna che scuote la testa per questa nipote matta che le è capitata geneticamente chissà da dove, e tutti gli amici reclutati forzatamente per un pomeriggio. Dita viola, vespe che sbucano a tradimento dai grappoli succosi, con grande spavento. E alla fine il giro trionfale sul trattore, che ripaga di tutta la fatica, per arrivare giù alla Pedemontana. Oh, ci si mette una vita, a quella velocità. E ti superano tutte le Uno45Sting, ma anche i motorini, ma anche le biciclette. Fa bene fare a velocità ridotta i percorsi che si fanno tutti i giorni a velocità normale. Si vedono molte più cose. E scopri che sei innamorata della tua terra più di quanto ti saresti aspettata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi sono passata a velocità normale davanti alla Pedemontana.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non una Uno45Sting, ma la mia Pallina Daewoo Matiz.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E non c'era.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho frenato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono tornata indietro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho guardato quel vuoto, dietro ai cartelli del cinema Perla della Veggia (Hancock, ancora).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarà blasfema, ma era l'effetto di quando sono arrivata a Ground Zero.. BUM.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Detriti. E macerie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche su a casa, in Calvanella, c'erano detriti, ma in mezzo ai quei detriti oggi pomeriggio è stato posato il primo tubo che porterà il gas ad alimentare la mia nuova cucina. Ci vorrà un po' di tempo, forse, ma le ricette stanno tornando. E il tempo della vendemmia è passato senza baraccane cariche d'uva. Sweet Home Calvanella.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-177274469066287538?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/177274469066287538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=177274469066287538' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/177274469066287538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/177274469066287538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/10/non-piangere-che-parto-prega-perche.html' title='&quot;NON PIANGERE CHE PARTO, PREGA PERCHE&apos; TORNO&quot;'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5298564216817745890</id><published>2008-09-29T12:45:00.015+02:00</published><updated>2011-08-25T19:21:49.144+02:00</updated><title type='text'>ANCHE GEORGE CLOONEY AFFETTA LE CAROTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/189/472866900_ac7288dd16.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://farm1.static.flickr.com/189/472866900_ac7288dd16.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;... e cominciano a trovarsi in giro volantini preoccupanti, del tipo: "Corsi di cucina solo per uomini". Non per uomini soli (come cantavano i Pooh, nella peggior canzone della storia della musica italiana) ma per soli uomini: senza implicazioni becere del genere sushi-servito-sul-corpo-nudo-di-una-modella-giapponese. Apro il volantino: la prima sera si parla di cioccolato. La seconda di happy hour (sottotitolo: stuzzichini per i tuoi amici). La terza e ultima sera un'esaltante: "La cena a lume di candela - una sorpresa per la tua lei a San Valentino". Dunque, riassumendo: la dieta dell'uomo tipo (secondo il volantino che ho sotto mano) sarebbe a base di dolci e piatti di accompagnamento alle birre, mentre le pentole servirebbero solo per ammorbidire una pollastra prima di zomparle addosso. Molto istruttivo. E George Clooney cosa c'entra? Ho visto Burn After Reading, e uno dei duecentoquarantasei motivi per cui mi è piaciuto è proprio George Clooney che affetta le carote per l'insalata: per quel gusto sopraffino dei Fratelli Coen di ridurre a pezzettini gli eroi perfetti di Hollywood. Brad Pitt ridicolizzato da delle meches criminali, su quel viso baciato dagli dei. Tilda Swinton odiosa fino a tirarti via gli schiaffi dalle mani. Un libro per bambini che parla di un'interrogazione parlamentare interrotta da uno starnuto. Infine: un sublime John Malkovich in vestaglia e accetta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In effetti, ultimamente, ci sono momenti in cui mi sembra di essere catapultata in un film dei Fratelli Coen. Volantini di cucina per soli uomini a parte. Ieri sera, in treno. Vedo un signore con occhialini ed evidente riportino al centro del cranio (tiro ad indovinare: professorino eternamente non di ruolo), che chiosa con una bella ragazza seduta di fronte a lui, sperando di sedurla scoccando l'unica freccia al suo arco: la conversazione forbita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inciampa malauguratamente sopra un congiuntivo infelice, dal quale cerca di liberarsi con visibile imbarazzo: "D'altronde, al giorno d'oggi il congiuntivo non lo usa più nessuno!", ammiccando grossolanamente, ed indicando il giovanotto seduto alla destra della signorina. Capello lungo, mutanda stinta a vista fuori dai pantaloni della tuta, e una partita molto concentrata sul videogioco di un computer portatile. Belloccio, e trasandato. Il giovanotto leva per un istante gli occhioni blu dal videogioco, fissa l'uomo sotto al riportino, e lo inchioda: "Personalmente, cerco di usare il congiuntivo quanto più mi sia possibile". Indovinate a quale dei due passeggeri la bella fanciulla del treno avrà donato il cuore ed il sorriso?.. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5298564216817745890?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5298564216817745890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5298564216817745890' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5298564216817745890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5298564216817745890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/09/anche-george-clooney-affetta-le-carote.html' title='ANCHE GEORGE CLOONEY AFFETTA LE CAROTE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/189/472866900_ac7288dd16_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1441370991287383601</id><published>2008-09-24T10:23:00.011+02:00</published><updated>2011-08-25T19:22:37.133+02:00</updated><title type='text'>IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_a4ETpdi7gyM/Ro-3QqLPrJI/AAAAAAAAAdk/hoAF6t-_XAc/s320/Torta+Saint+Honor%C3%A9+Bign%C3%A8.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://bp2.blogger.com/_a4ETpdi7gyM/Ro-3QqLPrJI/AAAAAAAAAdk/hoAF6t-_XAc/s320/Torta+Saint+Honor%C3%A9+Bign%C3%A8.JPG" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Stai fermo così..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nodo alla cravatta è fissato in maniera approssimativa. Non li so fare, e sbaglio sempre la lunghezza dei due lembi. E il momento più difficile è quando cerco di addomesticare il colletto inamidato e rigido su quel collo poderoso. Collo di pilone. Largo e solido. Stretto dai bottoni, come se fosse in gabbia. Passato il primo momento di rigidità, lo guardo molto soddisfatta. Non so perché i rugbysti abbiano questa naturale grazia innata, che li porti ad indossare così disinvoltamente il vestito elegante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mamma dello sposo scalpita già da ore, al piano di sopra. Si sentono quei piccoli tacchetti che vagano senza posa da un capo all'altro del pavimento, sentra trovare tregua. Molto più posato il padre dello sposo, serafico, sotto quel cappello a larghe tese che non abbandonerà mai, per tutta la giornata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un caffè, per calmare me e la mamma dello sposo. Che tremiamo, con le tazzine a mezz'aria. Ennio mi prende le chiavi della macchina, saggiamente. Non è una buona idea che mi metta a guidare, per andare da Gianca. Li troviamo in giardino, che cercano di tener buoni i cani. Sono bellissimi, e la Cri rotea il mazzetto di rose lanciando bianchi sorrisi da tutte le parti. Impeccabile, in pantalone stretto a sigaretta, color rosa antico, con quell'unico vezzo dei tacchi iperbolici, su cui slanciarsi verso l'infinito ed oltre. Perché stamattina si sposano..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi si sposa, di lunedì mattina?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo i fiorai. E le parrucchiere, appunto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Davanti al municipio si avvicina un tizio curioso, che becca proprio lo sposo, e gli chiede: "Ma c'è un matrimonio, stamattina? E chi si sposa?". Il fratello di Gianca, con moglie fiammeggiante e prole al seguito, arriva in ritardo perché pensava che il matrimonio fosse il lunedì successivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E, per ultima, arriva la fascia tricolore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non respiro per tutta la durata della cerimonia. Un minuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci si mette di più a fare le foto che a sposarsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci rilassiamo solo al momento dell'aperitivo, allungati sulle sedie di vimini, nell'atmosfera da cabò generale per essere lì a sorseggiare spritz e mangiare olive, in abiti da festa, quando di solito saremmo a lavorare (anche piuttosto incazzati, da lunedì mattina).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pranzo, invece, è al pub. Altra sensazione di scambio di ruoli non indifferente. Dove adesso prendiamo posto, per mangiare tortelli verdi e risotto ai funghi, l'ultima volta ci ho visto Gianca suonare. Le foto dei grandi del rock ci guardano benigni le spalle, mentre cominciamo a vuotare le bottiglie di lambrusco. Il nonno novantenne si addormenta poggiando la fronte sul tavolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dispongo le damigelle come per una partita di rugby a sette, per la ricezione del calcio d'inizio. Solo che viene lanciato il bouquet.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E infine arriva "lei". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le torte, quando vanno in paradiso, diventano questa santa torta.. E ci vanno solo se sono molto buone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una torta celestiale. Un coro d'angeli. Una Saint Honoré.. Non avrò mai il coraggio neppure di tentare, una torta simile. Un abbraccio di granella di nocciole, a suggellare le nuvolette di panna, di cioccolato, i bignè di crema.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Domani, Gianca invierà le partecipazioni: "...annunciano con gioia il loro matrimonio, avvenuto ieri 22-09-2008 alle ore 10.45 presso il Municipio del comune di Scandiano (RE) alla presenza di familiari e testimoni".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Noi li lasciamo a casa loro, scaricati con la Pallina lavata per la prima volta, proprio in onore del matrimonio del mio migliore amico, del mio fratello, brilli, per la loro prima siesta di nozze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Serve poi tanto per sposarsi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No. In fin dei conti.. Un tizio con una fascia tricolore chiede: "Oh, ti va bene di stare con lui/lei?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Sì (se no mica venivamo qui, no?! Ti pare?.. ma questo solo pensato)".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Va beh, allora va bene. Siete sposati. E adesso, baciatevi".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;FINE&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fine? Col cavolo. Gianca si è girato verso di me, sulle scale, prima di arrivare dal tizio con la fascia tricolore. Mi sorride: "Facciamo anche questa?". Sorrido a mia volta.. Sì, se no mica venivo qui vestita come una torta Saint Honoré di lunedì mattina, ti pare? Ora comincia di nuovo tutto quanto. Hai ragione, a sposarti di lunedì mattina. E' come se fosse un lunedì mattina nella tua vita: una fase iniziale, appena partita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la cronaca. Il mio pilone ha stoicamente tenuto la cravatta per tutta la giornata. Credo che sia partito solo il primo bottone del colletto (per principio di asfissia), ma solo dopo l'inizio del pranzo. Ci vuole un giusto e meritato riconoscimento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1441370991287383601?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1441370991287383601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1441370991287383601' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1441370991287383601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1441370991287383601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/09/il-matrimonio-del-mio-migliore-amico.html' title='IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_a4ETpdi7gyM/Ro-3QqLPrJI/AAAAAAAAAdk/hoAF6t-_XAc/s72-c/Torta+Saint+Honor%C3%A9+Bign%C3%A8.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3446329569118967331</id><published>2008-08-29T10:23:00.005+02:00</published><updated>2011-08-25T19:24:58.720+02:00</updated><title type='text'>IL PRIMO SORSO DI BIRRA</title><content type='html'>&lt;a href="http://i156.photobucket.com/albums/t15/kissberlypink/rugby.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://i156.photobucket.com/albums/t15/kissberlypink/rugby.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fammi un po' vedere.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rimangono ancora i detriti fossili di terra, agli angoli del borsone, rintanati fin dall'anno scorso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La terra sulla mia fida piazzola: non lavo neanche la macchina, figurarsi se mi metto a pulire la piazzola per i calci! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le scarpe sì, anche se, per scaramanzia, non cambio i laccetti fino a quando non si rompono da soli, anche se sono già in condizioni pietose. Ennio mi ha fatto un gran bel regalo: un sacchetto di tacchetti di ricambio. Molto meglio di un mazzo di fiori, direi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pantaloncini dell'Udine Rugby (è una simpatica tradizione: le fidanzate di un giocatore, in allenamento, usano i pantaloncini della squadra del proprio uomo: Rovigo, Parma, Udine). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Calzettoni lisi in punta e sul tallone. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Maglietta scolorita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nastro adesivo bianco ha raccattato dal fondo della tasca ogni cosa si potesse appiccicare: elastici per capelli, le linguette usate delle lenti a contatto, altro nastro adesivo, già usato e appallottolato. Insomma, un blob informe. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paradenti: nero.. l'ho cambiato, dopo la finale del campionato. Ci ho fatto solo due o tre partite estive e, soprattutto, il raduno bolognese di rugby.it. Nei confronti del paradenti nuovo ho ancora la sensazione di corpo estraneo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Asciugamanone. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Niente asciugacapelli, che è ancora caldo e mi posso permettere il lusso di uscire dagli spogliatoi con i capelli che stillano ancora gocce sulle spalle. Anzi, è una necessità, visto che lo spogliatoio, in questo periodo, somiglia tanto ad una sauna. Sempre con la doccia fredda, però: questa è una costante estiva ed invernale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il bagnoschiuma al mango: che tutte le volte che si apre il tappino, un odore tremendo e dolciastro si spande per tutte le docce, e già le ragazze hanno minacciato più volte di farmelo mangiare, il mio stra*#ç+*!!..tissimo bagnoschiuma al mango. Crema idratante, per lenire il prurito tremendo del mix erba/zanzare/polvere/abrasioni da gioco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiudo la borsa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aspetto anche il primo sorso di birra dopo l'allenamento, che ha un sapore tutto speciale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono pronta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3446329569118967331?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3446329569118967331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3446329569118967331' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3446329569118967331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3446329569118967331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/08/il-primo-sorso-di-birra-fammi-un-po.html' title='IL PRIMO SORSO DI BIRRA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-7633469224609961552</id><published>2008-08-25T18:00:00.018+02:00</published><updated>2011-08-26T12:29:55.911+02:00</updated><title type='text'>ZUGLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.forum-auto.com/uploads/200507/migoul_1120218439_marmotte_de_combat.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.forum-auto.com/uploads/200507/migoul_1120218439_marmotte_de_combat.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando vado in moto, non riesco a tenermi agli appositi manigliotti a fianco del sedile del passeggero. Per la gioia di Ennio, sto proprio attaccata al pilota, a koala sulla schiena. Peso doppio sulle vertebre. E un fastidioso &lt;em&gt;toc-toc-toc &lt;/em&gt;che, ad ogni frenata, fa far cin-cin ai due caschi, con un effetto rimbombante alla testa estremamente fastidioso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Io urlo: &lt;em&gt;"Scusaaaaaaa"&lt;/em&gt;, ad ogni &lt;em&gt;toc&lt;/em&gt;, cercando di superare il frastuono del motore e del vento, mentre lui scuote la testa, sconsolato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi piace andare in moto, perché ho tempo per guardarmi intorno. E, dopo un po', il rumore mi fa partire delle canzoni, in testa, dentro il casco: e le canto tutte benissimo, perché la musica affiora dall'apparente caos, e il sottofondo fa sì che anche le stecche siano graziate. Quanta soddisfazione, a cantare dentro il casco! Come quando si canta sotto la doccia. La moto (e la doccia) rendono giustizia agli stonati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E mentre canto, posso fare un sacco di altra roba: arredare mentalmente la casa nuova, ripassare tutte le (tre) parole in friulano che ho imparato, arrotolarmi il cervello per cercare di ricordarmi come si chiamava l'attrice che faceva Miranda in Sex &amp;amp; The City.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E, tra una sciocchezzuola e l'altra, tornante dopo tornante, ci ritroviamo a 2600 metri, in mezzo alle cime più alte dell'Austria, a fare a palle di neve, o a scaldarci ad una stufa di maiolica, invece di stare su una spiaggia a rosolarci al sole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La discesa dalle montagne è entusiasta e piena di buoni propositi: si parla già di polenta con costaiola di maiale, dopo un buon aperitivo alla Pecora Nera di Tricesimo. Accostiamo la moto, per una cortese telefonata a casa, per avvertire che siamo vivi e siamo rimpatriati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Grave imprudenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo spiazzo è di fronte ad un locale che assomma tutte le caratteristiche più disgraziate per un locale pubblico: si chiama &lt;em&gt;"Ristorante Mexico".&lt;/em&gt; L'ingresso dà direttamente sulla strada pubblica (nel senso: esci piano dalla porta, se non vuoi farti pestare un piede da un camion lanciato a folle corsa verso il confine austriaco), non c'è parcheggio, il centro del paese se ne sta proprio dall'altra parte, oltre il ponte, ben lungi da poter intrappolare qualcuno con l'odore promettente fuoriuscito da un'invitante cucina.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Leggo, con malcelata smorfia di alterigia, le numerose specialità elencate, osservando astutamente che troppe specialità fanno sì che non ci sia, in realtà, nessuna vera specialità (quanta saggezza culinaria! Sto diventando cinica come il peggior Raspelli in circolazione)...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Pizzeria.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Cucina messicana.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Cucina tipica &lt;/em&gt;(vien da chiedersi: tipica di dove, per fare le pugnette?).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Lasagne&lt;/em&gt; (uh?!).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Internet Point&lt;/em&gt; (che con la roba da mangiare c'entra fino a mezzogiorno).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Video Music &lt;/em&gt;(Video Music? Questa sì che è una prelibatezza: dopo anni e anni di strapotere imperante di MTV... MTV, get off the air!).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E infine, aggiunto posteriormente: &lt;em&gt;Solo per oggi, cjalsons. &lt;/em&gt;Ma il cartello recava già parecchi strati di polvere, quindi vien da pensare malignamente che l'&lt;em&gt;oggi &lt;/em&gt;del cartello, in realtà, si ripeta già da parecchi "oggi", come quel Il Giorno della Marmotta con Bill Murray (sarà un caso, ma le marmotte le abbiamo viste davvero, durante la giornata).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riponiamo il telefono, dopo aver assolto i doveri familiari, pregustiamo il pasto ferino con sano appetito acuito dall'aria fina dell'alta montagna, e dal fatto che a mezzodì avevamo ingerito soltanto un misero&lt;em&gt; wurst.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma il buon Dio è dotato di senso dell'umorismo, evidentemente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E se fa ridere, vale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma non l'ho pensata così, nell'immediatezza dei fatti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ennio gira la chiave della moto, e la moto non dà segni di vita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riproviamo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un misero baluginare sul quadro elettrico, poi più nulla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Fusibili", dice lui. E io, già in preda a deliri per la fame, capisco fusilli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma non sono i fusibili. E neanche i fusilli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sapete quella storia che raccontano sulla solidarietà tra motociclisti, per cui se un motociclista si trova in difficoltà sul ciglio della strada, tutti quelli che passano si fermano a soccorrere?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non date mica retta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mica vero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I motociclisti avevano fame anche loro: salutavano, e tiravano dritti, belli belli, verso le loro cene fumanti in tavola.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Noi ci guardiamo: per il furgone della pietà, chiamato a soccorso per caricare noi e la povera moto, serve almeno un'ora di speranzosa attesa. E nel frattempo, che fare? Non si può mica stare lì, sul ciglio della strada, con la pancia vuota!..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'insegna rossa scadente del "Ristorante Mexico" ci guarda, quasi sogghignando beffarda. Invitante, certo, ma anche ambiguamente inquietante. Come l'insegna di un Titti Twister, dopo il tramonto: carico di lusinghe ma, in realtà, infestato dai vampiri.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E sia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lasciamo ogni speranza, prima d'entrare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In realtà, il cartello con le specialità è risultato ingeneroso, rispetto alle attrattive del locale: oltre all'&lt;em&gt;internet point&lt;/em&gt; (un catorcio di computer spento, con uno sgabello davanti), abbiamo anche incontrato due Juke Box (uno alimentato con roba scottante degli anni '60, da Adamo ai Primitives; l'altro con un bel pot pourri di tutto il resto, dagli AC/DC a Shakira), un flipper di Space Jam, varie foto dell'oste con celebrità di dubbia provenienza, un grappolo di campanacci da mucca appesi alla porta d'ingresso per appalesare la nostra entrata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nonostante i campanacci, però, nessuno sembra scosso dal nostro ingresso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Anzi, non c'è proprio nessuno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Saliamo al piano superiore, da dove provengono garrule risate, tonanti bestemmie, e il sottofondo rassicurante di un inizio di partita di calcio dell'Inter... &lt;em&gt;oh,&lt;/em&gt; quanto ci è mancato durante l'estate lo sport narcotico nazionale..