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Spezzano, Modena, Italy
Inguaribilmente energetica, e contagiosa.

10 gennaio, 2008

CARPACCIO DI MANZO CON RADICCHIO ROSSO, FUNGHI FRESCHI, SEDANO E SCAGLIE DI GRANA


Nella vita mi sono capitate molte cose che non mi dovevano capitare, e non mi è capitato quello che pensavo che mi sarebbe capitato.
L'anno del mio matrimonio doveva essere il 1995. L'avevo scritto a futura memoria nel mio diario di scuola, nella pagina dedicata ai compiti per le vacanze. Mi sono sposata 10 anni più tardi, con un altro uomo che non era quello delle mie originarie intenzioni.
Dovevamo avere dei figli. La suocera aveva già comprato le scarpine, una specie di incentivo, neanche tanto velato.
E invece figli non ne abbiamo fatti. O meglio: non insieme. Lui è stato più bravo di me.
Mi sono seduta al tavolo della birreria tirandomi dietro la Gazzetta dello Sport: la solita ricerca nelle ultime pagine, a cercare minuscoli trafiletti, i telegrammi del rugby. Stavolta parlano di Chabal, in un angolino, per dire che non sarà nella prossima nazionale francese.
Ma non ero certo lì per scroccare la Gazzetta dello Sport. E neanche per il carpaccio.
Ancora addosso il freddo del campo di allenamento, ostico e ghiacciato come non mai.
Lui aveva telefonato. "Sono arrivato lungo!": toh, chi l'avrebbe mai detto?! Sorrido tra le pagine rosa aperte davanti a me.
Ma, dopo la prevedibilità del ritardo, arriva invece una delle cose che credevo non sarebbero capitate nella mia vita.
Ha la barba selvatica. Ha addosso vestiti che non gli riconosco.
Ha una cosa da dirmi.
E subito non capisco neanche a cosa si riferisca.
Dicono che l'Italia sia l'ottavo miglior posto al mondo dove far crescere dei figli.
Prima ancora della Francia (penso a Chabal, e alla sua piccola creatura, che tiene tra le mani smisurate come se la raccogliesse con una ruspa).
Prima ancora della Germania.
Penso ai mucchi della spazzatura per le strade di Napoli.
Penso ai miei clienti e alle loro storie che custodisco archiviate ordinatamente nel mio armadio.
Penso ai miei genitori, quando hanno scoperto, ancora ragazzi, che dovevano passare molto velocemente dalla piena incoscienza alla responsabilità di tirare su una piccola, tremenda, petulante spaccamaroni.
E penso che, per il momento, sia meglio smettere di pensare al passato.

