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Spezzano, Modena, Italy
Inguaribilmente energetica, e contagiosa.

08 febbraio, 2007

LA COTOLETTA



La cotoletta è un gesto d'amore.
Me la fa la Ninni, quando sono a pezzi. Se sto bene, va di minestrone (con le croste di Grana fatte ammorbidire dentro, e me la vedo mentre col mestolo va a cercare, in modo da farmela sempre arrivare "casualmente" nel mio piatto). Ma se il colorito delle guance tende al verdino, l'unico rimedio è la cotoletta. Lei comincia alla mattina presto: batte la carne ben bene, e la ammolla nell'uovo tutto il giorno, mentre lei è al lavoro, in modo che l'uovo entri in tutte le fibre della carne. Eppoi non so come sia, ma la sua panatura è la porta del paradiso: crocca tantissimo. E' una corazza a carne tenera. Non ha un grumino, una sbavatura. E' perfetta.
Anche ieri sera sono andata di cotoletta. Abbiamo varcato la soglia della Queen Brasserie io e Fabbri insieme: a momenti, a vederci di nuovo insieme, a Franco e la Lella gli veniva una sincope. Poi tutto regolare, ci hanno sfamato come duemila altre sere. Io ho preso la cotoletta, e ho pensato che con Fabrizio non l'avevo mai presa. Un volto così familiare, eppure non ritrovo più quel profilo come una volta.. Nove mesi di distanza, non mi sembra neanche vero. Ho pianto solo una volta, quasi verso la fine. Stavolta sono stata quasi brava..

08 gennaio, 2007

SUPER SIZE MENU

L'odore dei fast food è ingannevole come la foresta di colori e animali che abitano in quei luoghi di perdizione: affascinanti e pericolosi come la casa di marzapane per Hansel e Gretel. L'odore ti entra prepotentemente nelle narici, ti stimola una fame immediata e immotivata. E se cedi alle lusinghe, il cibo ti si incolla alle pareti dello stomaco per ore interminabili. E l'odore diventa nauseante, invadente, insopportabile.
Ho visto in colpevole ritardo Super Size Me: e oggi ero già in erboristeria a comprare una tisana disintossicante al tarassaco, liquirizia e gramigna.
Ecco, l'impressione è opposta a quella del McCibo: odore e aspetto non invitante, ma quando scende calda calda nella pancia, addolcita da miele d'acacia, è buona due volte. Buono il sapore sul palato e buona la sensazione di aver fatto qualcosa di buono per te.
Sì, lo so. Sono una malata mentale.

02 gennaio, 2007

La-la-la-la-LASAGNA, You want-a some-a LASAGNA

Lasagne.. a dire la verità non mi sono mai piaciute! E' questo il bello: uno aspetta le feste per mangiare qualcosa di buono, di speciale. E invece le lasagne, per me, sono una forzatura: tutta quella besciamella che cola da tutte le parti. Il ragù bollente che di solito ustiona il palato. La pasta scotta e paciugona. Poi.. mangiata con le posate ed i piatti di plastica. Sotto un tendone di plastica. Con un vino da hard discount. Triste? No, anzi: un ultimo dell'anno bello, tutto sommato. Eravamo a Soliera, con i turnisti e i ragazzi del Dude (c'erano anche i Bermuda, da qualche parte.. ma non ne sono sicurissima: al centesimo concerto dei Bermuda ho pensato bene di passare il u-turno, 'sto giro, se mi concedete un piccolo gioco di parole). Ho scoperto la macchina fotografica Lomo, che fa le foto bombando le immagini, come i video dei Beastie Boys. Ho scoperto che Zanna può anche mettere in pista Cuore Matto. Ho visto l'alba e mi sono svegliata col buio.