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Arriviamo al piano di sopra, interrompendo la conversazione del tavolo, i cui occupanti (la Signora Oste e la sua famiglia) ci guardano palesemente ostili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non sono per niente convinti delle nostre intenzioni serie (di assicurarci un pasto caldo dentro lo stomaco), e credo abbiamo ritenuto più probabile l'ipotesi della rapina a mano armata (coi caschi, magari...).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Signora sonda il terreno nemico: "Siete italiani?".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Sìììììì...". Sorridiamo in stereo, per cercare di rassicurare la tavolata e ristabilire il clima festoso di poc'anzi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Risposta sbagliata: "Beh, allora sappiate che i tedeschi oggi hanno spazzolato tutto, e non c'è rimasto niente da mangiare".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un ristorante senza roba da mangiare? Non male, come inizio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma la Signora però ha in serbo ben altre meraviglie: "Certo, le pizze sono finite, ma se vi accontentate di quello che c'è... Ecco: per esempio, oggi pomeriggio alle due ho fatto le lasagne!".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In trappola, come due novellini.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Risulta facile formulare una semplice considerazione logica (del tipo: ma se il locale a mezzogiorno era invaso da un'orda di crucchi affamati che facevano fuori tutte le pizze del mondo, dove ha trovato la Signora il tempo per preparare delle ottime lasagne, da servire ai clienti che non si aspettava sarebbero arrivati la sera stessa?), ma sul momento ci siamo trovati in trappola, prigionieri della nostra stessa fame. Vada per le lasagne!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che eravamo stati fregati, lo abbiamo capito subito, quando la Signora si è presentata al tavolo dei suoi familiari con una sfornata di pizze messicane: orribili ibridi di pasta, sovrastati da un totem con sombrero nel mezzo del piatto, circondato, come tante piccole offerte votive, da nachos, patate fritte, peperoni, e chissà quali altre incongruenze culinarie.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E arrivavano anche le lasagne.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Condite dalla più grossa bufala che io abbia mai sentito con le mie orecchie.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Signora Oste ci rifila una balla talmente pacchiana che risulta quasi oltraggiosa, come l'erba cipollina infilata nel ragù delle lasagne. Pare che una cliente bolognese, trovatasi nel locale, così contenta, ed anzi, commossa, per la bontà dei &lt;em&gt;cjalsons &lt;/em&gt;assaggiati nel locale, ne abbia ordinato ben 15 teglie (15!!!) da recare con sè al rientro a Bologna. Quale souvenir del posto..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ed anzi (proseguiva l'oste, nel pieno delirio di onnipotenza provocato dal suo stesso racconto), pare che le teglie siano giunte a destinazione, nel bel mezzo del Piano Padano, quasi ANCORA CALDE (ooooooooh, miracolo! S'ode dalla folla rumoreggiante!).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Io ed Ennio affondiamo le forchette impotenti, in quegli strati di pasta insapidi e refrattari al sugo, in quel condimento dal sentore di ketchup, in quella bolgia di unto che, tradimento, riesce solo ad impressionare il palato con un'ustione per la materia fusa al suo interno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Triste è il rientro, non in sella al destriero su due ruote. Ed ancora più triste la nottata, in preda a spasmi per una digestione che non ne vuole sapere di giungere a compimento: altro che lasagne fatte il giorno stesso! Que viva Mexico!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;NOTA DELL'AUTRICE: Visto che il locale era anche un &lt;em&gt;internet point, &lt;/em&gt;non è escluso che qualcuno dei gestori del locale càpiti, in un futuro non tanto remoto, su queste pagine e ne rimanga sentitamente oltraggiato. Bene, mi rivolgo a Lei direttamente, Signora Oste: non se ne abbia a male. Lo abbiamo fatto per dileggio, per irridere la nostra sorte avversa. Non per cattiveria o per ingratitudine, o peggio, per risentimento nei confronti di un prezzo eccessivo per le libagioni assicurateci. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E comunque... quelle lasagne facevano veramente cagare!..&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-7633469224609961552?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/7633469224609961552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=7633469224609961552' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7633469224609961552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7633469224609961552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/08/zuglio-col-bene-che-ti-voglio-quando.html' title='ZUGLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1340417422502273914</id><published>2008-08-19T17:06:00.008+02:00</published><updated>2011-08-26T12:30:40.925+02:00</updated><title type='text'>RATATOUILLE</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://agenda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2008/03/topo.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://agenda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2008/03/topo.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Me ne torno a casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una spesa leggera, sul sedile anteriore della macchina. Che non ha la pretesa di ricostituire le scorte dopo le vacanze, ma che può dare consolazione per la fine delle ferie, e un buon accompagnamento goloso per la visione di Sweeney Todd (segnare tra gli appunti: mai prendere il pasticcio di carne al ristorante.. scrib scrib scrib...).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Tutta mia la città", cantava il mio illustre compaesano Vandelli, e non certo quel bellimbusto con gli occhiali da sole troppo grandi che si permette di scaravoltare &lt;em&gt;in levare&lt;/em&gt; il ritmo di alcune canzoni che stanno benissimo lì dove sono... ma non voglio pensare alle cose che mi fanno arrabbiare, ora. Il ragazzone con la cravatta avrà avuto i suoi buonissimi motivi, per lasciare i Casino Royale, e per fare una camionata di soldi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io ho tre lavatrici di roba da lavare, dopo le vacanze. Devo annaffiare i ficus sotto il portico e devo fare la puntura alla nonna, domani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma per ora, è tutta mia la città. Ancora non fremono i preparativi per la sagra paesana, e tutti se ne stanno rintanati nelle loro tane, aspettando che evapori il caldo accumulato durante il giorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entro in cucina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutta mia la cucina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma c'è qualcosa che non quadra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' un foglietto bianco sul tavolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"Cara Lara,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;tuo padre ha avuto la brillante idea di far saltare la cucina un'ora prima di partire per le vacanze. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dovrai andare avanti a insalate per una settimana.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Baci.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;I tuoi geni(tori)"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una settimana di insalate?&lt;br /&gt;Il foglietto accartocciato descrive una graziosa traiettoria a parabola fuori dalla finestra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho neppure intenzione di scaricare i bagagli, e la spesa ormai inutile e incucinabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dietro-front, e si torna in Friuli, altro che insalate!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;EPILOGO: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E cos'è successo, poi, alla cucina?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un topolino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un minuscolo topolino di campagna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quatto quatto, si è riuscito ad infilare sotto le pesanti assi della pesante cucina in legno massiccio dei miei geni(tori). Ha trovato un bel cavo di suo gradimento, che ha rosicchiato ben bene, tenendolo fermo con le zampine, mentre si dava da fare coi denti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' rimasto lì attaccato, folgorato dal suo ultimo pasto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pessima scelta di ingredienti, per l'ultima cena.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non tutti i topi nascono chef come il simpatico topino di Ratatouille.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Amen.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1340417422502273914?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1340417422502273914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1340417422502273914' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1340417422502273914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1340417422502273914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/08/ratatouille-me-ne-torno-casa.html' title='RATATOUILLE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-7962291459690955588</id><published>2008-08-07T12:49:00.005+02:00</published><updated>2011-08-26T12:44:41.680+02:00</updated><title type='text'>IL DESSERT DEI TARTARI...</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos-d.ak.facebook.com/photos-ak-sf2p/v323/23/49/1333595028/n1333595028_30086187_1445.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://photos-d.ak.facebook.com/photos-ak-sf2p/v323/23/49/1333595028/n1333595028_30086187_1445.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;... si chiama Palacinka.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma, per quanto di pregevole fattura e gradito al palato, non è il piatto protagonista della serata. Ammetto che fa ridere già di per sè, e vale la pena solo per dire: "Cara, dove ti porto a mangiare stasera? Ti va se andiamo all'estero?".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché bisogna andare all'estero, per mangiare la tartara. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Slovenia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Veronica ha i lunghi capelli &lt;em&gt;frisé&lt;/em&gt;, un bellissimo modo di parlare a ondate: onde di parole a getti, velocissime, e pause lunghe come una bassa marea. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per lasciare il tempo, a chi si trova davanti, di recepire il messaggio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per sorridere, con il riflesso malizioso del diamantino sul dente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' grazie a lei se, almeno per una sera, mi sono potuta sentire come la Gregoraci. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Strafiga, intendo: non nel senso che il mio uomo abbia qualcosa a che spartire con Briatore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unica sera in cui avrò indossato dei sandali a tacco alto D&amp;amp;G.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie, Veronica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché la vita è fatta anche di queste cose inaspettate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non i sandali D&amp;amp;G: il fatto che lei se li sia tolti di dosso, una sera, per farli indossare a me.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E vederla allontanarsi a piedi scalzi sull'asfalto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con i lunghi capelli che ondeggiavano sulla schiena. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre io me ne stavo lì, sorpresa, con queste pregevolissime calzature in mano, e i laccetti pendenti come alghe.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi perché è stata lei, a chiedere alla cameriera di poter assistere alla preparazione della tartara.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per di più, millantando che serviva per il mio blog di cucina (!!!).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Già la cameriera mi guardava con sospetto, presagendo che avrei rubato segreti e ricette.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con il piatto sanguigno tra le mani, la cameriera sembrava una versione rossa e nordica di Mrs. Lovett di Sweeney Todd.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lungo il carrello stavano allineate ampolle di metallo, con il becco affusolato come tante piccole lampade di Aladino: anche volendo rubare la ricetta, mai avrei potuto tenere a memoria tutti gli ingredienti. Il segreto dei tartari era ancora salvo, per fortuna loro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Carne cruda, dunque: filetto di vitello, per la precisione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Macinato, ma non spappolato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due uova crude, capperi tritati, senape, limone, sale &amp;amp; pepe, prezzemolo tritato, olio, Worcestershire Sauce e rum.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E una bella tecnica per mescolare il tutto: guardo affascinata, movimenti rapidi, e abilità consumata da centinaia e centinaia di tartare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si mangia così. Nuda e cruda, con burro, su crostini caldi di pane tostato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E così, tra un crostino e l'altro, lei mi dice che se ne va.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche lei.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho come una sorta di dolorosa abitudine, ormai, a sentire questa cosa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sembra la canzone dei Negramaro: "Da me, lo so, si va soltanto via".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stavolta, è più significativo per lui, per il mio friulano del cuore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per me è il senso e la sensazione della separazione, come scrivevo solo pochi mesi fa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' come arrivare in un posto nuovo, e scoprire che la festa è ormai finita, e tutti sono già partiti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rimane nell'aria la sensazione del vissuto, dei ricordi di altre persone.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E l'altra inquietante sensazione di non capire: non capire perché si voglia solo andar via.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-7962291459690955588?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/7962291459690955588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=7962291459690955588' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7962291459690955588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7962291459690955588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/08/il-dessert-dei-tartari.html' title='IL DESSERT DEI TARTARI...'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8465743594380264130</id><published>2008-07-17T10:24:00.009+02:00</published><updated>2011-08-26T12:41:23.230+02:00</updated><title type='text'>SO LONG, AND THANKS FOR ALL THE FISH</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1421/701899109_3d550f3bd9_o.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://farm2.static.flickr.com/1421/701899109_3d550f3bd9_o.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo tzatziki (τζατζίκι) è una salsa usata per lo più come antipasto, o come accompagnamento alla carne degli spiedini "souvlaki". Memorie di innumerevoli viaggi in Grecia, di case bianche di calce sotto un cielo smaltato d'azzurro, di colate nere di vulcano che si placano nelle acque cristalline, di visi rugosi di sole, di polvere, di pomodori e basilico, di musiche ridondanti e contagiose.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E me ne trovo una ciotola qui, nel cuore di Milano. Non uno tzatziki industriale, di quelli che puoi assaggiare in qualsiasi kebeb del mondo.. ma proprio uno tzatziki come si deve, con la menta fresca.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beh, prima della menta, serve lo yoghurt: ma non quello triste e compero, da supermercato. Un bello yoghurt ricco e consistente (fosse di pecora o capra, sarebbe ancora meglio)! E un cetriolo, da sgrattugiare grossolanamente, e da mettere poi ad asciugare in un panno, per togliere più acqua possibile. A parte va frullato l'aglio, in modo da ottenere una purea omogenea. La quantità, di aglio, dipende molto dai gusti: io tendo ad esagerare, perché adoro il friccichio sul palato, al primo boccone di bruschetta affogata nello tzatziki. E non dimentichiamo che è un toccasana, per la salute e la bellezza. Se temete ritorsioni dal punto di vista sociale, nessun problema: basta far mangiare tzatziki anche al bersaglio delle vostre effusioni!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo lasciato lo yoghurt da parte: ora che il cetriolo sarà pronto (dopo circa un'oretta), mescolare yoghurt, cetriolo e purea d'aglio, con una frusta, ed aggiungere, alla fine, un cucchiaio di olio d'oliva ed erbette a piacere. La menta, appunto, ma anche finocchio, cumino, anice, aneto..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Servire con pane tostato, di quello bello poroso, che raccolga lo tzatziki in ogni anfratto, con due ciotole appaiate: in una lo tzatziki, e nell'altra olive nere..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il ristorante si chiama "Tempio d'Oro". Sottotitolo: "tutto fuorché un luogo di culto".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino a due ore prima me ne stavo lì, nel mio ufficio, senza aver idea di cosa fare della serata incombente. E poi ho pensato la cosa più semplice del mondo: avevo voglia di vedere la Robbb.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E due ore dopo ero là.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io che mi perdo anche in casa, e sbaglio a prendere l'uscita in autostrada a Modena Nord.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con quella macchinina ovale che si parcheggia con un calcio piazzato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io che lascio serenamente il frontalino dello stereo insierito, in bella vista, in mezzo ad una marea di spacciatori..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E che sarà mai!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Robbb.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che bello vederla..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sarei mangiata le mani, a farla andare via da Milano senza salutarla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il nostro arrivederci ha il sapore etnico di un piatto di manzo speziato, e dello tzatziki.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E delle chiacchiere leggere di una serata tra amiche con Nero d'Avola.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti vorrei dire bene come sia stato bello trovarti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E di quante cose belle tu abbia portato nella mia vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche se in poco tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma poi penso: perché crucciarsi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo appena cominciato.&lt;br /&gt;Siamo solo all'antipasto: allo tzatziki.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fai buon viaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So long, and thanks for all the fish.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8465743594380264130?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8465743594380264130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8465743594380264130' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8465743594380264130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8465743594380264130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/07/so-long-and-thanks-for-all-fish-lo.html' title='SO LONG, AND THANKS FOR ALL THE FISH'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4463894998256616873</id><published>2008-07-14T19:18:00.006+02:00</published><updated>2011-08-26T12:33:49.958+02:00</updated><title type='text'>KLAATU BARADA NIKT... coff coff coff!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://cf1.imgobject.com/posters/29c/4d5e6ec07b9aa1124300329c/cameriera-bella-presenza-offresi-original.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" qaa="true" src="http://cf1.imgobject.com/posters/29c/4d5e6ec07b9aa1124300329c/cameriera-bella-presenza-offresi-original.jpg" width="221" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sveglio ancora di notte, pensando di aver sentito quel campanello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' il "DLIN!" che faceva la Giuliana dalla cucina, quando aveva finito di preparare un piatto e io lo dovevo servire in uno dei tavoli del Giardino dei Tigli, a San Venanzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il movimento automatico di partire a comando verso la cucina, al suono del campanello, mi si è insidiato in maniera talmente profonda nel cervello, che sobbalzo anche oggi, quando il campanello risuona dall'interno del locale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ero giovane, molto giovane.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ero l'unica cameriera del locale che poteva usufruire di una deroga al rigido codice di abbigliamento: niente camicia bianca/pantalone nero, per me. Anche perché la camicia bianca sarebbe stata un aperto invito alla patacca: purtroppo, la buona manualità nel servire ai tavoli non era certo il mio forte.. mi salvavo con la presenza di spirito e la conversazione. L'unico segno distintivo che mi individuava come "cameriera" era un vezzoso grembiulino coi bordi di uncinetto. Con tasca anteriore per infilare cavatappi e tappi cavati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Giardino dei Tigli si trova in un'ampia curva della strada che porta all'Abetone. Alla domenica a mezzogiorno ci passano più moto che macchine. Ed è bello vedere come i vari motai affrontano l'ampia voluta d'asfalto: con sicurezza, con la perfezione della curva che deriva da un occhio esperto, o con tanti ritocchi alla traiettoria, piccole aggiustature che non sfuggono ai puristi della guida su due ruote.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pare che un filo invisibile leghi il rugby e la moto: una volta passione per pochi devoti. Ora, invece, mira di molti nuovi adepti dell'ultima ora, non sempre ben visti ed accettati dai vecchi lupi dell'asfalto/del campo da gioco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una piccola piega di disprezzo nella bocca, alla vista di un particolare magari insignificante: per i motai è il calzino corto, che lascia scoperta la caviglia, o peggio, la manica corta! Perché il pensiero va subito al calabrone che si schianta sulla pelle nuda, che acquisisce la consistenza di un proiettile, mano a mano che aumentano i chilometri orari. O il pensiero inevitabile di una sfregatina accidentale della pelle sull'asfalto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per i rebbisti è il contrario: l'eccesso di protezione. Quelle imbottiture che fanno tanto spalline dei cantanti negli anni '80. Come se il fatto di non sentire lo schianto delle carni sulle carni, e le carni sulle ossa, mettesse a repentaglio una buona percentuale di godimento o sensibilità di gioco. Io so solo che alla fine di certe partite ho le spalle &lt;em&gt;a pois&lt;/em&gt; per gli ematomi, per le punte apparentemente innocue di queste protezioni. In pratica: l'effetto della protezione è uguale a quello dell'urto puro e semplice. Solo un po' più artificiale: dunque, come giustamente intuito dai vecchi rebbisti, perché mettersele?