Informazioni personali

La mia foto
Spezzano, Modena, Italy
Inguaribilmente energetica, e contagiosa.

17 aprile, 2008

SENZA TITOLO


Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici,
ma il silenzio dei nostri amici.

15 aprile, 2008

LA SOLITUDINE E' PER LO SPIRITO CIO' CHE LA DIETA E' PER IL CORPO


Sarà la stagione.
Saranno coincidenze.
Sarà quel che sarà: ma ultimamente sento parlare sempre più spesso di diete.
Il mio rapporto col cibo, come qualsiasi rapporto d'amore, ha avuto anche dei momenti bui.
Non lo nascondo: certe acrobazie con alimentazione a base di cocomero, o yoghurt ai frutti di bosco in mezzo alla pastasciutta, non possono essere espunte a cuor leggero dalle pagine del mio diario.
O certe imposizioni dan parte degli ascendenti in linea retta, preoccupati dall'esiguo quantitativo di ferro che mi scorreva nelle vene, motivo per il quale ancora oggi non riesco a guardare una bistecca di cavallo senza un tremito di avversione.
Ma posso dire con buona approssimazione di ritenermi soddisfatta: mai ho dovuto sottoporre il mio fisico ad altra imposizione se non la mia semplice fame, o volontà. Per me, non esiste la parola dieta: ci pensa il mio umore, a decidere del mio peso. Ora guardo con tenerezza l'ago della bilancia, arricchita da quel particolare occhio che hanno i rugbisti nei confronti del peso: cioè.. "Tutta salute!".
Ma, mio malgrado, mi sono dovuta avventurare in questo territorio sconosciuto per le persone a me care, lontane e vicine, e le motivazioni sono le più disparate: o una promessa fatta a se stessi, o una reazione di amore ferito per un commento ingeneroso al telefono ("Ah, tu sei quella cicciona!"), o il fatto puro e semplice di non poter appoggiare su un campo i talloni coi tacchetti, per non rischiare infiammazioni assortite.
Morgan ieri sera mi ha portato, come tappa-fame, una confezione di frollini 40-30-30.
Guardo il sacchetto con dovuta attenzione, perché se questi numeri sono le misure che i frollini promettono di appiopparmi, i frollini tornano anche presto presto al mittente! E invece no: benvenuta nel meraviglioso mondo delle diete.
4 frollini corrispondono ad "un blocco": nel tempo che ci metto a leggere le istruzioni (e che cavolo voglia dire "un blocco"), ne ho già fatti fuori 10. Oh, cavolo: ho sbagliato tutto! E poi guardo meglio: non parla di dieta... parla di "strategia alimentare"! Quando sento la terminologia militare, mi viene subito in mente il rugby: prima linea, avanzamento lento sul campo, schieramenti, scontro.. Ma qui il nemico dove sta?? Il nemico è il tuo corpo stesso, e tu devi combattere il grasso appiccicato ai tuoi fianchi come se fosse un corpo estraneo. Il marmo che lo scultore deve eliminare per far affiorare il capolavoro nascosto dal blocco grezzo! O meglio: "Imprigionato in ogni obeso c'è un magro che fa segnali disperati implorando di essere liberato" (Cyril Connolly).
Io credo, invece, che chi va a letto senza cena, tutta la notte si dimena.

07 aprile, 2008

SPAGHETTI AL TONNO


Qui bisogna ricominciare dai fondamentali.
Il Gigante mi guarda da dietro le spalle, attento a non perdere un passaggio.
"Allora, metti l'olio di semi di mais a coprire il fondo del tegamino..."
"Ma non l'olio d'oliva?"
"No, Giga... l'olio d'oliva non va bene per il soffritto. E' instabile. Prendi la cipolla tritata e la fai diventare un po' colorata, in mezzo all'olio bollente. Aggiungi due spicchi d'aglio e li schiacci. Il prezzemolo, il tonno, e un po' di vino bianco. Devi sfrangiare il tonno bene a modo, vedi? Che non ci rimangano dei pezzi grossi. Poi ci metti il sale, e, per ultimo, il pomodoro.. Là!".
Il Gigante mangia sempre in bianco, quando è da solo.
E io a spiegargli: "Ma no, Giga. Non si può mangiare sempre in bianco. In realtà, il sughetto della pasta è una scusa, così uno mangia sempre della roba diversa. Perché non si può mangiare sempre una cosa sola! Non fa bene alla salute. E se anche impari a fare un sughetto, non puoi mangiare sempre e solo un sughetto...".
Va bene. Oggi cominciamo con il sugo al tonno. E domani passeremo alla carbonara.
Lui ripete, concentrato: "Allora: olio, cipolla, tonno, vino bianco...".
"Giga, ci manca l'aglio.."
"Ah, l'aglio. E il pomodoro alla fine."
Il Gigante vive in bianco, quando è da solo.
Prende quello che gli viene dato, da mangiare e da fare, senza fare storie.
Sia che sia il suo lavoro, sia che siano i suoi amici.
E quando gli succede qualcosa di particolarmente impegnativo, va a vedere un fiume.
Cioè, non sto scherzando: madre natura ha messo insieme ME, una donna che non riesce neanche a vedere i fiumi da lontano, e che se passa su un ponte dà fuori di matto, con un uomo, LUI, per il quale la soluzione di tutti i problemi è andare a vedere un fiume.
Che ridere, le prime uscite romantiche: LUI conosceva solo posti vicini ai fiumi, e portava ME, la sua bella in moto, che diventavo cieca di terrore appena vedeva l'acqua scorrere.
Ma lui è sempre stato così: puro e semplice, come una pasta in bianco.
Una volta ho provato a fare un esperimento: l'ho mandato a fare spesa da solo, senza dirgli cosa prendere. "Vai, e prendi quello che ti piace!".
E' tornato a casa tutto contento con quegli orribili salamini snack tedeschi, grandi come un mio mezzo mignolo, sotto plastica. Color vinaccia, coi grumi di grasso giallastro.
E se li è mangiati TUTTI, mentre stavo per servire in tavola le mie pennette ai pomodori secchi e melanzane.
Forse il problema è mio.
Che non riesco a sopportare i salamini tedeschi.
Che non voglio vivere in bianco.
Intanto, io gli insegno a cucinare.
E domani, mangi pure quello che vuole.