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09 dicembre, 2011

UNA TRA UN MILIONE DI STRADE POSSIBILI


Certo che lo sapevo!
Prima ancora di pensarlo.
Mio fratello non mi invita mai, fuori a cena. Neppure per il mio compleanno.
Eppure ha scelto il ristorante con il grande terrazzo sulla vallata, al momento del tramonto. Aria fresca ma non troppo. Tutto perfetto.
Come doveva essere.
Mio fratello è sempre stato molto coscienzioso, in effetti, in fatto di scelta di tempi.
La donna della sua vita l'ha conosciuta che erano ancora ragazzini.
C'è cresciuto insieme.
Ha aspettato di finire gli studi per sposarla, come si deve.
Una linea retta.
Con scossoni ed assestamenti, certo, come in qualsiasi storia d'amore.
Ma una di quelle unioni che funzionano bene, pur nelle difficoltà e nelle divergenze dovute al fatto che siamo pur sempre esseri umani, perdinci!
Sì, perchè mio fratello è una brava persona, e non bestemmia, e non dice parolacce offensive.
Da piccoli usavamo parole senza senso, per mascherare le imprecazioni, tipo "iorc'", o "vaffanbego". Che non davano la stessa soddisfazione, certo, ma almeno non dovevi tenere il conto al sabato pomeriggio per quando andavi a fare la confessione. E meno Ave Maria equivalevano a meno male al ginocchio, per quando dovevi scontare la penitenza.
Ora siamo qui, al tavolo del ristorante, con il gnocco strappato e le fette lucide di lardo di Colonnata, ondulate e voluttuose come sfoglie di paradiso.
Non so bene come reagire, perché quando capitano certe cose, hai la percezione che stai vivendo uno di quei momenti per cui dopo non sarà più come prima.
Però sul momento la reazione che scatta è il tilt del flipper.
Non funziona più niente.
E rischi anche di mettere angoscia a chi si sta confidando, che aspetta fiducioso di ricevere l'ondata della tua gioia.
Quella arriva, ma con un piccolo sfasamento, uno slittamento in avanti spazio-tempo-emozionale.
Ed è un urlo.
E' l'abbraccio.
Forse anche una lacrimuccia.
Il gnocco strappato si raffredda.
Il sole tramonta dietro le prime increspature della terra dopo la fine della Pianura Padana. Che tanti ne ha visti, di lacrime e abbracci.
E non è detto che tutti quanti arrivassero dopo una linea retta.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non ho nessun dubbio e sono certa di aver capito bene. Il tilt del flipper: succede proprio così. Ma che bello!
Anonima non tanto :)

Anonimo ha detto...

Dimenticavo: hai detto bene, una tra un milione di strade possibili.
Da piccola, la monotonia dell'autostrada mi faceva vomitare, mai amato le linee rette.
Ognuno percorre la sua strada, tanto meglio se si sceglie quella possibile.

Lucio ha detto...

una tra un milione... speciale come mia sorella...

giorgiocasali ha detto...

contagiosa