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrivati al Giardino dei Tigli, vedo subito il tavolo dove il cameriere ci sistemerà a sedere: ce ne sono diversi, di tavoli liberi. Ma ho ancora lo sguardo clinico del cameriere: quello che sorvola la distesa di teste masticanti, ed individua quello più comodo per lui, facile da raggiungere, da sparecchiare, da tenere sotto controllo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diamo un piccolo aiuto incoraggiante al cameriere: tirando il coprimacchia, in modo che non faccia le pieghe appena disteso sulla tavola. Sollevando il numero del tavolo (il n. 84! Ommamma, che domenica difficile...), per facilitare le operazioni di insediamento. Sorridendo, e mostrando di non avere per niente fretta: cosa che è anche vera, tra l'altro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono piccoli gesti, ma ben apprezzati da chi li riceve.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mica come quei cafoni che arrivano dopo di noi, che non hanno prenotato, e pretendono di spadroneggiare mentre intorno infuria la battaglia delle 13.30, quando tutti hanno ordinato e tutti intendono mangiare il prima possibile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ennio sbuffa infastidito: "Non capisco che soddisfazione ci sia a trattare male i camerieri!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli sorrido, colma di gratitudine per la categoria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E lo ripago con una mangiata clamorosa, il florilegio di un menù che conosco alla perfezione, come la tasca del mio grembiule colmo di tappi di sughero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grana con aceto balsamico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tortellini al tartufo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mezzelune saporite con carciofi, ricotta e pecorino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gnocco fritto e salumi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrosticini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il Prà di Bosso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordo nitido di me al tavolo, con taccuino e penna in mano, pronta a ricevere l'ordinazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La coppia ordina il Prà di Bosso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io sorrido di sottecchi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché la maggior parte delle coppie che ordina il Prà di Bosso non lo finisce mai.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soprattutto se lei si affretta a richiedere, dopo la bottiglia di vino, una bottiglia di acqua frizzante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io aspetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Controllo di livello della bottiglia di Prà di Bosso, durante il pasto della coppia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Servo i caffè, e la bottiglia, dopo che hanno pagato il conto, diventa di mia proprietà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti in cucina lo sanno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Le bottiglie di Prà di Bosso sono della Lara".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine della serata, quando i piedi hanno la temperatura e la consistenza delle salsicce alla griglia, per i chilometri percorsi tra i tavoli, mi siedo al tavolo, vicino alla porta della cucina: tutti i residui delle bottiglie di Prà di Bosso sono diventate la caraffa del MIO pasto serale, il premio meritato del guerriero che sopravvive alla battaglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E stavolta, però, in questa bella domenica di luglio, sulle colline modenesi, la bottiglia è intera, e mi dispiace per la cameriera di turno: ma dalla tavola mia e di Ennio non tornerà indietro un residuo di lambrusco. Sarà per un altro tavolo..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4463894998256616873?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4463894998256616873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4463894998256616873' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4463894998256616873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4463894998256616873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/07/klaatu-barada-nikt.html' title='KLAATU BARADA NIKT... coff coff coff!'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8704751754664898861</id><published>2008-07-07T19:01:00.005+02:00</published><updated>2011-08-26T12:42:25.783+02:00</updated><title type='text'>CASA</title><content type='html'>&lt;a href="http://img503.imageshack.us/img503/8167/vajontlz4.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://img503.imageshack.us/img503/8167/vajontlz4.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A scuola ti insegnano la differenza tra "home" e "house".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In italiano, la differenza linguistica non c'è. Ma si sa; inconsapevolmente, ma si sa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' la differenza tra un tagliere annerito dalle passate di mezzaluna e un ripiano lindo e pinto dell'Ikea. E' la differenza tra il movimento particolare che devi far fare ad un cassetto, se no non si apre, e i cassetti ben separati con le posate da pesce, da olive e da fondue bourguignonne.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La poltrona di casa è coperta da un telo, ultimo baluardo umano ad una tracimanza di pelo di cane. Wales controlla il territorio. Ma la vera regina è lei.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La prima volta si è messa un po' di trucco: una matita per occhi azzurra, a sottolineare ulteriormente il colore cristallino delle iridi. Ora ha abbassato un po' le difese, ed apre le porte del cuore, oltre che quelle della cucina. E' una cucina di quelle che ti rimangono impresse per tante cose. Non è un odore particolare. Non è il particolare "rustico". E' tutto l'insieme: anni di barattoli, che mano a mano sono diventati inamovibili, pur se usurati. Come il coperchio slabbrato del contenitore dello zucchero. Come il colore sbiadito dalle innumerevoli forchettate della terrina dell'insalata, da cui si pesca abbondantemente tutti insieme, senza passare dal piatto. Come i cucchiai di legno consumati in punta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I tovaglioli sono quelli di stoffa: nessuno più usa tovaglioli di stoffa. E invece sono lì, con i fiorelloni fuori moda e la stoffa ruvida. E la bottiglia di vino con il tappo richiudibile, che si riempie una volta ogni qualche giorno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una donna in una casa di uomini.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una donna amatissima.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una donna che richiama le sue amiche a prendere il caffè pomeridiano in una moka capiente, e sono chiacchiere fitte fitte, delle figlie delle amiche che si sposano, delle cose che succedono al paese, delle notizie che arrivano fin da Trieste.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una donna che, alla fine della giornata, si concede un sonno leggero sulla poltrona, aspettando che tutti rientrino a casa. Mi commuovo un poco, vedendo gli abbracci dei figli a questa donna.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E vedendo come si preoccupa che tutti abbiano abbastanza da mangiare, o che siano soddisfatti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una omelette col marsala, spalmata di nutella.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un'altro cannellone, con ripieno di formaggio e prosciutto. O preferisci quelli con gli spinaci, e il gorgonzola? E le patate fritte.. badate bene di mangiarle calde, che son più buone. Ve le friggo man mano, d'accordo? E lo vuoi un po' di pomo, per finire? Anzi, non lo chiede neanche: pela il pomo, toglie il torsolo, e lo taglia a spicchi, allungandolo già pronto da mangiare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Me ne sto buona buona, un po' silenziosa, per non disturbare questa atmosfera così quotidiana: anche solo aprire bocca, è come spezzare un ritmo, perché la mia parlata è troppo differente. Perché il mio accento invadente non turbi troppo queste consuetudini.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Già questa tavola è un balsamo, per me.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che di case ne ho cambiate così tante, e che non mi sento in casa in nessun posto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Guardo con speranza alle pareti nude su in Calvanella: la mia prossima casa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La conosco già, ogni parete, ogni piastrella, ogni scorcio dalle finestre.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ricordi di infanzia, ed un'atmosfera familiare tanto simile a quella della tavola di qui sopra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' passato molto tempo, e tocca a me ricostruire tutto quanto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E una buona cucina da usurare credo che sia già un ottimo punto di partenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8704751754664898861?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8704751754664898861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8704751754664898861' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8704751754664898861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8704751754664898861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/07/casa-scuola-ti-insegnano-la-differenza.html' title='CASA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-6249810588283609340</id><published>2008-06-30T16:22:00.007+02:00</published><updated>2011-08-26T12:40:47.280+02:00</updated><title type='text'>FRICO</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.kucinare.it/public/users/Kami/Frico.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.kucinare.it/public/users/Kami/Frico.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho cominciato ad amare questa terra per diversi ottimi motivi..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per Ennio, indubbiamente. Per il suo carattere mite ed irremovibile, dolce e granitico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il verde delle foreste che precipita direttamente nel mare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la musica medievale intonata in testa, passeggiando per le strade di Cividale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il prosciutto di San Daniele.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché in ogni bar, quando ordini un caffè, ti guardano e ti chiedono, dopo una piccola esitazione: "Liscio?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ancora: perché possiedo l'unico paio di occhi scuri nel gruppo dove sto chiacchierando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il latte che fa la schiuma.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché si salutano dicendo "Mandi!", sia quando si incontrano sia quando si allontanano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il cartello fuori dal ristorante: "Attenzione: locale frequentato da rugbisti".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché l'unità di misura minima, per il vino, è il "taglio", dentro appositi bicchieri da osteria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E per il Frico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricetta che è una scusa per agglomerare i residui degli innumerevoli formaggi che girano tra queste tavole, provenienti dalle malghe. Anche di differente stagionatura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il formaggio va tagliato a dadini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le patate si pelano e si cuociono in acqua bollente senza arrivare a completa lessatura, anzi: direi meno della metà, di cottura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo bisogna tagliarle a fettine molto sottili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In padella (antiaderente) si scioglie un po' di burro, per appassire una mezza cipolla insieme a sale e pepe (poco sale, soprattutto se ci sono a disposizione dei bei formaggi sostenuti e saporosi). E si uniscono le patate, finendo la cottura e schiacciando ben bene il tutto con una forchetta. In ultimo, i dadini di formaggio. L'abilità della cuoca, in questo caso, sarà quella di eliminare mano a mano l'eccesso di grasso traspirato dal formaggio e, soprattutto, individuare il momento esatto in cui il formaggio, sotto, avrà formato una sottile crosticina, per girare il disco senza arrivare a ustione completa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il "Frico" è (apparentemente) semplice, e buono da impazzire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E paradossalmente, dopo un fine settimana di mangiate clamorose, le padrone di casa hanno avuto anche l'idea di chiedermi di organizzare una serata per piegare i tortellini: per insegnare alle "frutis" friulane la nobile e antica arte della pasta sfoglia e dell'"Ombelico di Venere"!..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fa ridere, quindi vale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-6249810588283609340?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/6249810588283609340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=6249810588283609340' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6249810588283609340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6249810588283609340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/06/frico-ho-cominciato-ad-amare-questa.html' title='FRICO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2866267894332210391</id><published>2008-06-26T18:24:00.008+02:00</published><updated>2011-08-26T12:43:00.843+02:00</updated><title type='text'>DOLCEZZA</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2021/2400334297_5fb4517005.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://farm3.static.flickr.com/2021/2400334297_5fb4517005.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è un paese meraviglioso dove la Focaccina è una ragazza dolcissima, con gli occhi da cerbiatta ed il placcaggio che spezza le gambe. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci si arriva a fatica, in questo paese, soprattutto se tutte le persone a cui domandi ti danno una strada diversa da percorrere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va a finire che siamo sempre, immancabilmente in ritardo.. e dico sempre, ma in realtà io e il mio Friulano stiamo insieme da poco. Ma ci prendiamo già amabilmente per i fondelli, quindi vale!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine, la salvezza ha le sembianze di una Panda rossa, che ci guida sulla retta via. In questo paese meraviglioso, dove ci sono 40° all'ombra, sul campo da gioco le pozzanghere si fanno apposta, con grandi mastellate d'acqua riversate a bella posta, come un tranello, come una palude in mezzo al deserto. E perché poi? Boh... ma non ha tanta importanza: l'importante è che qualcuno ci finisca dentro, e ci sia rivoltato per bene, come una bella cotoletta, impanata di fango denso e verdastro, di quello che non viene via neanche col flessibile!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I personaggi di questo paese meraviglioso sono già tutti lì, e salutano festosamente l'arrivo della Pallina carica dell'impianto, chi con un rutto, chi con una cordiale grattata di panza, chi continuando a fare quello che faceva prima: per lo più, niente..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Studio la fauna locale: la maggior parte non li conosco. O meglio: li conosco, ma non so chi siano. Magari ci parliamo tutti i giorni, ma ci dobbiamo presentare, con tanto di stretta di mano ufficiale. Beh, la stretta di mano si trasforma in un abbraccio, il più delle volte: "Ciao sono Orso(romano)!", "Ciao sono Parabrezza!", "Ciao sono Cookie!"... E uno gli vien da dire: ma che nomi c'hanno, questi qui? Sono il popolo di rugby.it. Che ogni anno si raccoglie in questo paese meraviglioso, che non è proprio Bologna: potrebbe essere una bolla separata dalla terra. Potrebbe essere su un altro pianeta. E un altro posto così non c'è.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unico a cui non ho bisogno di chiedere il nome è Radagast: perché lo riconosco per emanazione di autorevolezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi ci sono gli amici ritrovati. Mai come ora sono felice che siano tutti qui, e tutti insieme: la Robbb, l'Aliena, gli Orsi (udinesi), lo Zio Muggs, Billie, VecchioUbo (con cui avevamo messaggiato poco prima, e con cui avevamo coniato il termine "Migrazione dei Somari", vecchio gruppo beat degli anni '60), Esse, la Lucy. E le mie Foxies, Lucio, Marchigno, anche loro messi in mezzo senza tanti complimenti al frullatore di Bologna 2008. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre sono impegnata nelle presentazioni, che proprio presentazioni non sono, mi arrivano tre birre, una fetta di soppressa, un gelato, mi giro un attimo e l'impianto da disc jockey è miracolosamente già montato. Hai visto come funziona, qui il sostegno?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le note risuonano, sul campo. E arriva questo personaggio uscito dalla matita di Walt Disney, che suona la chitarra e i baffi. E quest'altro che prende a testate la cassa, quando parte Baba O'Riley. E itsonlirochenrolbatailaichit! E una coppia meravigliosa di neo-sposini. E una coppia altrettanto meravigliosa di sposini, ma già anniversariati, che mi dispensano saggezza sui rapporti a distanza. E un papà che mi chiede se ho un pezzo dello Zecchino D'Oro per il suo pupo. E una versione più sbaraccona, emigrata in Germania, di Alessandro Bergonzoni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La partita c'è stata. E non è stata neanche uno scherzo, anzi.. pareva infinita, in questo caldo pazzesco. Ma dura e leggera contemporaneamente. Fianco a fianco, una leggenda del rugby italiano, ragazze belle cariche, giocatori in erba, giocatori d'esperienza (va là... risparmiamo pietosamente le virgolette), giocatori solo per un giorno all'anno. Bambini a bordo campo, con le mamme che improvvisano cambi volanti (di pannolino). Cambi di giocatori che sono mancati, invece, perché chi deve sostituire si è andato a prendere una birra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cala il sole su questo paese meraviglioso. Mentre i guerrieri alzano le forchette ed i calici. Una partita dell'Italia contro i Campioni del Mondo, vista in differita (eh, al pomeriggio, la precedenza l'aveva la NOSTRA partita: l'eterna disfida tra il bene ed il male, tra i Bianchi ed i Neri, giorno e notte, uomo e donna, Harp o Guinness, Traminer o Nero d'Avola) e sentita dall'impianto da disc jockey, l'ultimo giro di cocktail servito dal mio vice dj, per farsi perdonare del volume allucinante tenuto durante il suo turno in consolle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Brindiamo alla vita. Brindiamo alla gnocca, ma per favore: abbiate pietà del mio Capitano, che mostra una curiosa forma di intolleranza e un grande attaccamento alle tradizioni (visto che il suo malessere annuale pare essere una delle poche certezza di questo paese meraviglioso!).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si leva il sole del secondo giorno, per i reduci che ancora non hanno raggiunto i loro paesi d'origine: e, chiaramente, la coppia friulo-emiliana deve essere richiamata all'ordine con colpo di clacson, per poter assistere agli ultimi saluti.. Siate indulgenti, nei confronti dell'entusiasmo di un giovane amore! Proud to be Furlane Inside..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(è un post un po' settario: me ne rendo conto.. comprensibile solo ai presenti! Chiedo venia agli altri lettori, anche per la mancanza di ricette: ma stavolta, la cuoca non ero io... ed è una fortuna che ci siano stati altri cuochi: dio li benedica!)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LEONARD BERNSTEIN!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2866267894332210391?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2866267894332210391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2866267894332210391' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2866267894332210391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2866267894332210391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/06/dolcezza-c-un-paese-meraviglioso-dove.html' title='DOLCEZZA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2021/2400334297_5fb4517005_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3867524948414140688</id><published>2008-06-23T12:07:00.006+02:00</published><updated>2011-08-26T12:44:07.871+02:00</updated><title type='text'>CREMA FRITTA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ars-alimentaria.it/imgProdotto/66420.pd.thumbnail.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.ars-alimentaria.it/imgProdotto/66420.pd.thumbnail.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ricorda: il segreto sta nelle proporzioni, che se ti sbagli, o ci vengono i grumi o non viene buona!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gioia e delizia, semplice e immancabile. La crema di latte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una bella terrina capiente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quattro cucchiai di farina, quattro cucchiai di zucchero. Comincia subito a mescolare zucchero e farina, per scongiurare il pericolo-grumi fin dall'inizio. Un uovo. E mescola ancora, in mezzo al vulcanetto fatto con la farina e lo zucchero, fino a che l'uovo sarà denso denso e non più mescolabile. E ora ci va il latte, piano piano, sempre in mezzo al vulcanetto. Fino a che il composto non è bello omogeneo e vellutato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi si cuoce, a fuoco bassissimo. Mentre la Lara lecca la terrina con le dita. Ma questo non fa parte della ricetta, confesso. Anzi, invece di leccare la terrina con le dita, dovrei stare attenta a non far attaccare la crema al pentolino, che mi càpita un po' troppo spesso per essere una brava cuoca.. Cos'altro? Ah, bisogna mescolare sempre nello stesso verso. Non so perché: non sono abituata a mettere in discussione quello che mi dice mia nonna in cucina. Si fa così, e basta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando la crema è bella addensata, e comincia a fare gli occhietti della bollitura, si lascia lì sul fuoco per altri tre minuti, e si spiatta in un contenitore di porcellana, facendo uno strato di circa tre centimetri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' necessario resistere alla tentazione di mangiare la crema calda, perché ha un forte potere... ehm... va beh, ci siamo capiti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando la crema si è raffreddata, la si taglia a dadini, e i dadini si passano nella farina, nell'uovo e nel pan grattato. Poi si friggono, allegramente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La crema fritta è una parte fondamentale del "fritto all'emiliana" (non date retta ai millantatori che lo chiamano "fritto alla bolognese", perché è basso campanilismo, del tutto immotivato), che si accompagna benissimo alla carne, i bolliti in particolare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si accompagna benissimo anche ad una bella serata bolognese prima dell'annuale raduno di rugby.it.. ma questa è un'altra storia ed, ora come ora, proprio non mi vengono le parole per raccontarla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci vorrà qualche giorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con un altro piatto d'accompagnamento..