Informazioni personali

La mia foto
Spezzano, Modena, Italy
Inguaribilmente energetica, e contagiosa.

08 gennaio, 2007

SUPER SIZE MENU

L'odore dei fast food è ingannevole come la foresta di colori e animali che abitano in quei luoghi di perdizione: affascinanti e pericolosi come la casa di marzapane per Hansel e Gretel. L'odore ti entra prepotentemente nelle narici, ti stimola una fame immediata e immotivata. E se cedi alle lusinghe, il cibo ti si incolla alle pareti dello stomaco per ore interminabili. E l'odore diventa nauseante, invadente, insopportabile.
Ho visto in colpevole ritardo Super Size Me: e oggi ero già in erboristeria a comprare una tisana disintossicante al tarassaco, liquirizia e gramigna.
Ecco, l'impressione è opposta a quella del McCibo: odore e aspetto non invitante, ma quando scende calda calda nella pancia, addolcita da miele d'acacia, è buona due volte. Buono il sapore sul palato e buona la sensazione di aver fatto qualcosa di buono per te.
Sì, lo so. Sono una malata mentale.

02 gennaio, 2007

La-la-la-la-LASAGNA, You want-a some-a LASAGNA

Lasagne.. a dire la verità non mi sono mai piaciute! E' questo il bello: uno aspetta le feste per mangiare qualcosa di buono, di speciale. E invece le lasagne, per me, sono una forzatura: tutta quella besciamella che cola da tutte le parti. Il ragù bollente che di solito ustiona il palato. La pasta scotta e paciugona. Poi.. mangiata con le posate ed i piatti di plastica. Sotto un tendone di plastica. Con un vino da hard discount. Triste? No, anzi: un ultimo dell'anno bello, tutto sommato. Eravamo a Soliera, con i turnisti e i ragazzi del Dude (c'erano anche i Bermuda, da qualche parte.. ma non ne sono sicurissima: al centesimo concerto dei Bermuda ho pensato bene di passare il u-turno, 'sto giro, se mi concedete un piccolo gioco di parole). Ho scoperto la macchina fotografica Lomo, che fa le foto bombando le immagini, come i video dei Beastie Boys. Ho scoperto che Zanna può anche mettere in pista Cuore Matto. Ho visto l'alba e mi sono svegliata col buio.

23 dicembre, 2006

(MENO INTERNET) PIU' CABERNET

Il Gigante mi rimprovera questa abitudine di bere vino a pasto. Anche in mezzo alla settimana. Anche quando dopo si va a lavorare. Ma non ho mai fatto caso all'eventualità che potrebbe essere un problema: è da quando mio nonno si metteva a sedere nel suo lato del tavolo, con un grugnito di soddisfazione dopo la fatica (nei campi, cioè! Mica faceva lo scemo dietro una tastiera di computer come la sottoscritta), e prima ancora di guardare cosa c'era nel piatto subito attaccava la bottiglia di lambrusco, senza etichetta, verde scura o di un sanguigno profondo. Tappo di sughero che a volte si sfaldava sotto il cavatappi con abbondante profusione di bestemmie. Un dito di schiuma rosa soffice e l'"Ahhhhhhhhhh!" dopo il primo sorso, che arrivava fin dall'altra parte della strada. Ho sempre sentito naturale trovare quella bottiglia di lambrusco sulla tavola, come le pagnottine, come la ciotolina di parmigiano grattugiato, come la caraffa d'acqua (niente bottiglie di plastica. Non ancora, almeno..). Senza, non mi sento neanche a casa.