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Inguaribilmente energetica, e contagiosa.

02 dicembre, 2010

D'INVERNO IL SOLE STANCO A LETTO PRESTO SE NE VA

Sono già stivate tutte le scorte di legna, aggrappate al muro della stalla. E si sfaldano giorno per giorno, un secchio alla volta, per alimentare il fuoco del camino al piano di sopra.
Freddi i panni a contatto della pelle, quando siedo sulla panchina dello spogliatoio, e mi chiedo chi me lo fa fare. Quando le maglie non bastano mai. Quando le dita doloranti battono contro i bordi delle scarpe dure, e duro è il terreno ghiacciato sotto i tacchetti.
Zack guarda implorante, tremando tra le scapole e soffiando piccole nuvolette dalle nari: "Fammi entrare, ti prego". I piccoli cristalli scintillano sul bordo della finestra, e piccoli coni di luce e ghiaccio appesi alle grondaie.
Nel buio della notte, un brivido fa galleggiare un momento di veglia, e sento il naso freddo, e sento respirare tranquillo un abbraccio caldo proprio qui a fianco. Torno nel sonno, torno nel buio, affondando il naso in quell'odore buono e in quel respiro così pacato.
Ci vuole proprio qualcosa di caldo.
Una bella pentolata di fagioli, lasciati a bagno almento 12 ore.
Un po' di brodo vegetale, con una cipolla, due patate e un pezzo di sedano.
In una padella si prepara un soffrittino con aglio e prezzemolo, da lasciare lì finché non diventano amici. Poi due cucchiai di concentrato di pomodoro, e si aggiugono i fagioli, che vanno fatti cuocere insieme a due mestolate di brodo. Quando il brodo è tutto assorbito, se ne aggiunge un'altra mestolata.
Quando i fagioli sono cotti a sufficienza, se ne tirano via un paio di manciate, e il resto va passato con un passaverdura. Cotta la pasta (maltagliati, preferibilmente) a parte, a metà cottura si unisce al passato di fagioli e a quelli ancora interi.
Un filo d'olio crudo quando la pasta e fagioli è già nel piatto.
O dei crostini.
Il vapore che sale dal piatto riempie il cuore.
Tira via tutto il freddo di questi giorni, di quegli occhi che guardano dietro al fango, dei pantaloni bagnati appiccicati alla pelle, dell'eterno rincorrersi delle stagioni che se ne fregano altamente dei nostri brividi di freddo e delle vampate che scaldano il cuore.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Dei maltagliati ai fagioli così buoni e poetici ancora mi mancavano.
Ciao,Mimi

Asicstigershoesstore ha detto...

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