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3867524948414140688?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3867524948414140688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3867524948414140688' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3867524948414140688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3867524948414140688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/06/crema-fritta-ricorda-il-segreto-sta.html' title='CREMA FRITTA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1504050522709787587</id><published>2008-06-16T10:04:00.010+02:00</published><updated>2011-08-26T12:39:43.216+02:00</updated><title type='text'>NON SARA' MICA UN PROBLEMA?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.pizzatour.it/images/bussola_junior800x600.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.pizzatour.it/images/bussola_junior800x600.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il miglior risveglio di sempre..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sei lì, in pace con la vita, l'universo e tutto quanto, presa solo dalla meraviglia per la fortuna sfacciata che hai avuto, a capitare con una persona così incredibilmente giusta per te, la perfezione in una tenda piantata a mille anni luce dalla terra. E non importa se intorno ci sono persone che parlano, ridono, schiamazzano, "Chiamate i Carabinieri!", e la Cannavaro con le caraffe di vino, e gli inglesi, i Monaci (nel senso di Monaco di Baviera), e bevilabevilabevila-tuttad'unfià!, e il freddo di una metà giugno molto anomala, e questa pioggia che non smette di scendere incessantemente... "Lara...", sottovoce, dopo un volo lontano lontano, e un addormentarsi dolce come un letargo tra le braccia più amate del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mattina si insinua lentamente nel bozzolo caldo di questo miracolo appena nato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E come si dice: la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo messo il telefono silenzioso, perché nulla turbasse i nostri sogni, ma sul telefono rimaneva la traccia di innumerevoli chiamate, già a partire dalle due di notte. Agghiacciante.. Mi metto in contatto con l'ultimo numero della lista, a caso. Non so neppure chi fosse: un vicino di casa, il papà, Luca... Non me lo ricordo, ecchissenefrega.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Durante la notte, l'innocuo torrente Fossa (un rigagnolo, un rio piccolo piccolo, a cui non è stato neppure la parvenza di un nome serio) si è preso la sua rivincita: durante la notte ha sfondato l'argine di contenimento ed ha inondato di fango mezzo Spezzano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo mezzo Spezzano è compreso anche il mio studio, sommerso da una colata marrone alta due palmi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cerco di mettere a fuoco la situazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da una parte ho:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- il mio uomo sdraiato (che mi guarda allarmato da sopra il cuscino, e non capisce, ma vede solo il terrore nei miei occhi!).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- le mie bimbe, la squadra, che durante la mattinata dovranno affrontare, per la prima volta sulla sabbia, avversari conosciuti (la Benetton, le Fighters..) e straniere sconosciute (una squadra di vitelle scozzesi incontrate il pomeriggio prima, nella quale io sarei stata la nanerottola del gruppo).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- un fine settimana sul mare di Bibione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- il fratello del mio uomo, che viene apposta dall'altra parte del mondo per potermi conoscere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- festa sulla spiaggia, ettolitri di Spritz e birra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dall'altra parte, invece, ho:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- tutto il lavoro di quattro anni di onesta libera professione sotto due palmi di fango.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Formulo nel cervello la più brutta imprecazione che riesco a mettere insieme dopo trent'anni di esperienza: mi sento come Benigni in "Berlinguer, ti voglio bene", mentre torna a casa dopo che gli hanno detto che la sua mamma era morta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ennio mi lascia una sua maglietta come portafortuna. Raccolgo borsone e carabattole dalla tenda, raccomando le bimbe alla Jennifer e ad Alex, giro la macchina e punto verso il piano padano inondato di fango, per fare 300 chilometri alla velocità della luce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima reazione, entrata nel cuore del disastro dello studio, è razionale e consapevole: mi siedo su una poltrona della sala d'aspetto, e piango.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi mi tiro via le scarpe, lego i capelli a coda di cavallo, e comincio a spalare chili e chili di fango.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sui muri, sui fascicoli, sulle prese di corrente, sul computer portatile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il fango si è insinuato in ogni interstizio, e già comincia ad indurursi. Non finisce mai. E più se ne toglie, più esce da ogni dove.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quattro ore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quattro ore di lavoro matto e disperato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mi torno a sedere sulla poltrona di prima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il campo di battaglia è sgombero, le pratiche sono stese sui fili come biancheria dopo un bucato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' presto per fare la conta dei danni. E il cielo non accenna a schiarire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lavo via il fango dalle mani, da sotto le unghie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giro la macchina dall'altra parte, e mi accingo a fare a ritroso di nuovo quei 300 chilometri: c'è un uomo che mi aspetta (e anche suo fratello) e ci sono delle partite da giocare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi attacco al telefono per sentire la cronaca della giornata: le Foxies cedono il passo alle Red Panthers, alle Fighters ed alle inglesi.. Coraggio, bimbe: sto arrivando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entro nell'arena del beach rugby di corsa. Mi spoglio davanti a duecento rugbysti che ululano, ma non me ne frega niente: ho una maglia da indossare e un paradenti nero in una tasca della minigonna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giochiamo l'ultima partita della giornata contro l'Asti. Che bello essere qui, in cerchio, con le mie bimbe, ancora trafelata per la corsa dal parcheggio, ed Ennio che cerca di raccogliere la mia roba che ho sparpagliato lungo il tragitto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sento come il fiume che è straripato a Spezzano: tutta la rabbia raccolta dalla mattina, insieme a tutte le sbadilate di fango, si riversano in questa ultima partita della giornata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E gli argini cedono: quattro mete.. Inarrestabile. Mi tolgo anche la soddisfazione di volare in tuffo oltre la linea di meta, ed atterrare in paradiso di pancia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La serata è placida, dopo la tempesta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ennio mi raccoglie dal casino della discoteca, e mi porta sull'ultimo lettino della spiaggia prima delle onde, a guardare la luna. Gli echi dei battiti danzerecci arrivano attutiti, e di nuovo ci godiamo il piacere di ritrovarci da soli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi porto a casa anche questa trovata, così semplice e geniale: il disco di pasta della pizza è riempito con mozzarella, funghi e ricotta. Lo si arrotola come un giornale, avendo cura di sigillare i bordi onde evitare fuoriuscite indesiderate di fang... pardon, ripieno. Infornata come una pizza, a cottura ultimata la si adagia su un lettino di rucola, ricoprendo con una copertina di prosciutto crudo. Molto estiva e sfiziosa. Tenendo conto anche del rilevante fatto che ce la mangiamo in compagnia delle rondini: hanno nidificato sotto il tendone del ristorante, ci svolazzano sulle teste, e si appoggiano sulle pale spente dei ventilatori, per curiosare quello che abbiamo nel piatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il resto è storia: le Foxies conquistano il loro primo podio, con il terzo posto assoluto della tappa di beach rugby, mettendo a segno anche una vittoria gloriosa contro la squadra scozzese, nella finale per il terzo e quarto posto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli ultimi 300 chilometri per tornare a casa sono fatti ad inerzia: braccia intorpidite e sabbia nelle orecchie. Testa lasciata a Bibione, negli occhi azzurri di un uomo di rugby che mi ha preso il cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1504050522709787587?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1504050522709787587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1504050522709787587' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1504050522709787587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1504050522709787587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/06/non-sara-mica-un-problema-il-miglior.html' title='NON SARA&apos; MICA UN PROBLEMA?'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3560971039401636220</id><published>2008-06-12T09:30:00.008+02:00</published><updated>2011-08-26T12:45:25.746+02:00</updated><title type='text'>SEPARARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.fotosearch.it/bthumb/isp/isp159/ispc059053.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/isp/isp159/ispc059053.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sono mai riuscita a separare bene l'albume e il tuorlo dell'uovo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo confesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per lo zabaione, in cui è importantissimo che non trapeli neppure un po' di bianco. Perché si sente, nonostante lo zucchero tenda a coprire un po' il misfatto: sbattere il tutto furiosamente, fino a che la spuma gialla schiarisca, non serve quasi a nulla. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il marchio della vergogna della cuoca rimarrà indelebile alle papille.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Separare le altre persone è facile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arriva in studio una piccola donna che tortura nervosamente la tracolla della borsa. Una piccola donna che si è pettinata con cura, prima di venire dall'avvocato. Una piccola donna che non sa dove cominciare: come si fa a parlare ad una perfetta estranea del dolore di un matrimonio finito?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E con il passare dei minuti, la tracolla della borsa è attorcigliata come un serpente. L'imbarazzo trascolora in rabbia trattenuta per troppo tempo. La piccola donna vorrebbe essere davanti al suo futuro ex marito per dirgliene (o dargliene) quattro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le separazioni, invece, diventano più problematiche quanto più vicino arrivano a toccarci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri sera il trillo del telefono mi fa fare la conoscenza con il figlio del mio ex marito: una foto, fuori fuoco, e tra le braccia di quell'uomo c'è un uomo piccolissimo, con gli occhi chiusi, tutto infagottato nel suo corpo nuovo nuovo, con cui dovrà fare conoscenza e con cui dovrà vivere tutta una vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il corpo dell'uomo grande sembra la custodia del corpo piccolo piccolo. Vengono uno dall'altro, come tuorlo e albume. E un giorno si separeranno, quando quelle gambe riusciranno a camminare lontano da sole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cancello la foto sul telefono, consapevole di quanto la mia separazione sia diventata veramente siderale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per quanto dolorosa appaia sul momento, la separazione generalmente è un bene: guai alle persone che dovrebbero essere unite, e invece sono separate senza saperlo. Pur vivendo nella stessa tana, pur dormendo tra le stesse lenzuola. E mi vien da abbracciare questa ragazza solare e bellissima, ferita nei propri sentimenti da un uomo che l'ha illusa, e non la merita. Non la conosco, non so la sua storia. Ma l'ho bersagliata di uno dei miei slanci istintivi di affetto, e credo di non aver lasciato cadere un bel gesto nel vuoto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E c'è quest'altra separazione, con cui ho a che fare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una separazione fisica, non voluta. Una lontananza di luoghi che, in alcuni momenti, diventa dolorosa, per la voglia di una persona. Di averla vicino, di toccarla, di sapere che non è tutto un sogno, ma che sta succedendo davvero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanto poco basta per essere felici! Quanto poco basta per insinuare un dubbio o una paura! Quando gli occhi non si specchiano a vicenda, e bisogna interpretare, immaginare, ipotizzare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una separazione tutta tesa al prossimo ritrovarsi. Una separazione che non è una separazione: è una sospensione accidentale della fusione tra due vite.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3560971039401636220?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3560971039401636220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3560971039401636220' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3560971039401636220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3560971039401636220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/06/separare-non-sono-mai-riuscita-separare.html' title='SEPARARE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-7564765918693046007</id><published>2008-06-09T16:51:00.016+02:00</published><updated>2011-08-26T12:40:09.312+02:00</updated><title type='text'>GNOCCO STRAPPATO</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.coquinaria.it/archivio/cucina/img_ricette/gnocco.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.coquinaria.it/archivio/cucina/img_ricette/gnocco.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In buon italiano si dovrebbe dire LO gnocco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma se qualcuno dice LO gnocco, e non il gnocco, vuol dire che quel qualcuno non è modenese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il gnocco fritto è il pasto dei contadini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si alzavano molto presto, un tempo. Alle quattro di mattina, per governare il bestiame e per il lavoro sui campi, con le pendenze clementi dell'Appennino Modenese. L'erba dei prati ancora madida di guazza notturna, o le rade sterpi cristallizzate di ghiaccio scintillante. Scarponi sformati. Lunghe falci da ripassare con una pietra riposta nella cintura, per essere affilate. Cappelli di paglia da cui scendeva copioso un sudore acre di fatica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla mattina alle sette, quando il sole cominciava a scaldare la terra, già erano trascorse dure ore di lavoro: quelle più produttive, perché graziate dal caldo, dagli insetti e dall'umidità feroce che sale dalla pianura padana. Era allora che si faceva colazione: ceste di gnocco fritto, portate dalle donne. La pasta del gnocco viene tirata con il mattarello, in larghi lenzuoli di sfoglia. Tagliata a rombi con una rondella frastagliata, che lascia il bordo del lembo a zig zag. Tuffati i pezzi di gnocco nell'olio bollente, o nello strutto, si gonfiano come palloncini, e vanno girati rapidamente, con un cucchiaione di legno, perché in un intervallo molto breve il gnocco si può bruciare. Bello il momento in cui la pasta esplode in tutta la sua pienezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buono il gnocco caldo dopo. Con i salumi. O con la marmellata di amarene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora il gnocco non si mangia più nei campi. Ma i pochi bar di Modena che alla mattina friggono gnocco e lo servono caldo per colazione sono sempre stipati di gente in fila, pronti a prendere l'ultimo pezzo di gnocco ancora bollente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi piace osservare il viso di chi mangia gnocco per la prima volta, venendo fuori da Modena.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il viso in questione, poi, mi era particolarmente caro. E mi sono saziata di riflesso del gusto con cui pescava a piene mani nei ciccioli, nel lardo, nel salame morbido e profumato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pioggia battente, in stazione a Bologna. Ho con me un ombrello largo, che possa tenere tutti e due coperti. Scende per ultimo dal treno, proprio dal portello in cui mi ero fermata per aspettarlo, con la maglia degli Springboks e gli occhi luminosi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nell'attimo in cui mi lancio verso di lui per abbracciarlo e baciarlo, un mariuolo ne approfitta per fregare l'ombrello: c'è sempre qualcuno disposto ad approfittarsi della felicità altrui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma chi se ne frega: a questo punto posso anche permettermi di passare tutti i semafori di Bologna col rosso. Sono felice, sono un fiume di parole in piena, mentre l'emozione appanna dal di dentro i vetri della macchina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho un vestito carino. Ho i tacchi alti. Volevo essere bellissima per lui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il tempo va un po' a farsi benedire. Si ripete quella stortura, già avvertita fin dalle prime volte in cui stavamo insieme, per cui molte ore si condensano in cinque minuti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Domenica ho ricevuto un ulteriore regalo della vita, l'ultimo in ordine di tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'emozione unica di giocare una partita insieme con il mio uomo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre le altre ragazze il loro uomo lo avevano di fronte (era lo scontro interno tutto formiginese tra le Foxy Ladies e la Serie C maschile), pilone contro pilona, mediano contro mediana, io lo avevo al mio fianco. Con il batticuore tutte le volte che andava ad impattare. Con la percezione fisica della sua rabbia tutte le volte che gli avversari impattavano me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine della partita ci siamo ritrovati distesi sull'erba, a bordo campo. Io gli bagnavo i polsi e le tempie con acqua fresca. Senza parlare. Io tutta scarmigliata e rossa in viso. Lui in un bagno di sudore. Ma me lo sentivo troppo nostro, quel momento. Siamo andati insieme verso gli spogliatoi, ed era mezzo un abbraccio e mezzo un allacciamento di ingaggio, non si capiva tanto bene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando il treno è ripartito, la sera stessa, verso il profondo nord, sono rimasta sul binario a guardare l'ultimo vagone sparire alla mia vista. Tanto belli i treni quando arrivano, tanto brutti quando si allontanano. Banale? Forse. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho abbassato la visiera del cappellino del Galles, mi sono messa le mani in tasca e sono andata a rifugiarmi nell'abbraccio rassicurante dell'Olga.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-7564765918693046007?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/7564765918693046007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=7564765918693046007' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7564765918693046007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7564765918693046007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/06/gnocco-strappato-in-buon-italiano-si.html' title='GNOCCO STRAPPATO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8992715288519294799</id><published>2008-06-03T16:45:00.005+02:00</published><updated>2011-08-26T12:46:16.479+02:00</updated><title type='text'>PANE TOSTATO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/Imma/toast.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/Imma/toast.JPG" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un anno di emozioni nuove, che arrivano come regali meravigliosi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie a tutte le mie sorelline, e a tutte le sorelle delle altre squadre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ce ne sono tante, di immagini da portare nel cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mi dimenticherò sicuramente qualcosa, perché non ho ancora fatto in tempo a far depositare tutto quello che è successo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le Pantere Rosse al gran completo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Giorgia e la Tilde.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Lina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Annalisa e le sue stampelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Principessa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rama.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Lucy e Ubo, meravigliosi tifosi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutte le vicentine, e la gara a chi urla più forte. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E Mauro, che ci ha strizzati come un panino con un abbraccione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Argos con le mutande rosse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Olga e il suo richiamo durante la corsa folle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mia mamma che mi aspetta sulla linea di meta, urlando perché io corra più forte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E Stefano, e la Ninni, e la gioia che mi date.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il pallone che vola in mezzo ai pali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Serenella con il tutù e la parrucca rosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il cuore pieno come non mi succedeva da un sacco di tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La doccia più lunga dell'anno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ciao, Lara".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si spalancano gli universi, con le rivelazioni più semplici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come l'odore di una pelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8992715288519294799?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8992715288519294799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8992715288519294799' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8992715288519294799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8992715288519294799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/06/pane-tostato-un-anno-di-emozioni-nuove.html' title='PANE TOSTATO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-7952677913264583209</id><published>2008-05-26T10:02:00.012+02:00</published><updated>2011-08-26T12:47:31.086+02:00</updated><title type='text'>TRENETTE AL SUGO DI BASILICO, POMODORINI, NOCI (E FANGO)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lacuocadellaportaaccanto.com/img/spaghipom.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.lacuocadellaportaaccanto.com/img/spaghipom.