08 gennaio, 2008

ABBONAMENTO A 20 FRULLATI


Mai messo piede in una palestra.
Ma ora ho ceduto, a questa richiesta imperante di fisico e prestazioni e trallallà.
Per la verità facciamo un po' ridere, io e Gabriele: Gabry che l'ultima volta che ha sudato è stato per una salsiccia troppo piccante, e io che mi guardo incredula i miei scarpini lindi.
Ma come?! Niente fango?..
E cos'è questa atmosfera calda e ventilata, con ioni nella misura perfetta per l'attività fisica?
Il nostro "Personal Trainer" si chiama Andrea, ed è un bel pezzo di emiliano con la faccia che ride e le braccia non perfettamente aderenti ai fianchi, causa ipertrofia muscolare. In una parola, un tipo Diobòun-soungròs. Però simpatico.
Ci piazza su due tappetini e dice: adesso correte!
E fin qui nulla di nuovo: se non fosse che devo pagare fior di eurini per venire in questo ambiente asettico e fare la stessa cosa che posso fare gratis al Parco Amendola tutte le domeniche mattina. Solo che qui si ascolta la musica carica dei biciclettari spinnanti (unz unz unz... condito con urla a volume generoso dell'istruttrice/motivatrice) e, invece, al Parco Amendola, la musica è mia e me la gestisco io..
E via che si va: temo in ogni istante di perdere equilibrio e fare la fine delle mozzarelle sul nastro trasportatore della cassa del Conad, ma è solo un'impressione temporanea. E comincio a pigiare i bottoni della cabina del pilota, per divertirmi: velocità, pendenza, BPM, calorie bruciate... Alla fine mi giro, e Gabry ha già assunto un interessante colorito amaranto.
Andrea arriva premuroso, chiedendoci come va: andiamo, Andrea, so che puoi fare di meglio. Prova a rifilarmi il foglio plastificato con il programma femminile dimagrante. E lo fulmino con un'occhiata da taglio. Allora che mi guarda come per dire "Va beh, te la sei cercata tu!", e mi allunga il programma maschile di potenziamento. Io mi ritrovo in una sala piena di bambolotti Big Jim a grandezza naturale, che accompagnano le elevazioni, allungamenti, circonduzioni, con dei potenti sbuffi da locomotiva a vapore.
Vengo masticata da queste macchine di ferro, grandi come i Transformers, ed ognuna di esse ha il compito di solleticare un muscoletto piccolo piccolo, che si trova in una zona che magari io ritenevo neanche tanto rilevante. Boh..
Gabry arriva giù tutto contento, lucido ed elettrico: "Hai provato la macchina che fa galleggiare?".
Ecchessaràmai, dico io. Cosa hanno anche, qui dentro? Dei simulatori a gravità zero, come nei centri di preparazione fisica degli astronauti. Il buon Gabry intendeva "lo step", che ti dà la sensazione di galleggiare, perché se non ci dai dentro con le gambe finisci miseramente a terra e fai il doppio della fatica per far ripartire il baracchino. Lo guardo con tenerezza: ma no, Gabry, lo step è nel programma dimagrante. Comunque, vai tranquillo: continua pure a galleggiare, che vengono fuori due chiappe da sogno, cesellate con lo scalpello.
Verso la fine del giro di giostra vedo questo angolino in disparte: "Abbonamento a 20 frullati". Ci sono dei cartoni di latte e dei bidoncini come quelli del Vinavil, però grandi come quelli che tenevano a scuola, non come quelli che compravamo noi nelle cartolerie. Scritte strane ed incomprensibili, che alla fine rassicurano con un familiare dichiarato sapore di fragola.
Guardo sconsolata il Gigante, che nel frattempo mi è venuto a prendere: senti, ma se ci andassimo a fare una bella tagliata grana e rucola, con la fiorentina, da Seba?
Si può fare..

02 gennaio, 2008

I BUFALI E I COTECHINI


 
L'ultimo dell'anno ho lasciato la mia bella casetta nuova (mentre me ne andavo in quel di Soliera, Modena, con le valigette dei miei bambini.. pardon, dischi: vedi il post sottostante) nelle mani di 9, dico 9 bufali, amici putti del Gigante.


Dicasi "putto" il ragazzo che ha ritenuto lungamente di non accoppiarsi con esseri dell'opposto o dello stesso sesso. Insomma: scapoloni impenitenti, per scelta o casualità.


9 quarantenni (di cui solo il mio Gigante accompagnato, ma momentaneamente solo, per causa di servizio, essendo io partita per missione digeiesca: vedi il post sottostante) ed un cane labrador.


Prima di lasciare il mio nido, il mio orgoglio, il mio rifugio in preda ai barbari (stoicamente avevo acceso tutte le candele, per lasciare un ultimo baluardo di femminilità nell'aria. Loro non si sono fatti impressionare, entrando, anzi: hanno annusato l'aria soddisfatti, grufolando qualcosa del tipo "Beh, vedi che serve a qualcosa avere una donna in casa!"), mi hanno domandato: "Hai due pentole belle grosse?". Tiro fuori le mie due ammiraglie gastronomiche, due belle stoviglione da campionato. "Perfette: così ci mettiamo 5 cotechini da una parte e 4 dall'altra".


Faccio i conti, mentalmente: 5+4 cotechini = 9 bufali. Un cotechino a bufalo.


Scappo dalla casa inorridita, urlando..