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Spezzano, Modena, Italy
Inguaribilmente energetica, e contagiosa.

30 giugno, 2008

FRICO



Ho cominciato ad amare questa terra per diversi ottimi motivi..
Per Ennio, indubbiamente. Per il suo carattere mite ed irremovibile, dolce e granitico.
Per il verde delle foreste che precipita direttamente nel mare.
Per la musica medievale intonata in testa, passeggiando per le strade di Cividale.
Per il prosciutto di San Daniele.
Perché in ogni bar, quando ordini un caffè, ti guardano e ti chiedono, dopo una piccola esitazione: "Liscio?".
E ancora: perché possiedo l'unico paio di occhi scuri nel gruppo dove sto chiacchierando.
Per il latte che fa la schiuma.
Perché si salutano dicendo "Mandi!", sia quando si incontrano sia quando si allontanano.
Per il cartello fuori dal ristorante: "Attenzione: locale frequentato da rugbisti".
Perché l'unità di misura minima, per il vino, è il "taglio", dentro appositi bicchieri da osteria.
E per il Frico.
Ricetta che è una scusa per agglomerare i residui degli innumerevoli formaggi che girano tra queste tavole, provenienti dalle malghe. Anche di differente stagionatura.
Il formaggio va tagliato a dadini.
Le patate si pelano e si cuociono in acqua bollente senza arrivare a completa lessatura, anzi: direi meno della metà, di cottura.
Dopo bisogna tagliarle a fettine molto sottili.
In padella (antiaderente) si scioglie un po' di burro, per appassire una mezza cipolla insieme a sale e pepe (poco sale, soprattutto se ci sono a disposizione dei bei formaggi sostenuti e saporosi). E si uniscono le patate, finendo la cottura e schiacciando ben bene il tutto con una forchetta. In ultimo, i dadini di formaggio. L'abilità della cuoca, in questo caso, sarà quella di eliminare mano a mano l'eccesso di grasso traspirato dal formaggio e, soprattutto, individuare il momento esatto in cui il formaggio, sotto, avrà formato una sottile crosticina, per girare il disco senza arrivare a ustione completa.
Il "Frico" è (apparentemente) semplice, e buono da impazzire.
E paradossalmente, dopo un fine settimana di mangiate clamorose, le padrone di casa hanno avuto anche l'idea di chiedermi di organizzare una serata per piegare i tortellini: per insegnare alle "frutis" friulane la nobile e antica arte della pasta sfoglia e dell'"Ombelico di Venere"!..
Fa ridere, quindi vale.

4 commenti:

Orso ha detto...

prossimamente, oltre la frontiera del sapore:
i cjalsons, specialità carnica...

sapètelo, su rieduchescional ciànnel...
:D

Anonimo ha detto...

Laraaaaa, sei fantastica.... anche io sul caffè liscio all'inizio ci ho fatto un sacco di "ridute"....

Un mega bacio
Jenni

Maxilmarconista ha detto...

Tu non hai idea di quello che hai fatto!!! Risvegliare certe taste memories ... Ti odio! :D Mandi

Anonimo ha detto...

miiiiiiiiiiiiiiiii il frico..
ne ho fatto scorpacciata ogni anno che con i miei amichetti sono stato a spilinbergo....

pinghial