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando le persone che mi fanno l'onore di essere mie amiche, ma che vengono da lontano, si trovano a transitare nei paraggi, le conduco in gita nel posto più strano che io abbia vicino a casa. Che non è sicuramente il museo Ferrari (tzè!), bensì le Salse di Nirano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è ancora il momento della ricetta: le salse in questione non sono commestibili, ma hanno molti altri effetti collaterali positivi. Trattasi di fenomeni vulcanici per cui... com'è, come non è... il metano esce dalla pancia della pianura padana, e si tira dietro un fango acido che corrode ogni forma vegetale nei dintorni. Raccontata così, non sembra molto attraente: e invece, sotto la luna placida, si vedono dei crateri alti un paio di metri, che borbottano allegramente metano a intervalli irregolari.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Paesaggio molto particolare, non certo di questo pianeta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che sarebbe meglio visitare di giorno, lo so: ma vuoi mettere l'effetto di queste candide piramidi naturali che si stagliano contro il cielo stellato?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi il fango delle Salse di Nirano ha molti effetti positivi: lascia la pelle morbidissima, e non bisogna sottovalutare l'importanza di una pelle morbida sulle mani al momento giusto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' vero che al sabato mattina bisogna alzarsi presto per spazzolare via il fango secco dai vestiti (i quali certo non traggono alcun beneficio dal trattamento termale!), ma ne vale comunque la pena.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andiamo a raccogliere i viandanti lungo la strada, per raggiungere il punto di partenza ufficiale della gita, a Bologna: c'è l'Olga, con sguardo bellicoso già alla mattina presto, gli occhi determinati di un John Belushi che dice: "Sono in missione per conto di Dio!". C'è la Robbb, debitamente rinfrancata dal trattamento-benessere dell'Azienda Agricola Mammi (Tigelle-Fango-Notte al freddo, e dove min***a sono le coperte di lana?). C'è Ubo, che si presenta all'appello con sgargiante maglia Arlecchino e borsa medica da cui spunta un salame ed il collo di una bottiglia di Malvasia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi c'è la Lara: ligia alle istruzioni ricevute dal comitato delle Fashion Consultants, indossa vezzose ballerine, jeans attillati, maglia gnocca e tutti gli accessori come si deve... orecchinicollanaanelli, goccia di profumo al muschio bianco, capello stirato e lucidalabbra alla fragola. Un'arma di seduzione di massa, praticamente.&lt;/div&gt;La Robbb sceglie la colonna ufficiale del viaggio, che sarà "O brother, where art thou?" fino alla domenica sera.&lt;br /&gt;I bolognesi ci riservano un'accoglienza tiepida, all'inizio, per una naturale forma di timidezza superata con difficoltà dopo i primi trenta secondi. Anzi, avremmo avuto modo di rimpiangere, in seguito, questo breve intervallo di riservatezza.&lt;br /&gt;La sosta all'autogrill è stata un'apparecchiata (sì, sì, proprio coi tavoli) di torte salate, gnocco ingrassato alla pancetta, provola affumicata e salumeria assortita, con gran giramento di bottiglie di vino. L'unica che cercava di mantenere una parvenza di ordine era la Lucy, nella veste ufficiale di accompagnatore della squadra (accompagnatore, non accompagnatrice, mi raccomando: che tutte le parole con cotanto suffisso conducono inesorabilmente a battutacce becere!): "Dai, ragazzi... fate a modo, che tra un'ora giocate!".&lt;br /&gt;Qualcuno assentiva, compunto, continuando a masticare.&lt;br /&gt;Il comitato di benvenuto a Udine era costituito da una meravigliosa Paola, che ha fatto in modo che ci arrivasse una birra in mano appena dopo il primo saluto. E anche il grande brò Muggs, che ormai vedo più spesso di mia madre.&lt;br /&gt;L'Orso era già in campo, e non stava più nella pelle (d'Orso) per la voglia di giocare.&lt;br /&gt;I bolognesi si dileguavano negli spogliatoi, per riemergere con tenute impeccabili (numeri intorno al 65 e al 70, con una spiccata preferenza per il 69.. lettere U, P.. boh.. va' a capisc'). Nelle altre squadre militavano old bellissimi, come un sontuoso Gandalf il grigio, con ginocchiera, che non ha esitato nel prosieguo ad esporre il torace alla pioggia battente, con i fili argentei del petto e della barba che scintillavano stillando acqua e sudore.&lt;br /&gt;O il nostro Capitano, senza numero, come per dire: "Che bisogno c'è, del numero? Soun mè!".&lt;br /&gt;O l'ala che ha scivolato lungo la linea del campo con l'abilità di un Francescato, e dopo aver giocato tutta la difesa avversaria, subiva il tradimento del fiato: finendo la benzina, a 5 metri dalla linea di meta, e fermandosi. Affranto come un Dorando Pietri alla fine della maratona..&lt;br /&gt;Riconosco una nuca da lontano, e vado in agitazione.&lt;br /&gt;Sarà un pomeriggio così, di sguardi che si collegano a distanza e sorrisi.&lt;br /&gt;La pioggia comincia a battere sui gradoni, inesorabile. Le mie ballerine fanno "squeak squeak" ad ogni passo, e il pensiero vola alle mie Fashion Consultant, con un anatema: di avere le vesciche ai piedi ad ogni paio nuovo di scarpe, da qui all'eternità.&lt;br /&gt;Il terzo tempo regala un po' di clemenza metereologica. Ne approfitto per cambiarmi ballerine/maglietta gnocca con un'accoppiata più congeniale alla sottoscritta: Airwalk/maglietta "Ma ce l'hai con me?". Ora va meglio.&lt;br /&gt;Vado subito a rompere le scatole al gruppo musicale, perché mi facciano cantare Roxanne dei Police. Ma tanto il gruppo è subito subissato dai cori dei bolognesi, molto più potenti e molesti, che tengono bene la scena con i pezzi forti del repertorio, dalla Fèra ed San Lazèr, alla Gigiàza.&lt;br /&gt;E la Lara dov'è?&lt;br /&gt;Con un aiuto provvidenziale, ed una spinta per i pantaloni degna da terza linea centro, la Lara è volata via, per un tempo che potevano essere cinque minuti, e invece era di più.&lt;br /&gt;Un colpo di clacson della corriera, a risvegliarsi dal sogno, e gli applausi scroscianti con i cori da stadio per il rientro trionfale alla realtà.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;Ben venga la penombra ondeggiante della corriera; meno graditi gli orrendi peti alla cipolla di un autore sconosciuto, rimasto anonimo per tutto il tragitto.&lt;br /&gt;La carovana arriva a Langhirano nel pieno della nottata, con le ultime energie residue, e forse senza neanche quelle. La mia buona notte alla Robbb rimane sospesa nel buio, con una frase scandita da una pausa di circa otto ore.&lt;br /&gt;Il giorno dopo tocca a me.&lt;br /&gt;Non si possono lasciare sei persone affamate intorno a una tavola!&lt;br /&gt;Tagliare la cipolla non troppo finemente, perché dovrà raccogliere e trattenere l'aroma del basilico. Soffritto con olio, sale e pepe. Pomodorini ciliegini tagliati in quattro, a cui vanno tolti tutti i semi e la polpa. Una scottata nel soffritto, prima di aggiungere latte e basilico. E' qui che il basilico (tagliato in striscioline, con le forbici) comincia a rilasciare aroma, ed è il momento migliore per aggiungere le noci, pestate ben benino. In ultimo la polpa di pomodoro, che va fatta cuocere fino a che non diventerà un po' scura. Nel frattempo, le trenette dovrebbero essere già cotte a puntino.&lt;br /&gt;Sul piatto, prima di servire, una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano.&lt;br /&gt;E per continuare, cotolettone ed insalata, e le fragole con la malvasia, preparate da Ubo.&lt;br /&gt;Si parla meglio, con la pancia piena.&lt;br /&gt;Anche di questa terra schietta, in cui vale la pena trascorrere la vita: in quale altro posto al mondo esistono le "smaggiate" (il 1° maggio si ruba tutto ciò che si trova all'esterno delle case, trattori, carretti, macchine, e si porta nella piazza cittadina: così, i legittimi proprietari sono costretti ad andarsi a riprendere la roba, tutti insieme. E' una lodevole iniziativa che favorisce l'aggregazione sociale..)? O in quale altro posto si ribattezzano affettuosamente i monumenti con nomi appropriati come "L'Inculèè", "La Bùness'ma", "I Dùù Brazèè"?..&lt;br /&gt;Dove altro si potrebbe andare, per cercare di essere felici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-7952677913264583209?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/7952677913264583209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=7952677913264583209' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7952677913264583209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/7952677913264583209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/05/trenette-al-sugo-di-basilico-pomodorini.html' title='TRENETTE AL SUGO DI BASILICO, POMODORINI, NOCI (E FANGO)'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1722418418087567417</id><published>2008-05-22T10:22:00.004+02:00</published><updated>2011-08-26T12:48:21.298+02:00</updated><title type='text'>DIO FECE IL CIBO, IL DIAVOLO FECE I CUOCHI</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.morasha.it/cucina/kasher_immagini/carote.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.morasha.it/cucina/kasher_immagini/carote.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div align="left"&gt;Bene...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Ci tengo che lo sappiate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Stamattina alle ore 09.33 e 44 secondi ho ripetuto le analisi dei trigliceridi nel sangue.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;I valori di riferimento sono tra 30 e 180 mg/dL.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Dopo un clamoroso picco dell'inizio di maggio, dovuto probabilmente ad una scorpacciata di salsiccia, che aveva portato i valori a 612 mg/dL (sì... una cosa da matti!), le analisi, stamattina, hanno dato il seguente responso:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;70 mg/dL&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Lo sapevo, che il cibo non poteva tradirmi!&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;O meglio, lo speravo..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Ringrazio di cuore tutte le carote che ho mangiato in queste settimane, e gli infusi di tarassaco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Ma ora sono in debito di un brindisi con ciascuno di voi. E ho intenzione di onorare le mie obbligazioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1722418418087567417?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1722418418087567417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1722418418087567417' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1722418418087567417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1722418418087567417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/05/bene.html' title='DIO FECE IL CIBO, IL DIAVOLO FECE I CUOCHI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5999443936838984315</id><published>2008-05-20T12:00:00.004+02:00</published><updated>2011-08-26T12:38:32.047+02:00</updated><title type='text'>BUON APPETITO!</title><content type='html'>&lt;a href="http://conme.files.wordpress.com/2007/08/cibo-1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://conme.files.wordpress.com/2007/08/cibo-1.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Si dice che l'appetito vien mangiando; in realtà, viene a star digiuni.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5999443936838984315?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5999443936838984315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5999443936838984315' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5999443936838984315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5999443936838984315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/05/si-dice-che-lappetito-vien-mangiando-in.html' title='BUON APPETITO!'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4333290670417962103</id><published>2008-05-19T10:27:00.004+02:00</published><updated>2011-08-26T12:50:35.840+02:00</updated><title type='text'>SOTTRAZIONE</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.granda.net/Portals/0/pioggia%203.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" qaa="true" src="http://www.granda.net/Portals/0/pioggia%203.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri ho visto una partita di rugby. Ma non l'ho vista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stavo sotto la tribuna, con l'impianto da proteggere dall'acqua che pioveva da ogni dove, e la mia visuale era la schiera di tacchi e talloni degli spettatori che stavano seduti sopra la mia testa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un primo momento, ero molto contrariata per questo confino forzoso (a parte il fatto che guardavo con estrema preoccupazione l'avanzata delle macchie di umido che insidiavano i miei pargoli: dischi, lettori e mixer.. ero organizzata come in un campo profughi, con ampi ombrelli a coprire il copribile, sacchi di spazzatura sulle casse e ciabatte volanti con i fili scoperti che minacciavano seriamente la mia esistenza terrena), ma dopo qualche accidente appropriato rivolto alla mala sorte, mi sono adattata mio malgrado..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non vedevo la partita in campo, ma ne sentivo il riflesso attraverso i movimenti nervosi di quei talloni, e gli "Arbitro mona!" che eravo urlati più con disappunto che con cattiveria, ondate di entusiasmo che terminavano o con un esplosione, o si infrangevano con un fragoroso "Nooooo!" contro un muro di delusione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sapevo dove si trovasse l'ovale, o in quale parte del campo si svolgesse l'azione. Ma, a seconda dei cori, degli incitamenti, dei commenti generali, si riusciva a ricostruire l'azione a grandi linee. E, a un cenno di mano convenuto con l'esterno, ad ogni meta dei ragazzi facevo risuonare in tutto lo stadio l'inizio di Song 2 dei Blur.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sottrazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non usare alcuni sensi per arrivare ad avere la percezione di un evento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fermi al semaforo, vedere una coppia che discute, nella macchina di fronte: non si scorgono neanche i movimenti labiali, ma dalle mani, dalla concitazione, capire la dinamica del dialogo, e fare un sacco di congetture per indovinare l'oggetto del contendere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nonna faceva il caffè alzando continuamente il coperchio della caffettiera, come se non si fidasse della presenza del caffè, o per controllare "se era uscito tutto"! Ma come, nonna?.. La mia caffettiera è di quelle minuscole, va bene solo per un caffè e mezzo. La lavo con devozione, usando una spazzola da lavello apposta. Senza detergenti di nessun tipo. La asciugo, sbattendo più volte il filtro contro uno strofinaccio. Acqua. Due cucchiaini di caffè. Pressati con il dorso del cucchiaino, tutte le volte alla stessa maniera. Fuoco al minimo. E la sottrazione dov'è?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sottrazione è il profumo di caffè che si propaga nella stanza. E il borbottio della moka. Non alzo mai il coperchio. Spengo il gas a colpo sicuro. So che il caffè è lì, e so che faccio il caffè anche per avere nella casa quell'odore che aleggia, confortante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ieri sera, invece, non ho sentito una sottrazione, quanto piuttosto.. uno spostamento inatteso di punto di vista. Me ne stavo lì ad aspettare di smontare l'ultimo sostegno delle casse, per poter portare via l'impianto, ed è successo, inaspettato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho visto un'altra persona comportarsi esattamente come me. Mi sono vista allo specchio, ma era un'altra persona. Uno sfogo di rabbia incredibilmente violento, che si è abbattuto su una terza persona colpevole solo di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato. E' stata una sensazione così strana, che ne sono rimasta allibita: al momento di andare via, il furore era ancora vivo, appena trattenuto dal fatto che erano presenti degli estranei. Ma l'ho percepito distintamente e bruciante, come una scottatura, al momento di poggiare la guancia sulla guancia per il bacio di saluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutte le volte che esplodo di rabbia, tutte le volte che mi saltano le valvole di contenimento, ho il sentore che le mie reazioni siano perfettamente adeguate. E di sicuro non è così. Mi è bastato vedere il viso del bersaglio dello scatto d'ira: apparentemente imperturbabile, fermo.. ma io credo che non sarei voluta entrare in quella casa, in quel momento, per tutto l'oro del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4333290670417962103?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4333290670417962103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4333290670417962103' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4333290670417962103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4333290670417962103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/05/sottrazione-ieri-ho-visto-una-partita.html' title='SOTTRAZIONE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5946455782290046846</id><published>2008-05-12T11:00:00.009+02:00</published><updated>2011-08-26T12:51:37.831+02:00</updated><title type='text'>MAMMA MIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://img456.imageshack.us/img456/3013/mandorlefarcnu7.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://img456.imageshack.us/img456/3013/mandorlefarcnu7.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;Mia mamma non sa fare da mangiare.&lt;br /&gt;Beh, ha tante altre qualità, ci mancherebbe! Sa disegnare perfette riproduzioni dei quadri di Klimt, si incatena agli alberi a scopo dimostrativo per impedire che siano tagliati, si occupa dei caprioli (no, non per la polenta, intendo), di politica, delle orchidee selvatiche e ama la musica di Demis Rousseau, delle Orme, di Lucio Dalla e di Guccini.&lt;br /&gt;Ma non sa fare da mangiare.&lt;br /&gt;La vera &lt;em&gt;rezdòra&lt;/em&gt; di casa era la nonna, che raccoglieva al desco ogni giorno i figli lavoratori, i rispettivi consorti, lo stuolo di nipoti, il marito, naturalmente, e viandanti e ospiti occasionali.&lt;br /&gt;Praticamente, un'osteria, aperta ad ogni ora del giorno. La tavola perennemente apparecchiata. Un bel contrasto con la credenza di casa nostra, vuota in maniera desolante..&lt;br /&gt;Col passare degli anni, la credenza ha cominciato a popolarsi: dapprima ingredienti casuali, presi più per impulso momentaneo, che per vera necessità. Patate americane (quelle lunghe lunghe e dolci, da fare al forno, che mio padre difendeva con le unghie e coi denti da ogni assalto familiare avversario), cocomera (questa era affar mio, lo ammetto..), uova e radicchi di campo (da condire con aglio e un fiume di aceto balsamico: una ricetta che aveva anche il pregio di allontanare le zanzare tigre!), semi di zucca e pistacchi (mio fratello ha sempre nutrito un'insana passione per questi stuzzichini da scimmia.. bah!).&lt;br /&gt;Poi, inaspettatamente, mia mamma ha cominciato a fare da mangiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri mattina la giornata è cominciata molto presto. Tè caldo, fette biscottate e marmellata di lamponi, con lo stomaco serrato dall'imminienza della partita. E cioccolato, non tanto per dare benzina alle gambe, quanto per la consolazione momentanea.&lt;br /&gt;Viaggio in pulmino con la testa che vuole dormire, ma ciondola per ogni dove, a causa della mancanza di supporto. Sedile duro. Sguardi persi sui Colli Euganei. Orecchie immerse nei suoni delle cuffiette, per la concentrazione, per isolarsi dalle tensioni altrui e concentrarsi sui propri pensieri.&lt;br /&gt;Il campo di Thiene, duro e polveroso. Sole in fronte, fatica, terriccio: all'ennesima ripartenza, quando la ragazza di Bologna punta dura la spalla verso la mia direzione, pensare: "Oh, no.. ancora?!". E giù nella polvere, e su di nuovo per vedere dov'è finita quella palla.&lt;br /&gt;Occhi azzurri dietro gli occhiali, che mi sorridono comprensivi: l'effetto è più o meno quello del cioccolato della mattina. Dolce, e provvidenziale.&lt;br /&gt;Pochi momenti nel parcheggio del centro sportivo, ma tutto sommato un bel terzo tempo: la Red Panther mi regala i suoi calzoncini ed i calzettoni, le bimbe mi fanno gli auguri per la festa della mamma (bafangule!), e io vado in giro a finire tutti i succhi di frutta lasciati a metà, con una sete inestinguibile addosso e neanche una birra all'orizzonte.&lt;br /&gt;La prima birra riesco a prenderla a Verona (già che siamo di strada per il ritorno), in compagnia dell'unico veronese che conosco, che ritrovo casualmente sul campo della partita tra il CUS e il Viadana B. Strano, che il pallone ogni tanto ci voli sopra le teste, per planare sul campo da baseball. L'erba del campo da rugby è martoriata e giallognola, quella del campo da baseball è perfetta e soffice, e il pallone non fa neppure rumore, atterrando.&lt;br /&gt;L'estremo (della squadra di baseball) sbuffa e va a raccogliere l'ovale estraneo e alieno, e lo butta oltre la tribuna, in quell'altro mondo di pazzi e romantici, ma un po' più scapigliati. Però alla terza o quarta volta che si ripete la scenetta, si rompe le scatole, e lo lascia lì. Mi metto nei panni di quel povero pallone abbandonato, che si ritrova su quel prato accogliente e silenzioso, e pensa: "Cos'è questa roba verde?".&lt;br /&gt;La giornata termina alla tavola della mamma, che mi serve questa meravigliosa torta Margherita alle mandorle.&lt;br /&gt;Non ci credo che l'abbia fatta lei: mia mamma non sa cucinare. Mi deve far vedere la teglia ancora nel lavello, da cui ha spiattato la torta, per convincermi. E dire che è una torta semplicissima, ma l'idea che mia mamma faccia le torte non riesce proprio a passarmi per la testa.&lt;br /&gt;In realtà c'è una cosa difficile da fare, per la torta. Montare gli albumi a neve: mentre la nonna riusciva a fare una spuma fermissima e precisa, la mia neve di albumi è sempre stata un po' approssimativa. Ma se non si fa bene, la torta non viene, e non si può barare. Sei, o sette uova, di cui si separano i bianchi dai gialli. Dei bianchi si fa spuma, dei gialli, si fa un gran sbattimento con lo zucchero, quindi unire la farina (mia mamma usa la farina calibrata, quella che di solito serve per le sfoglie di pasta) e per ultimo la spuma di albumi, piano, per non far smontare la neve (dopo tutta la fatica che c'è voluta per farla venire a modo!).&lt;br /&gt;La teglia della torta va imburrata e cosparsa di pangrattato: ci si mette dentro il composto, e sopra ci vanno delle scagliette di mandorle tostate, e lo zucchero a velo. 20 minuti in forno, a 180°, ed il dolce è bell'e che pronto!&lt;br /&gt;E' molto buona. Auguri, mamma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5946455782290046846?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5946455782290046846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5946455782290046846' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5946455782290046846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5946455782290046846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/05/mamma-mia-mamma-non-sa-fare-da-mangiare.html' title='MAMMA MIA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5700621653566175566</id><published>2008-05-05T17:31:00.008+02:00</published><updated>2011-08-25T19:08:52.198+02:00</updated><title type='text'>MAURI</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.icedtears.com/forum/avatars/8896.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="310" qaa="true" src="http://www.icedtears.com/forum/avatars/8896.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vado poco dalla parrucchiera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ci vado malvolentieri: non è piacevole avere in testa un impiastro puzzolente per lunghi quarti d'ora, e dopo i primi minuti cominciare ad avvertire un fastidioso pizzicorio, segno delle sostanze tossiche che stanno attaccando i miei poveri capelli e la pelle.. e ancora: gli schizzi di shampoo negli occhi, il pettine attaccato al mio bitorzolo sulla sommità della testa, le scottate di phon sulle orecchie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma quando è troppo è troppo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli allenamenti, la palestra, le partite: non mi ricordo l'ultima volta che ho messo la testa a posto (ah aha ah!). Diciamocelo: la vita dei capelli di una giocatrice di rugby non è proprio quella che sogna ogni capigliatura, prima di incarnarsi addosso ad un essere di sesso femminile. Strattoni, tirotti a tradimento, poco tempo da dedicare alla messa in piega nello spogliatoio, perché la vanità è ben più debole della fame, e solitamente soccombe al secondo istinto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con un sospiro prendo il biglietto da visita ormai gualcito che Stefano mi ha allungato all'Exalumeria mesi prima. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ciao, sono la Lara.. hai un buco, oggi?" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Sì, vieni alle quattro. Cosa devi fare?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Tutto!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Mmmmmh... magari facciamo alle tre, eh? Che ne dici?!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrivo là in piena isteria tricotica: l'allenamento della sera prima ha increspato ulteriormente questi scavezzacollo ribelli che mi ritrovo a foderare la scatola cranica. Lo sguardo di Stefano è desolato, mentre alza le ciocche tra due dita, come superstiti feriti su un campo di battaglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ti affido alle mani di Mauri..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mauri è un metallaro, dai lunghi capelli biondi da vichingo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha le spalle larghe e spioventi, e le braccia che sembrano più abituate a maneggiare le clave, piuttosto che le spazzole. Mentre pennella la melma malsana da me tanto temuta sulle attaccature della testa, mi blandisce in maniera inaspettata: "Sai, stasera suono con il mio gruppo.. Se ti va di venirci a sentire? Io suono la batteria..".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cioè, fatemi capire: il mio parrucchiere è un batterista metallaro che pesta su pelli e piatti le canzoni dei Nightwish, ed ora mi sta quasi facendo addormentare col tocco delicato dei suoi polpastrelli, e mi dice: "Guarda, ho questo olio di babassu, che contro il crespo funziona una meraviglia!"???&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Neanche da dire: alla sera ero già lì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi guarda con profonda disapprovazione: solo tre ore prima ero uscita perfetta dal salone di &lt;em&gt;belessa&lt;/em&gt;, e ora mi presento senza i miei riccioli definiti nuovi di pacca! Scusami, Mauri, ma te l'avevo detto che dovevo andare in palestra!..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arriva il piatto della serata (che non è un piatto Zildjian percosso furiosamente, come si potrebbe pensare di primo acchito): fagioli rossi, una montagna, adagiati su un vassoio ovale di porcellana spessa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si prepara in un'ampia padella un soffritto con abbondantissima cipolla rossa, un peperone rosso, peperoncino come se piovesse, sale, tabasco e polvere da sparo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E abbondanti fagioli rossi, precedentemente ammollati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cuocere senza arrivare all'esplosione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non riesco ad immaginare un'altra cosa, da mangiare durante un concerto heavy metal. Il cantante indossa una mezza maschera di cuoio scuro che fa tanto Fantasma dell'Opera. La cantante è gnocca da paura. Il bassista e i due chitarristi fanno &lt;em&gt;headbanging&lt;/em&gt; tutta la sera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi pare di capire un segreto fondamentale: se i metallari sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, è per merito dei parrucchieri metallari che si sono presi cura delle loro chiome per oltre un ventennio..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mauri se ne sta nella sua batteria, e diobuono se pesta! Una fascia nera a tenere domi i capelli da vichingo: &lt;em&gt;heavy as a real heavy thing&lt;/em&gt;, ma delicato con i tuoi capelli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5700621653566175566?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5700621653566175566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5700621653566175566' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5700621653566175566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5700621653566175566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/05/mauri-vado-poco-dalla-parrucchiera.html' title='MAURI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-3730132295949666590</id><published>2008-05-05T10:39:00.009+02:00</published><updated>2011-08-26T12:54:24.562+02:00</updated><title type='text'>UN BACIO AL SAPORE DI FRAGOLA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://m.blog.hu/zo/zoldnyul/image/cseh%20tam%C3%A1s/teen%20spirit.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="254" qaa="true" src="http://m.blog.hu/zo/zoldnyul/image/cseh%20tam%C3%A1s/teen%20spirit.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando si comprano le fragole si ricerca sempre il cestino perfetto: uniformità di colore (le prime da scartare sono proprio quelle ancora acerbe, ma anche quelle troppo molli, che si spataccano appena si provano a prendere in mano), profumo inconfondibile che esce dalla sportina della spesa (anche perché le fragole stanno sempre in cima, o fuori, insieme alle uova) e pelle inconfondibile e irresistibile. Non ci si trattiene mai: almeno una o due fragole si mangiano subito, afferrate per il picciolo e morsicate con voluttà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quelle che resistono, arrivano a casa e finiscono in macedonia, o con zucchero e limone. Ma la cosa più libidinosa in assoluto è la mousse di fragole..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Serve uno stampino da semifreddo, meglio quelli stretti e lunghi. Tenetelo lì buono buono mentre vi occupate delle fragole. Una bella doccia di acqua ghiacciata, per cominciare. Via il picciolo, e anche l'aureola bianca che rimane sotto la coroncina verde. Spezzettatele in quattro (tranne tre o quattro fragole, che dovete graziare per fare le decorazioni), e frullate bene bene insieme allo zucchero e un cucchiaio di miele, fino a che non rimangano più pezzi di frutta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prendete due fogli di colla di pesce (o qualsiasi altro addensante che riteniate più opportuno, animale o vegetale) e ammollateli dentro un piatto di acqua fredda. Dopo averli strizzati per bene, scioglieteli in un pentolino con del Grand Marnier. Attenzione a tenere il fuoco bassissimo, perché se si mette a bollire la salsina, diventa una schifezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prendete una ciotolona e mettete prima il frullato di fragole. Poi unite la gelatina col Grand Marnier e, in ultimo, panna montata o yoghurt (dipende dal livello di libidine che volete raggiungere!), mescolando piano piano, anzi... "incorporando", che rende meglio l'idea.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora è il momento di riempire lo stampino da semifreddo, che avrete prima bagnato. Perché si bagna lo stampino? Perché questo è il momento in cui la mousse dovrà stare in freezer per circa tre ore, e quando la tirerete fuori, e vorrete assaltare il dolce, questo tronchetto di felicità opporrà una strenua resistenza a farsi divorare, prima di tutto restando tenacemente attaccato allo stampino: allora basterà immergere (per poco) lo stampino in acqua bollente, per far sciogliere il leggero strato di ghiaccio che avrete ottenuto con il semplice accorgimento di cui stavamo parlando poco prima, e dopo ciò la mousse si adagerà docile sul piatto da portare in tavola, e voi la potrete decorare con le fragole che avevate tenuto da parte (se sono riuscite a resistere nel frattempo alle varie morsicate delle locuste che vi girano in cucina).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fragola è il mio gusto di gelato preferito. O il mio gusto preferito del Chupa Chups. Nel pieno del fragore del concerto dei Settlefish, il tecnico delle luci si gira, sognante, verso di me, catturato dall'aroma inconfondibile del lecca-lecca più diffuso al mondo, che stavo suggendo con fare meditabondo, cercando di capire come mai il miglior gruppo &lt;em&gt;live &lt;/em&gt;italiano stia suonando davanti a 30 persone. Mi giro anche io, per aver percepito quello sguardo insistente sopra ai decibel del concerto: barba, aspetto rude, lui è quello che lavora mentre tutti si divertono. E mi chiede un Chupa Chups, con lo stesso tono di chi ti chiede una Luckystrike (&lt;em&gt;Smells Like... Strawberry Spirit?&lt;/em&gt;). Stiamo lì sopra in piccionaia, mentre lì sotto il concerto esplode, coi nostri lecca-lecca alla fragola, accucciati sulle assi come se fosse una capanna di legno, sopra gli alberi, come i rifugi dei bambini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ancora baci al sapore di fragola nei messaggi di una bimba che sta provando a crescere, e non riesce a capire se l'uomo che sta dall'altra parte del telefono è vero ed in carne ed ossa, o è solo un poster attaccato alla parete di una cameretta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ancora "fragola" è il lucidalabbra del primo appuntamento. Me lo ricordo, il mio primo appuntamento. Ricordo la paura di fare brutta figura. Ricordo il bracciolo della portiera della macchina, afferrato inconsciamente con troppa forza per assicurarsi una via d'uscita: ma anche l'attrazione verso quella pelle appena rasata, quei capelli confinati alle buone maniere da molto molto gel, quella canzone casuale (ma non troppo) che usciva dallo stereo a cassette &lt;em&gt;(Every Breath You Take&lt;/em&gt;). Dunque, anche lui aveva perso un sacco di tempo per prepararsi! Anche lui aveva immaginato questo momento, con la canzone perfetta! Anche lui aveva paura, ma non avrebbe voluto essere da nessuna altra parte!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora lei è lì, ed è tutto il pomeriggio che scruta ansiosa lo schermo del telefonino, e passa dall'euforia più totale, all'ansia di una parola capita male. Non sa cosa fare. Non sa cosa mettersi. Il primo appuntamento nel pieno fulgore dei suoi 20 anni. Passa il tempo, e si pensa che le cose non diano emozioni altrettanto forti, come un primo appuntamento, come un balzo nel petto per un messaggio arrivato, o una faccia riconosciuta al volo in mezzo ad altre cento. E invece mi scopro ancora davanti allo specchio, per farmi carina. Con un lucidalabbra alla fragola. Non è come il primo appuntamento, perché ora la paura ha assunto forme più strane e subdole (E se fosse diverso da come vuole farmi credere? E se io mi fidassi di lui?), ma la paura è rimasta intatta. E' rimasta lì anche l'emozione: ce l'ho ben presente il primo bacio del Gigante, che mi ha infiammato dalla testa ai piedi. E non è certo stato un bacio tra diciottenni!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Celami in te, dove cose più dolci son celate, fra le radici delle rose e delle spezie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più che il Tempo delle Mele, mi pare una primavera da Tempo delle Fragole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-3730132295949666590?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/3730132295949666590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=3730132295949666590' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3730132295949666590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/3730132295949666590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/05/un-bacio-al-sapore-di-fragola-quando-si.html' title='UN BACIO AL SAPORE DI FRAGOLA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-6893338993142268002</id><published>2008-04-28T16:09:00.005+02:00</published><updated>2011-08-26T12:55:34.960+02:00</updated><title type='text'>INVOLTINI</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.epicurean.com/books/images/roman-saltimbocca.gif"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.epicurean.com/books/images/roman-saltimbocca.gif" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un simbolo parla per allusione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle arti figurative, il simbolo rappresenta ciò che, nel linguaggio, si esprime con una metafora: è una contrazione di un pensiero più complesso, ma allo stesso tempo è ben lungi da essere banale. E' affascinante, è suggestivo: nella brevità, si nasconde un significato denso, che si può spalancare all'improvviso, solo che una persona si metta a ragionare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non mi separo mai da un anello che ho comprato in Grecia, a forma di spirale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La spirale è un simbolo prezioso, che condensa tutta la materia dell'evoluzione, o dell'ascensione al divino, o della ricerca della perfezione. E di tutte tre insieme.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La natura pullula di spirali, come le chiocciole, o i viticci delle vigne.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E gli involtini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si distendono le fettine di vitello in bella mostra, sul tagliere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A ciacuna fettina viene dispensata la sua dose di prosciutto (o mortadella), formaggio (fontina, groviera, ma anche delle semplici sottilette!) e una fogliolina di salvia. Fatte le dovute distribuzioni, si arrotolano le fettine su loro stesse, e la forma perfetta della spirale viene sigillata con uno stuzzicadenti, a fermare il tutto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella padella una nocetta di burro, mezzo bicchiere di latte, un mezzo dado e ciò che resta del salume del ripieno. Il bello di questo piatto rapidissimo è che, durante la cottura, dall'interno dell'involtino fuoriescono gli aromi del salume, della salvia, e parte del formaggio, il tutto filtrato dalla carne a spirale, e questo contribuisce ad un intingolo superbo, col quale annaffiare abbondantemente gli spiedini in fase di spiattaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La spirale diventa molto più evidente quando l'involtino viene tagliato nella sua sezione orizzontale: tutti i nostri libri di geometria iniziano con una figura simile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La perfezione della natura: ciò che sembra frutto del caso, in realtà, segue le sue leggi matematiche e rigidissime, e la perfezione viene ripetuta in ogni casetta di ogni lumaca dell'universo, o nelle celle delle api.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non mi separo mai da questo anello a forma di spirale che ho comprato in Grecia: quando mi sembra di girare a vuoto, senza direzione, lo guardo, e mi ricordo che sto puntando alla perfezione. In ogni caso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando guardo un quadro di Mirò, sgomitando con altre centinaia di povere vittime del ponte del 25 aprile, so che non sono tre fregi buttati a caso su una tela (magari graffiata, magari bruciata, magari inchiodata con altre cose che non c'entrano una mazza!), ma che anche Mirò cercava la perfezione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando sto su un divano, in riva al mare, con uno Spritz in mano e Mario Biondi che mi canta nelle orecchie: "Questo è quello che sei!", so che anche in mezzo ad un tornado, quando tutto intorno gira all'impazzata, c'è un punto esatto, in mezzo al turbine, in cui si conserva la calma assoluta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando nel bel mezzo di una partita, vedo una mia sorella crollare sotto i pugni di un'avversaria impazzita, e non capisco più nulla, e corro verso di lei, e mi piego su di lei, a spirale, mentre fuori l'avversaria continua a tempestarmi la schiena di colpi; ma dentro, sono lì, su di lei, tutta tremante dalla paura e dalla rabbia, e le dico, con la voce più dolce del mondo: "Non aver paura. Va tutto bene. Sono io, non ti preoccupare..". E in quel punto, nel guscio che ho creato con le mie braccia, si respira la perfezione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un'ultima avvertenza: ricordate di togliere lo stuzzicadenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-6893338993142268002?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/6893338993142268002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=6893338993142268002' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6893338993142268002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/6893338993142268002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/04/involtini-un-simbolo-parla-per.html' title='INVOLTINI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-5105602687824108248</id><published>2008-04-21T15:40:00.005+02:00</published><updated>2011-08-26T12:36:52.733+02:00</updated><title type='text'>CANEDERLI</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.alimentipedia.it/Ricette_Italia/Ricette_Natale/Foto_feste/Foto_canederli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" qaa="true" src="http://www.alimentipedia.it/Ricette_Italia/Ricette_Natale/Foto_feste/Foto_canederli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Piatto antichissimo, di origine povera e contadina, anche se io l'ho mangiato nella versione "da nozze", con brodo di carne e speck mescolato all'impasto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si taglia a dadini il pane raffermo, quello avanzato dalla tavola di molti giorni. Si aggiunge latte, pepe, sale ed uova sbattute, mescolando ben bene, ma senza spappolare il pane: il pane deve diventare morbido, ma senza sfaldarsi.. abilità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'impasto deve riposare almeno due ore, soperto da uno strofinaccio. E mescolato, ogni tanto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trascorse le prime due ore, va fatto un soffrittino con speck e cipolla, in olio d'oliva (ebbene sì, così dice la cuoca!) e burro. Raffreddato il soffritto, si unisce prezzemolo sminuzzato con mezzaluna, noce moscata e un po' di farina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Altra mezz'ora di pausa, per far fare amicizia ai sapori. Ed alla fine si possono formare i canederli, pallottole di circa 8 centimetri di diametro. Per non fare appiccicare la pasta alle mani, bisogna tenere una ciotola d'acqua a disposizione, ed inumidire di continuo i palmi. I canederli, poi, devono passare in mezzo alla farina, per definire i contorni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I canederli cuociono nel brodo, e (secondo la regola generale di ogni cottura nel brodo nel mondo) quando vengono a galla, sono pronti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un segreto per le montanare principianti: prima di cuocerli tutti, se ne butta nel brodo bollente solo uno. Se l'impasto non tiene e si sfrappola, bisogna aggiugere della farina all'impasto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un'avvertenza quando siete di fronte ad una montanara pura: non usate il coltello per tagliare i canederli nel piatto. E' considerato come un insulto! La brava cuoca, infatti, cucina i canederli morbidi, e per tagliarli basta la forchetta..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La cuoca in questione ha cucinato i canederli perfetti, ed il coltello riposa sereno accanto al mio piatto. Canaderli in brodo, e canederli "nel töcc", cioè un umido di fagioli e pomodoro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono due amiche che si conoscono da 35 anni, e si danno ancora del Lei. C'è un fabbro con le mani scure di lavoro: il maglio, nell'antro di Vulcano, gli sta dando da fare. Ma lo ripone per un istante, proprio per concedersi la tregua di questo pranzo. Fuori dalla finestra i Monti del Sole abbracciano queste case, dove un tempo si fermavano i viandanti a cambiare i cavalli stremati dalle salite. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mia pilona preferita mi ha portato dai suoi genitori, per farmi staccare la spina da questi giorni strani. Ho capito bene il motivo solo quando eravamo già lì. Su un prato di erba a trucioli secca, sotto un'arcata azzurra puntellata dalle cime ancora bianche di neve. Ma la primavera sui germogli, tra i girini del lago, in mezzo al verde vivo del muschio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appoggio le mani ovunque, per tenere addosso la consistenza di quello che ho intorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un fine settimana di pavimenti di legno che gemono sotto i passi, di piumone spesso ad accogliere un sonno profondissimo, di un librone di erbe aperto sulle ginocchia per miscelare la cura a tutti i mali del mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi l'avrebbe mai detto? Tra le montagne bellunesi si nasconde una dj, che usa gli olii e le essenze invece della musica. Ho preso con me nel ritorno a casa una crema alla mirra, che serve per non fare rimanere le cicatrici sulla pelle. Non ho avuto il coraggio di chiedere se funziona anche per il cuore..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-5105602687824108248?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/5105602687824108248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=5105602687824108248' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5105602687824108248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/5105602687824108248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/04/canederli-piatto-antichissimo-di.html' title='CANEDERLI'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1967054269587020970</id><published>2008-04-17T10:10:00.004+02:00</published><updated>2011-08-26T12:37:48.620+02:00</updated><title type='text'>SENZA TITOLO</title><content type='html'>&lt;a href="http://fotoalbum3.aruba.it/admin/wizard.aspx?kvu=http://fotoalbum3.aruba.it/fotoalbum_formiginerugby_it/photos/Foxychr32Ladies/30chr4703chr4708chr32chr45chr328chr39chr32giornatachr32Coppachr32Italiachr32chr45chr32Treviso/Image00111.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://fotoalbum3.aruba.it/admin/wizard.aspx?kvu=http://fotoalbum3.aruba.it/fotoalbum_formiginerugby_it/photos/Foxychr32Ladies/30chr4703chr4708chr32chr45chr328chr39chr32giornatachr32Coppachr32Italiachr32chr45chr32Treviso/Image00111.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;ma il silenzio dei nostri amici.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1967054269587020970?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1967054269587020970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1967054269587020970' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1967054269587020970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1967054269587020970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/04/alla-fine-ricorderemo-non-le-parole-dei.html' title='SENZA TITOLO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-630685766106455637</id><published>2008-04-15T11:28:00.004+02:00</published><updated>2011-08-26T12:56:21.628+02:00</updated><title type='text'>LA SOLITUDINE E' PER LO SPIRITO CIO' CHE LA DIETA E' PER IL CORPO</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/Imma/zona.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.albanesi.it/Alimentazione/Imma/zona.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;Sarà la stagione.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Saranno coincidenze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarà quel che sarà: ma ultimamente sento parlare sempre più spesso di diete.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mio rapporto col cibo, come qualsiasi rapporto d'amore, ha avuto anche dei momenti bui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non lo nascondo: certe acrobazie con alimentazione a base di cocomero, o yoghurt ai frutti di bosco in mezzo alla pastasciutta, non possono essere espunte a cuor leggero dalle pagine del mio diario. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;O certe imposizioni dan parte degli ascendenti in linea retta, preoccupati dall'esiguo quantitativo di ferro che mi scorreva nelle vene, motivo per il quale ancora oggi non riesco a guardare una bistecca di cavallo senza un tremito di avversione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma posso dire con buona approssimazione di ritenermi soddisfatta: mai ho dovuto sottoporre il mio fisico ad altra imposizione se non la mia semplice fame, o volontà. Per me, non esiste la parola dieta: ci pensa il mio umore, a decidere del mio peso. Ora guardo con tenerezza l'ago della bilancia, arricchita da quel particolare occhio che hanno i rugbisti nei confronti del peso: cioè.. "Tutta salute!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma, mio malgrado, mi sono dovuta avventurare in questo territorio sconosciuto per le persone a me care, lontane e vicine, e le motivazioni sono le più disparate: o una promessa fatta a se stessi, o una reazione di amore ferito per un commento ingeneroso al telefono ("Ah, tu sei quella cicciona!"), o il fatto puro e semplice di non poter appoggiare su un campo i talloni coi tacchetti, per non rischiare infiammazioni assortite.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Morgan ieri sera mi ha portato, come tappa-fame, una confezione di frollini 40-30-30.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardo il sacchetto con dovuta attenzione, perché se questi numeri sono le misure che i frollini promettono di appiopparmi, i frollini tornano anche presto presto al mittente! E invece no: benvenuta nel meraviglioso mondo delle diete.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4 frollini corrispondono ad "un blocco": nel tempo che ci metto a leggere le istruzioni (e che cavolo voglia dire "un blocco"), ne ho già fatti fuori 10. Oh, cavolo: ho sbagliato tutto! E poi guardo meglio: non parla di dieta... parla di "strategia alimentare"! Quando sento la terminologia militare, mi viene subito in mente il rugby: prima linea, avanzamento lento sul campo, schieramenti, scontro.. Ma qui il nemico dove sta?? Il nemico è il tuo corpo stesso, e tu devi combattere il grasso appiccicato ai tuoi fianchi come se fosse un corpo estraneo. Il marmo che lo scultore deve eliminare per far affiorare il capolavoro nascosto dal blocco grezzo! O meglio: "Imprigionato in ogni obeso c'è un magro che fa segnali disperati implorando di essere liberato" (Cyril Connolly).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io credo, invece, che chi va a letto senza cena, tutta la notte si dimena. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-630685766106455637?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/630685766106455637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=630685766106455637' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/630685766106455637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/630685766106455637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/04/la-solitudine-e-per-lo-spirito-cio-che.html' title='LA SOLITUDINE E&apos; PER LO SPIRITO CIO&apos; CHE LA DIETA E&apos; PER IL CORPO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2772787248343891630</id><published>2008-04-07T18:29:00.007+02:00</published><updated>2011-08-26T12:57:09.669+02:00</updated><title type='text'>SPAGHETTI AL TONNO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.dkimages.com/discover/previews/759/346665.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.dkimages.com/discover/previews/759/346665.JPG" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui bisogna ricominciare dai fondamentali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Gigante mi guarda da dietro le spalle, attento a non perdere un passaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Allora, metti l'olio di semi di mais a coprire il fondo del tegamino..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ma non l'olio d'oliva?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"No, Giga... l'olio d'oliva non va bene per il soffritto. E' instabile. Prendi la cipolla tritata e la fai diventare un po' colorata, in mezzo all'olio bollente. Aggiungi due spicchi d'aglio e li schiacci. Il prezzemolo, il tonno, e un po' di vino bianco. Devi sfrangiare il tonno bene a modo, vedi? Che non ci rimangano dei pezzi grossi. Poi ci metti il sale, e, per ultimo, il pomodoro.. Là!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Gigante mangia sempre in bianco, quando è da solo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E io a spiegargli: "Ma no, Giga. Non si può mangiare sempre in bianco. In realtà, il sughetto della pasta è una scusa, così uno mangia sempre della roba diversa. Perché non si può mangiare sempre una cosa sola! Non fa bene alla salute. E se anche impari a fare un sughetto, non puoi mangiare sempre e solo un sughetto...".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va bene. Oggi cominciamo con il sugo al tonno. E domani passeremo alla carbonara.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lui ripete, concentrato: "Allora: olio, cipolla, tonno, vino bianco...".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Giga, ci manca l'aglio.."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ah, l'aglio. E il pomodoro alla fine."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Gigante vive in bianco, quando è da solo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prende quello che gli viene dato, da mangiare e da fare, senza fare storie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sia che sia il suo lavoro, sia che siano i suoi amici. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E quando gli succede qualcosa di particolarmente impegnativo, va a vedere un fiume. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cioè, non sto scherzando: madre natura ha messo insieme ME, una donna che non riesce neanche a vedere i fiumi da lontano, e che se passa su un ponte dà fuori di matto, con un uomo, LUI, per il quale la soluzione di tutti i problemi è andare a vedere un fiume.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che ridere, le prime uscite romantiche: LUI conosceva solo posti vicini ai fiumi, e portava ME, la sua bella in moto, che diventavo cieca di terrore appena vedeva l'acqua scorrere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma lui è sempre stato così: puro e semplice, come una pasta in bianco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una volta ho provato a fare un esperimento: l'ho mandato a fare spesa da solo, senza dirgli cosa prendere. "Vai, e prendi quello che ti piace!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' tornato a casa tutto contento con quegli orribili salamini snack tedeschi, grandi come un mio mezzo mignolo, sotto plastica. Color vinaccia, coi grumi di grasso giallastro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E se li è mangiati TUTTI, mentre stavo per servire in tavola le mie pennette ai pomodori secchi e melanzane. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse il problema è mio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che non riesco a sopportare i salamini tedeschi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che non voglio vivere in bianco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto, io gli insegno a cucinare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E domani, mangi pure quello che vuole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2772787248343891630?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2772787248343891630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2772787248343891630' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2772787248343891630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2772787248343891630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/04/spaghetti-al-tonno-qui-bisogna.html' title='SPAGHETTI AL TONNO'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8763746579338840366</id><published>2008-03-31T15:40:00.003+02:00</published><updated>2011-08-26T12:57:59.132+02:00</updated><title type='text'>NON TE NE ANDARE</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/77f9c7d9d4d7fe8086dca95958037f87.jpeg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://files.splinder.com/77f9c7d9d4d7fe8086dca95958037f87.jpeg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Non te ne andare!"&lt;br /&gt;La voce del Gigante era riuscita a superare le grandi profondità di quel corpo così lungo, così grande, con il cuore così lontano dalla testa. Arrivava dal buio. Se ci fosse stato anche un solo spiraglio di luce, non avrebbe potuto parlare, davanti a quegli occhi.&lt;br /&gt;Lei era meravigliata. Continuava a torcersi tra il pollice e l'indice quel ricciolo ribelle che era riuscito a sfuggire alla coda di cavallo. Dunque era possibile: la sua voce sottile, che moltiplicava le parole per riuscire a farsi sentire, alla fine era riuscita ad arrivare al Gigante.&lt;br /&gt;Sapeva che era lì, nel buio. Lo sentiva respirare, a fatica, ora che erano uscite quelle parole inaspettate.&lt;br /&gt;Aveva già l'impermeabile sul braccio. La sua rabbia era grande, furiosa, troppo infiammata per riuscire ad essere contenuta in quella stanza.&lt;br /&gt;Le parole del Gigante avevano avuto l'effetto di una secchiata d'acqua fredda, e la rabbia era evaporata con uno sfrigolio di vapore acqueo. Lei era rimasta sul bordo del buio, senza sapere bene cosa fare.&lt;br /&gt;Il Gigante sembrava stremato, come dopo uno sforzo inaudito.&lt;br /&gt;Lei sembrava stordita, come dopo un placcaggio molto duro.&lt;br /&gt;Buio sul paniere vuoto.&lt;br /&gt;Buio sulle foto sorridenti alle pareti.&lt;br /&gt;Buio tra le pagine chiuse dei libri.&lt;br /&gt;Buio di uno stereo muto.&lt;br /&gt;Buio di un borsone vuoto con resti di fango secco.&lt;br /&gt;Cosa succede a tutto l'amore del mondo?&lt;br /&gt;Tutto l'amore del mondo si decide nel buio di una stanza.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8763746579338840366?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8763746579338840366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8763746579338840366' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8763746579338840366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8763746579338840366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/03/non-te-ne-andare-la-voce-del-gigante.html' title='NON TE NE ANDARE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1929026348981456743</id><published>2008-03-25T09:31:00.003+01:00</published><updated>2011-08-26T15:57:41.800+02:00</updated><title type='text'>PIUTTOSTO CHE TIRAR SU DELLA GHISA, FACCIO IL PANE</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.alimentipedia.it/Pane/Foto_pane/Foto_pane_indice_L.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" qaa="true" src="http://www.alimentipedia.it/Pane/Foto_pane/Foto_pane_indice_L.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;... che, tradotto in buon italiano, potrebbe suonare anche così: "Poiché il movimento di impastare il pane coinvolge così bene la muscolatura della parte superiore, lo preferisco alle sedute in palestra".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gianca è orgoglioso di darmi da mangiare quel panino, per cena: il panino che ha impastato lui, con un po' di zafferano e semi di finocchio, e prosciutto cotto come infarcitura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il panino, in realtà, è un panone spesso e corposo, con la crosta ruvida, croccante, ma morbido dentro, con la mollica porosa che arriva al palato con consistenza paradisiaca quasi di pèsca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il panino di Gianca è frutto di quattro ore di lievitazione, in due sessioni successive.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando è andato a chiedere il lievito al fornaio, il fornaio glielo ha regalato: "Una volta lo venivano a comprare tutti quanti, ma ora non me lo chiede più nessuno".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gianca ha imparato a dare importanza al rito della panificazione: perché gli ingredienti sono veramente pochi, ma molto permalosi. Guai a trascurare un passaggio: la vendetta si ripercuoterà sulla pagnotta finale, in termini di durezza, secchezza, poco appetito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per esempio: mai usare il lievito appena fatto uscire dal frigorifero. Scioglierlo in acqua tiepida (tiepida: non calda! Errore gravissimo!) e aggiungere un cucchiaino di zucchero per stemperare l'amarognolo che può insinuarsi nel gusto per il lavorio di fermentazione. Gianca ha introdotto, con l'esperienza, questa piccola variante: non un cucchiaino di zucchero, ma bensì miele di castagne. Una finezza che è stata ripagata con soddisfazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lasciare 10 minuti il lievito sciolto in una pozzangherina in mezzo al vulcanetto di farina: e non abbiate fretta, che quei 10 minuti sono fondamentali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E naturalmente il lavoro di braccia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gianca mi ha chiesto: "Vieni a casa mia, una di queste sere, che facciamo il pane...". E mi immagino noi due, dai lati opposti del tavolo, con la farina fino ai gomiti, che ci raccontiamo le nostre storie, ritmate dal suono costante del tagliere che viene sollecitato dal di sopra, dalle spalle, dall'impasto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Conclude: "Poi, prima di infornare, spennelli le pagnotte con un misto di olio e burro: l'olio serve per togliere, in seguito, l'umidità. Il burro serve per la doratura dell'infornata".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gianca guarda le pagnotte dentro il forno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Affetta il prosciutto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ripone tutte le altre pagnotte nella madia, che saranno buone per almeno altri 5 giorni (vanno conservate dentro un sacchetto di carta e, sopra la carta, una sportina della Coop, di plastica).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ne tiene fuori una per la cena della Lara. Dentro il tovagliolo di carta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel tempo che lui ci mette a parlare, in macchina, la Lara ha già fatto fuori tutto il panino, e raccoglie dal tovagliolo di carta le ultime briciole ed i semi di finocchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1929026348981456743?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1929026348981456743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1929026348981456743' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1929026348981456743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1929026348981456743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/03/piuttosto-che-tirar-su-della-ghisa.html' title='PIUTTOSTO CHE TIRAR SU DELLA GHISA, FACCIO IL PANE'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-4619541717311634943</id><published>2008-03-17T09:43:00.006+01:00</published><updated>2011-08-26T16:28:03.401+02:00</updated><title type='text'>UNSKINNY WHOPPER</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.bittbox.com/~caleb/free_high_res_texture_146.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" qaa="true" src="http://www.bittbox.com/~caleb/free_high_res_texture_146.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ecco, brava.. prova a raccontare, adesso, se sei capace!.."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Che problema c'è? Basta dire quello che è successo. E che sarà mai: in un solo fine settimana.."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Facile a dirsi. Ma non ricordi? Tu eri dentro una bolla d'aria. Come fai a dire di ricordare tutto?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"No, la bolla d'aria è arrivata dopo.. La storia ha avuto inizio prima. La storia è cominciata quando..."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;... La storia è cominciata quando è arrivata quella lettera. Con l'emblema della F.I.R. stampigliato in alto a sinistra, e sotto la dicitura "Settore Squadre Nazionali". La storia è continuata quella mattina, quando mi sono svegliata come al solito ed ho indossato il mio tailleur per andare a lavorare come ogni mattina, ma sotto avevo quelle mutande rosa che mi hanno regalato le mie sorelle, quelle ricamate con mano paziente, sulle quali troneggia, proprio sopra le chiappe: "FOXY LARA" in filo tricolore. Io ero la solita Lara, negli uffici anonimi di un tribunale piccolo piccolo. La gente mi parlava, ma la testa era gà concentrata da un'altra parte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E sono tornata nel mio ufficio, a mezzogiorno: mi sono cambiata come i supereroi dentro la cabina del telefono. Entrata in tailleur, uscita in assetto da battaglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Incontro la Martina 80 chilometri più in là: anche lei in assetto da battaglia. Anche lei reduce dalla trasformazione, perché è appena uscita da scuola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La strada verso Mira è irta di ostacoli: arriviamo che la Zangirolami è già sul campo, che ci guarda arrivare, con in mano un pallone. Orco cane: subito sotto lo sguardo severo del Capitano, tirata in nero austero e implacabile!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il benvenuto sul campo lo do con un esercizio coi colpitori. Sono ben presente con la testa: sono ben piantata sui miei tacchetti. Sono carica, e piena di buona volontà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma l'urto mi scaglia tre metri indietro, con le gambe per aria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Campanellini in testa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ragazza mora mi domanda, angelica: "Tutto bene? Ti ho fatto male?". Mi rialzo con fare indifferente. No, no, tutto a posto. E che sarà mai?! (Ma pork*#ç@...)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prego le mie due gambe, prego che mi portino fino alla fine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo per stavolta, vi supplico. E domani festa grande per tutte e due, con massaggi all'olio di cocco e se fate a modo, anche lo smalto sulle unghie dei piedi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le gambe si fanno blandire, e rispondono che è una meraviglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il preparatore atletico somiglia al mio insegnante di musica delle medie. Chiusa parentesi, perché credo che sia stato l'ultimo pensiero con un buon margine di definizione in tutto l'arco dell'allenamento. Si lavora sulla velocità differenziata: "C'è da lavorare sulla corsa, vedo...".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scatti, cambi direzione, andature.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sole sparisce dietro le tribune dello stadio di Mira, ma l'aria è ancora dolce: sanno essere così solo certe graziose serate verso la metà di marzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arriva la Tonna, con un foglio in mano. Sa i nostri nomi, sa i nostri ruoli. Mi piazza apertura. Fuori il paradenti dal calzettone: ora sì che c'è la prova del nove. Mi vedo arrivare di fronte la Flavia Severin: prima era di fianco a me, nell'esercizio sui passaggi, e sorrideva tanto, strizzando gli occhi, di gusto. Ora, in veste di antagonista, e lanciata di corsa nella mia direzione opposta, come un camion biondo, riconosco che ha perso gran parte del fascino che aveva esercitato su di me appena prima. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli urti sono anestetizzati da un'adrenalina pazzesca. Corro, corro, come una trottola. E non so mai se mi trovo al punto giusto. La mediana di mischia, che si chiama Gaia, mi fa spostare di continuo. La sto facendo impazzire. E come se non bastasse, sul campo ci sono anche i tecnici, che ci spostano: vogliono creare buchi, apposta. Così testano se, dall'altra parte, i buchi li sanno riconoscere. Mi fa un po' sorridere pensare che ci sia bisogno di una persona apposta per farci stare nel posto sbagliato, ma sorvolo.. Gli spazi sono molto più dilatati, rispetto a quelli a cui sono abituata. Non finirò mai di stupirmi sulla differenza di percezione di un campo da gioco: una campo da gioco, da dentro, sembra 10 volte più grande rispetto che lo stesso campo visto da fuori. E figurarsi se una come me si mette a giocare a campo intero, dopo che tutte le partite a sette le ha fatte col campo a metà!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tempo, invece, sembra più ristretto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quaranta minuti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fine primo tempo..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;EH?!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi metto a bordo campo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vedo che le bottiglie con i sali minerali sono già finite da un pezzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma l'acqua c'è ancora. Tanta acqua. Sono assetata come dispersa in mezzo al deserto..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Torna la Tonna, con lo stesso foglio di carta di prima, ma rimaneggiato, scribacchiato, pieno di frecce e fregi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi guarda: "Mammi. Proviamo la seconda linea?". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E io, piena di gratitudine: "Sì.. Sì, molto volentieri!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nuovo segno sul foglio: "Ci avrei scommesso!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Torno in campo, dall'altra parte. I riccioli della fatica mi cadono sulla fronte e sugli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho sempre avuto questa reazione: quando sono sotto sforzo, mi si arricciano i capelli. Vai a capire le meraviglie della natura! Va beh, altra parentesi chiusa, perché viene fischiata subito la prima mischia. Ci siamo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardo la mia numero 4.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spalla a spalla. La branco a piene mani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci abbassiamo. Dentro la testa, su la fronte. Mi aggrappo alla cintura della pilona. Ricevo una sberla da dietro dalla terza. Oh, scusa! Su le chiappe. I comandi chiamati da un punto che mi sembra lontano lontano. Ma è solo colpa delle orecchie coperte. E poi l'esplosione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so come spiegare la prima mischia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mia prima mischia l'ho fatta contro la nazionale femminile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho le parole a disposizione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una lotteria vinta. E' una benedizione. Un regalo. Una gioia incontenibile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' la vita. Tutto per avere quel peso sulle spalle. Sulla schiena. Da tutte le parti. 360° di energia allo stato puro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E quante ce ne sono state, di mischie, dopo? Non abbastanza. Tutte le volte che l'arbitro faceva quel segno con le mani a capannina, mi saltava fuori un gridolino di esaltazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino alla fine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino al momento in cui ho visto, dal di dentro, il cerchio azzurro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano loro che ringraziavano noi: incredibile. Io che mi sentivo come una imbucata ad una festa, e loro che ci ringraziavano. Io che guardavo tutte le facce ad una ad una, per non dimenticare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi è cominciata la bolla d'aria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nello spogliatoio vedevo la gente che passava davanti. Ed io me ne stavo lì, inebetita, sulla panca. Incapace di dare un qualsiasi comando di movimento a tutto il corpo. Ho voluto fare un giro sul campo, prima di andare via.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il campo che due giorni dopo sarebbe stato testimone della prima vittoria italiana femminile al 6 Nazioni. Quel campo che ha assorbito le mie lacrime di gioia e, due giorni dopo, quelle di tutte le azzurre, vittoriose sulla Scozia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E il sapore di tutto questo qual'è?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un hamburger.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sulla strada del ritorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sì, lo so: non ho dimenticato tutto il pistolotto di Super Size Me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma ero in macchina con una diciottenne.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ero contenta, lei era contenta, e avrei fatto qualsiasi cosa per renderla ancora più contenta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche prenderle quell'assurda coroncina da portare mentre si mangia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche sporcarmi le mani con quell'odore persistente e dolciastro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché in quel momento, avrei mangiato anche un mattone, e mi sarebbe sembrato anche buono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci siamo prese due ore solo per noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuna telefonata a casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Niente di niente, a parte quell'hamburger.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che tanto, per quanto mi riguarda, saremmo uscite fuori dalla bolla anche troppo presto!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-4619541717311634943?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/4619541717311634943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=4619541717311634943' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4619541717311634943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/4619541717311634943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/03/unskinny-whopper-ecco-brava.html' title='UNSKINNY WHOPPER'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-1044917266954928494</id><published>2008-03-10T10:23:00.004+01:00</published><updated>2011-08-26T16:28:37.047+02:00</updated><title type='text'>BEST OF...</title><content type='html'>&lt;a href="http://img72.imageshack.us/img72/2080/orsovk1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://img72.imageshack.us/img72/2080/orsovk1.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tigelle, lardo, salumi assortiti, salsicce all’ubriaca, la Gabana, le rose del deserto, la torta al cioccolato, il Salice Salentino, il mirtillino: il meglio della tavola di questo fine settimana.&lt;br /&gt;Per le persone, invece, il meglio è venuto fuori ben oltre la tavola.&lt;br /&gt;E’ mattino presto, quando l’aria si comincia a schiarire, quando le altre persone scendono dai letti caldi per ricominciare una nuova giornata, mentre tutti i sensi intorpiditi dalla troppa veglia chiedono tregua.&lt;br /&gt;Ci sono stati tanti momenti da ricordare prima.&lt;br /&gt;Ma continuerai a richiamare alla mente con precisione quel momento. Il tavolo sparso di bicchieri vuoti. Le parole che trovano la strada tra il silenzio, come avvolte da una coperta.&lt;br /&gt;Il Gigante che riemerge dal sonno solo per un istante, solo per assicurarsi che tu sia lì.&lt;br /&gt;Ti ritrovi sul divano, da sola, con un libro tra le mani che è arrivato dall’altra parte degli Appennini. “Le leggi del gioco ti dicono ciò che non devi fare. E’ solo la tua immaginazione, invece, a limitare quello che puoi fare”. Immaginazione.&lt;br /&gt;Sapere che tutto ciò che desideri si può avverare, anche le congiunture più improbabili.&lt;br /&gt;I tuoi amici hanno scoperto una cosa inaspettata di te: tu che dai le ricette, e che dovresti avere un’idea piuttosto precisa delle proporzioni e degli accostamenti, in realtà, non cucini mai lo stesso piatto due volte in maniera uguale.&lt;br /&gt;Così come ogni partita è diversa.&lt;br /&gt;Succedono cose mai successe prima.&lt;br /&gt;Le buone leggi sono quelle flessibili per poter affrontare gli eventi imprevisti. “Le leggi devono comprendere eventi che i legislatori non potrebbero mai aver immaginato”.&lt;br /&gt;Hai una notizia nel cuore da tutto il fine settimana, e non hai detto nulla a tutti i tuoi amici, per paura che solo a nominarla si possa dissolvere, come un sogno dopo che ti sarai svegliata.&lt;br /&gt;Tutto può succedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le mie sorelline: buon compleanno, e che sia il primo di una lunga serie di compleanni insieme.&lt;br /&gt;Per la mia amica alta alta e mora, che fare paciughi è l’essenza stessa della vita: tutti ci possono dire cosa non dobbiamo fare, ma l’immaginazione, a volte, ripaga ampiamente di tutti i buoni consigli ricevuti.&lt;br /&gt;Per la mia amica alta alta dai capelli rosa: è iniziato un lungo cammino, e non ho nessuna intenzione di sapere dove ci conduca. Mi godo il tragitto.&lt;br /&gt;Per il mio amico che era dove avrebbe voluto essere ma non dove sarebbe dovuto essere: ti abbiamo tenuto con noi anche dopo che eri partito. La tua cravatta al collo di un orsacchiotto che si è preso le coccole di tutti, anche quelle del Gigante, durante la partita contro la Francia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi mancate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-1044917266954928494?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/1044917266954928494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=1044917266954928494' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1044917266954928494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/1044917266954928494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/03/best-of.html' title='BEST OF...'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8975381471238859678</id><published>2008-03-06T17:42:00.007+01:00</published><updated>2011-08-26T16:30:05.406+02:00</updated><title type='text'>UNA STRANA TAVOLATA</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.rivieradelconero.info/public/images/Eventi/GranTavolata_TV_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="189" qaa="true" src="http://www.rivieradelconero.info/public/images/Eventi/GranTavolata_TV_.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' raro trovare delle buone forchette tra gli indie rockers. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spesso sono così, curvi, magri e tormentati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla mia destra, il mio migliore amico indie-rocker: Giancarlo Frigieri, che passa la cena a infilare coltelli dentro le birre medie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiosa, arrotolando le erre con fare cattedratico: "Prendi due birre: una la spini velocemente, tenedo il bicchiere inclinato, con un sospetto di schiuma in cima. E l'altra la spini come si deve, in sette minuti, col cappello di schiuma e tutto il resto. Il cretino ti dirà: - Ma guarda quanta schiuma! Io voglio bere la birra, non voglio bere la schiuma!! - &lt;oh,&gt;Tu gli dai la birra, fai un brindisi e gli pianti un coltello dentro il bicchiere, con un colpo secco.. La birra traboccherà dal bicchiere, in un mare di schiuma. E tu gli puoi dire, al cretino: - Ecco, te che non volevi bere la schiuma! Questa è la schiuma che avresti bevuto! -&lt;vedi,&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla destra di Giancarlo Frigieri c'è il Gigante, e parlano fitti fitti, come due compagni di banco alle elementari.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla destra del Gigante ci sono un terzo di Le Man Avec Les Lunettes, bresciani. Il cantante prende una pizza tonno e cipolla, roba da fondere il microfono alla prima strofa della prima canzone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla destra di un terzo di Le Man Avec Les Lunettes ci sono gli Artemoltobuffa, venexiani; lui Alberto Muffato (toh, un anagramma) arrossisce quando gli riferisco i complimenti per una sua canzone, "Un lento di due o tre accordi, del genere che subito ti ricordi", l'altro più paffuto e cordiale, ma si schermisce di continuo: "No, no, lui è quello che sa parlare..". E si prendono un sacco in giro, perché Alberto ha rotto lo sportello della macchina, lasciandolo aperto e uscendo da un parcheggio in retromarcia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla destra di Artemoltobuffa c'è Dente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Usa i capelli per nascondersi dagli interlocutori. Tira fuori i coriandoli dalla chitarra e me li lancia dietro, a tradimento. Si mette in posa da modello quando gli fanno le fotografie. E' talmente sottile che un abbraccio lo farebbe sbriciolare tra le mani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ma che begli occhi che hai. Chissà come mi vedi bene!..".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non mangia molto. Ma beve, nervosamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla destra di Dente ci sono gli altri due terzi di Le Man Avec Les Lunettes, tra cui le due ragazze. Lei è portoghese, ricciola, bellissima, e suona la viola. Prende un'insalata di carote, e non le portano l'aceto balsamico. Mi viene da fare ammenda. Mi alzo. Le cerco l'aceto balsamico, quasi a fare gli onori di casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rimedio un aceto tristo, di quello liquido liquido, che non si aggrappa alle pareti della bottiglia di vetro. Meglio di niente, tuttavia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla destra di Les Man Avec Les Lunettes ci sono io, con i miei tortellini in brodo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Brodo di dado, con alcuni scampoli di pomodoro (!!!) che galleggiano perplessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non li finisco neanche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi godo la tavolata più strana dell'anno, fino ad ora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8975381471238859678?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8975381471238859678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8975381471238859678' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8975381471238859678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8975381471238859678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/03/una-strana-tavolata-e-raro-trovare.html' title='UNA STRANA TAVOLATA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-2386712320512294022</id><published>2008-03-03T10:26:00.006+01:00</published><updated>2011-08-26T16:31:35.997+02:00</updated><title type='text'>SALSICCIA ALL'UBRIACA</title><content type='html'>&lt;a href="http://vino.blogosfere.it/images/vino%20rosso%201.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://vino.blogosfere.it/images/vino%20rosso%201.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ci si può mettere a cucinare con la fretta addosso: tutto quello che ne verrà fuori avrà un sapore di pressappoco. Bisogna cucinare con pazienza, e aspettare che evapori un'intera bottiglia di Bardolino per mezzo chilo di salsiccia. Le salsicce non devono essere troppo grasse, e macinate abbastanza finemente. Le si deve incidere per il lungo: dentro ci va messo uno spicchio di aglio, avvolto in una foglia di salvia. Legate la salsicce con il fagottino dentro, ci si può dedicare al sughetto: il vino va fatto bollire, molto lentamente, con un paio di foglie di alloro (che però vanno fatte sparire quasi subito), olive nere e capperi. Le salsicce sono da mettere dentro la casseruola già ad ebollizione in corso, avendo cura che subito siano coperte completamente dal vino. Non salare: ci pensano le olive e i capperi, a rilasciare sapidità. Poi il vino si rapprenderà, il sughetto diventerà sempre più denso, e occhio a non far attaccare tutto: ci vuole una cura pazzesca per tenere dietro a questo piatto. Ci vuole pazienza e non ci si può distrarre, andare in giro per la casa, parlare al telefono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci vuole pazienza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per un piatto che richiede circa due ore di preparazione e 10 minuti per mangiarlo. Con scarpetta. E il Gigante che ancora a bocca piena mi chiede: "Ce n'è ancora?". Come si fa a spiegare il valore del tempo, e la dedizione?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi ricorda tanto "Dolce come il cioccolato", un libro di Laura Esquivel (tutto questo blog, peraltro, somiglia a quel libro: il sottotitolo recita così &lt;em&gt;"Romanzo a puntate mensili con ricette, amori e rimedi casalinghi"):&lt;/em&gt; la protagonista della storia, Tita, aveva in serbo una ricetta sorprendente. Le quaglie ai petali di rose. Preparate con delle rose regalate da Pedro, e bagnate con una goccia del suo sangue appassionato uscita casualmente per una puntura delle spine, hanno il potere di scatenare in tutti i commensali una frenesia d'amore tale da far surriscaldare la pelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due carampane acide, che non hanno capito nulla di quello che stavano mangiando, domandano a Tita la ricetta. Lei spiega la preparazione, ma aggiunge, alla fine, che non serve a nulla cucinare, se non lo si fa con amore. E le due carampane ringraziano, sorridono e la guardano mentre si allontana lasciando dietro una scia di felicità. Poi si voltano a bisbigliare, cattive: "Come no?! E io il mio amore lo spreco proprio per queste cose qui..".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non bisognerebbe mai perdere la gioia di riempire una valigia di dischi prima di una serata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mai dimenticarsi di dare un bacio prima di addormentarsi, e far scivolare un "Buonanotte" nel buio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attaccare alla parete quella fotografia scattata già da mesi, per cui era già stata comprata la cornice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Girare la macchina fuori dal percorso consueto, e ritagliare 10 minuti per la nonna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è una frase, prima del libro, dove di solito si mettono le dediche: "A tavola e nell'alcova si invita una volta sola".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-2386712320512294022?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/2386712320512294022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=2386712320512294022' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2386712320512294022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/2386712320512294022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/03/salsiccia-allubriaca-non-ci-si-pu.html' title='SALSICCIA ALL&apos;UBRIACA'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-8623882874848164279</id><published>2008-02-25T10:04:00.005+01:00</published><updated>2011-08-26T16:32:16.073+02:00</updated><title type='text'>RIXOTO COL TASTASAL</title><content type='html'>&lt;a href="http://img228.imageshack.us/img228/2515/risottocoltastasal007fe2.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://img228.imageshack.us/img228/2515/risottocoltastasal007fe2.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Verona si mangia il risotto col tastasàl.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cos’è?”, chiediamo all’iperattiva cameriera, che continuando a prestarci orecchio, prepara la tavola, restituisce ai nostri vicini di tavolo un pupo che si era intrufolato gattoni sotto una sedia, allunga il carrello dei dolci ad un altro cameriere sfarfallante che lo prende quasi al volo, schema consolidato e provato più volte, a giudicare dal risultato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tastasàl è un impasto di carne macinata, e insaporita con sale e pepe nero grosso frantumato (quello che si mette dentro al salame, per intenderci). Lo si usa per il ragù, soffritto a parte con cipolla, burro e uno spicchio d’aglio schiacciato (che bisogna trovare, alla fine, e fare sparire dal piatto prima di servire). Il riso cotto nel brodo e aggiunto al ragù di tastasàl. Il risultato è un piatto molto ricco, che non si sa se ci sia più carne o più riso: e, in ogni caso, sono in quantità abbondante entrambi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Gigante mi guarda sorridendo da sopra il suo piatto fumante, già pregustando anche la carne salada che gli sarebbe arrivata di lì a poco. Il litro di lambrusco che abbiamo davanti è solo la chiosa di una giornata spiritosa (proprio nel senso di “spirito”) iniziata dal primo pomeriggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Com’è riconoscersi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vedo la mia piccola pupa che mi riconosce e mi sorride per la prima volta, sotto quell’arcata prodigiosa di riccioli che si ritrova in testa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sento l’odore del Gigante nell’incavo tra il collo e la spalla, la prima volta che l’ho abbracciato, con la consapevolezza che quell’odore avrei voluto sentirlo ogni mattino ed ogni sera della mia vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ la sensazione di calore entrata nel rifugio a Febbio, ondate di neve in vapore acqueo, emanazioni di pelle riscaldata, e speck insieme a formaggio, uguale identico all’aria che accoglieva chi entrava in casa dalla zia Giovanna a Montebaranzone, con le dovute differenze di altitudine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ quel marcantonio che si sbraccia in un parcheggio a Verona, per venirci a pescare in mezzo al traffico, appena giunti in città. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci siamo trovati per vedere una partita di rugby. “Ma come?! Non giocava a Cardiff, l’Italia?”, e vai a spiegare alla gente il motivo per cui da Modena ci si prende la briga di macinare autostrada per vedere una partita in televisione che avresti potuto tranquillamente vedere sul tuo divano.&lt;br /&gt;“Ma sono tuoi amici, quelli di Verona?”: altro aspetto controverso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la verità, solo uno è di Verona: gli altri sono stati chiamati all’adunata dai posti più disparati. Alcuni di essi non li ho mai visti, altri una volta, di sfuggita, altri due volte. Ma ci mandiamo messaggi sul telefono in piena notte. Si sono inteneriti davanti alla foto di mia nipote. Ci parliamo tutti i giorni. Come dire: ci siamo riconosciuti.&lt;br /&gt;Ma di preciso, cosa si fa in quel pub che ha aperto quasi apposta per voi, lì a Verona?&lt;br /&gt;Si sta bene, tutto qui.&lt;br /&gt;L’Italia prende una seria lezione di umiltà dai dragoni.&lt;br /&gt;Il gallese che prova ad entrare in bagno dopo la partita, si eclissa alla velocità della luce, appena si vede circondato da due italiane alte come le torri gemelle, che pare abbiano intenzioni bellicose nei suoi confronti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E le birre intanto girano sul bancone, anche quelle sgasate, a pompa (il barista ha pudore, a chiamare le cose con il loro nome: i forumisti un po’ meno..), che se ne possono bere di più.&lt;br /&gt;Della partita tra Irlanda e Francia, ricordo poco o niente: ricordo che eravamo lì, invece, molto impegnati a cercare di fare la posizione yoga dell’albero. Torniamo verso il parcheggio per salutarci, con un ultimo giro di brindisi, cantando le canzoni dei Pogues sotto le mura di fortificazione della città.&lt;br /&gt;“Possibile mai? Vai a Verona e non vai a vedere l’Arena?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bah, la mia guida non mi ci ha portato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E se la mia guida non mi ci ha portato, aveva sicuramente i suoi buoni motivi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27049188-8623882874848164279?l=conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/feeds/8623882874848164279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27049188&amp;postID=8623882874848164279' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8623882874848164279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27049188/posts/default/8623882874848164279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://conlechiacchierecifaccioilbrodo.blogspot.com/2008/02/rixoto-col-tastasal-verona-si-mangia-il.html' title='RIXOTO COL TASTASAL'/><author><name>djlara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01060669352470164791</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-Yp41iqQf2j8/ThsDMigyhdI/AAAAAAAAADA/0oQbJy0X8oE/s220/09042011054.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27049188.post-6790349472304353585</id><published>2008-02-20T19:37:00.003+01:00</published><updated>2011-08-26T16:33:01.290+02:00</updated><title type='text'>CAAAAAAAVOLO!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ausl-cesena.emr.it/Portals/0/Servizi/DSP/promsalute/che%20cavolo%20mangi.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.ausl-cesena.emr.it/Portals/0/Servizi/DSP/promsalute/che%20cavolo%20mangi.jpg" style="cursor: hand; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tsk tsk... giornate a metà!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho la metà delle mani a disposizione. Un altro dito ha pensato bene di aggiungersi alla collezione delle dita/figurine, o meglio: gli adesivi vanno sopra le dita. Ormai sono più quelli coperti che quelli liberi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche fare da mangiare risulta molto più difficile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il cavolfiore è tagliato male, grossolano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da parte vanno le foglie più tenere. Le altre, nell'immondizia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le parti salvate del cavolfiore vanno dentro la pentola a lessare con acqua salata. L'acqua di cottura va tenuta per due ottimi motivi: in parte serve dopo. Il resto, dice la nonna che fa tanto bene alla pelle. Sarà, ma dopo il primo sorso passa ogni velleità salutista. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In un tegamino a parte ci va un po' d'olio, ci si scoglie dentro un po' di margarina (burro MAI!) e va fatta la besciamella, unendo farina e mescolando bene per evitare i maledetti grumi. Qui va aggiunta l'acqua di cottura del cavolfiore, sempre mescolando e facendo bollire. Un po' di pepe dentro la besciamella, poi mettere dentro il resto del cavolfiore e della ricotta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pastone (poco bello da vedere, lo ammetto: ma poi è tanto buono che chi se ne frega dell'estetica!) va poi messo in una teglia unta e spolverato di pangrattato e parmigiano reggiano. E infine dentro il forno a 200 gradi, a gratinare ben bene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ricetta è saltata fuori al tavolo dell'eXalumeria, alla quarta birra, con due ascoltatori allucinati dal discorso fiume che stava fluendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto mi càpita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non avere la misura giusta delle parole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parlare così tanto da stordire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I discorsi sulla vita, l'universo e tutto quanto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando a volte basterebbe così poco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per reazione, il giorno dopo, uso una replica secca e acida, molto lontana dalle carezzevoli parole di conforto che solitamente mi sgorgano così facili, e in abbondanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se fossi a disposizione a chiamata, sarei una puttana.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che sta succedendo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non avrei voluto vedere anche quest
